CNPR: estensione agli amministratori di condominio?

Francesco Oliva - Commercialisti ed esperti contabili

Cassa ragionieri obbligatoria anche per gli amministratori di condominio? È un emendamento al Decreto Crescita che potrebbe dare il via all'estensione dell'obbligo di iscrizione alla CNPR.

CNPR: estensione agli amministratori di condominio?

Obbligo di iscrizione alla CNPR anche per gli amministratori di condominio.

È con un nuovo emendamento al Decreto Crescita che presto potrebbe essere riscritto, in chiave estensiva, il perimetro dei soggetti obbligati all’iscrizione alla Cassa ragionieri.

Il mondo delle professioni si appresta ad essere oggetto di importanti novità. Dopo l’emendamento sulle specializzazioni per i commercialisti, l’estensione della Cassa ragionieri agli amministratori di condominio è la seconda proposta di modifica al testo di un provvedimento che rischia di diventare un contenitore omnibus estremamente variegato.

Ad essere interessati dall’emendamento al Decreto Crescita che, stando a quanto riportato dal Sole24Ore, potrebbe essere presentato dal Governo o dal relatore, sarebbero tutti gli amministratori di condominio, anche qualora non esercitino in via esclusiva l’attività disciplinata dalla legge n. 4/2013.

La vicenda ricorda molto quanto accaduto negli ultimi mesi all’Inpgi, con i diversi tentativi di prevedere l’obbligo di iscrizione alla Cassa di previdenza dei giornalisti ai comunicatori intesi in senso fin troppo generale. La ratio della proposta era, in tal caso, quella di risanare i conti di un ente ormai in difficoltà da anni.

L’obiettivo alla base della proposta di estensione dell’obbligo di iscrizione alla CNPR per gli amministratori di condominio sarebbe invece quello di risolvere il problema del calo di iscrizioni.

La novità presenterebbe tuttavia diversi profili di criticità, soprattutto per i tanti professionisti che non esercitano l’attività di amministratore di condominio in via esclusiva e che sono già iscritti ad altre Casse di previdenza di categoria.

CNPR: estensione agli amministratori di condominio. L’emendamento nel Decreto Crescita

Per ora si tratta di proposte, ma la possibilità che con il Decreto Crescita estenda l’obbligo di iscrizione alla Cassa ragionieri agli amministratori di condominio sarebbe una novità rilevante.

Secondo i dati riportati dal Sole24Ore, l’estensione della CNPR interesserebbe dai 25.000 ai circa 50.000 soggetti che svolgono in via esclusiva l’attività di amministratore di condominio, ma anche quei 100.000 professionisti che esercitano l’attività in via prevalente ma non esclusiva.

Attualmente sono obbligati ad iscriversi alla CNPR i ragionieri commercialisti iscritti nella sezione A e gli Esperti contabili iscritti nella sezione B dell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili che esercitano la professione, anche se in pensione.

L’emendamento al Decreto Crescita potrebbe estendere il perimetro dei soggetti obbligati al versamento dei contributi alla Cassa Ragionieri a tutti i soggetti che svolgono per professione abituale, anche se non esclusiva, l’attività di amministratore di condominio.

CNPR obbligatoria anche per gli amministratori di condominio già iscritti ad altre Casse private

L’emendamento che potrebbe essere presentato dal Governo o dal Relatore estenderebbe l’obbligo non solo a chi esercita in via esclusiva l’attività di amministratore di condominio (iscritti all’INPS), secondo i requisiti previsti dalla legge n. 4/2013, ma anche ai professionisti già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria.

Stiamo parlando dell’esercito dei 100.000 professionisti, come avvocati, geometri o commercialisti, che fanno della professione di amministratore condominiale il proprio “secondo lavoro”.

L’emendamento, qualora si concretizzasse l’ipotesi di inserimento nel testo del Decreto Crescita, stabilirebbe anche per questi - già iscritti a Casse di previdenza di categoria - l’obbligo di iscrizione alla Cassa Ragionieri.

Per garantire l’adeguatezza del trattamento previdenziale, verrebbe inoltre mantenuta l’aliquota di riferimento della Cassa di appartenenza qualora maggiore rispetto a quella applicata dalla CNPR.

Cassa ragionieri e INPGI, le manovre del Governo per il riequilibrio degli enti di previdenza privati

Il tentativo di estendere i confini della CNPR non è un unicum ma si tratta di una storia che ricorda molto quando successo con l’INPGI.

Nel tentativo di bloccare l’emorragia dell’ente di previdenza dei giornalisti, con la Legge di Bilancio 2019 la Lega aveva tentato di estenderne l’obbligo di iscrizione ai “comunicatori”, categoria ampia che includeva le nuove figure del giornalismo digitale ma anche tecnici o informatici impiegati nel mondo dell’informazione.

Il travaso di iscritti da INPS ad INPGI, ritenuto ancora oggi fondamentale dal Sottosegretario al Lavoro Durigon, servirebbe dunque per riequilibrare i conti in rosso di un ente che, oltre al calo degli iscritti, è stato protagonista di una gestione di entrate ed uscite tutt’altro che ottimale.

Per la Cassa ragionieri si tratterebbe di una manovra con differenze importanti. Più che risanarne i conti (il saldo tra entrate ed uscite è positivo), l’obiettivo è quello di contrastare il calo di iscrizioni ormai perenne dal 2007 ad oggi.

C’è tuttavia il rischio che il Decreto Crescita diventi un contenitore di norme eccessivamente disomogenee tra loro e che per questo non superi il vaglio del Colle, già più volte critico per provvedimenti simili nei confronti del Governo.

Si attendono novità in merito, per capire se l’ipotesi di cui si è parlato nelle righe precedenti troverà conferme o se, per l’ennesima volta, il Governo sarà costretto a fare un passo indietro sulla riforma delle Casse di previdenza di categoria.

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