Bonus assunzione giovani under 36 2023: come funziona l’esonero contributivo

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

La Legge di Bilancio 2023 ha prorogato al 31 dicembre il bonus assunzione under 36. I datori di lavoro privati che assumono giovani a tempo indeterminato possono usufruire dell'esonero contributivo del 100 per cento per 3 anni nel limite di 8.000 euro annui

Bonus assunzione giovani under 36 2023: come funziona l'esonero contributivo

I datori di lavoro privati che nel 2023 assumono a tempo indeterminato giovani under 36 possono beneficiare dell’esonero contributivo del 100 per cento per 3 anni.

Lo sgravio spetta nel nuovo limite massimo di 8.000 euro annui. A prevederlo è la Legge di Bilancio 2023, che ha prorogato la misura fino al prossimo 31 dicembre.

L’esonero è riconosciuto per 48 mesi se l’unità produttiva del datore di lavoro si trova in una delle Regioni del Sud Italia.

Per l’operatività della misura bisogna attendere il via libera da parte della Commissione Europea.

Bonus assunzione giovani under 36 2023: come funziona l’esonero contributivo

Il bonus assunzione under 36 è stato confermato anche per quest’anno. La Legge di Bilancio 2023, infatti, ha prorogato l’incentivo fino al 31 dicembre.

L’obiettivo è quello di promuovere l’occupazione giovanile stabile, mantenendo l’agevolazione in vigore nello scorso biennio.

Si tratta dell’esonero contributivo previsto in favore dei datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato giovani con meno di 36 anni d’età. L’incentivo riguarda i contributi previdenziali versati dal datore di lavoro ad esclusione di premi e contributi INAIL.

Il provvedimento inserito nella Manovra proroga quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2021 (art. 1, comma 10) con un’importante novità: il limite massimo dello sgravio sale da 6.000 a 8.000 euro.

I datori di lavoro, dunque, per le assunzioni effettuate nel 2023, potranno beneficiare di un esonero contributivo del 100 per cento fino a 8.000 euro annui per 3 anni.

Il periodo agevolato diventa di 4 anni se il datore di lavoro assume giovani presso unità produttive presenti nelle Regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

L’agevolazione spetta a tutti i datori di lavoro privati, imprenditori o non imprenditori, compresi quelli del settore agricolo, ad esclusione delle imprese del settore finanziario e i datori di lavoro domestico.

Bonus assunzione giovani under 36: requisiti e obblighi

L’assunzione dei giovani lavoratori deve essere effettuata attraverso un contratto a tempo indeterminato, anche con trasformazione da tempo determinato.

Questi non devono aver compiuto i 36 anni d’età al momento della firma e non devono mai essere stati occupati a tempo indeterminato. L’esonero non si applica ai contratti di apprendistato.

I datori di lavoro, inoltre, non devono aver licenziato o licenziare lavoratori con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva nei sei mesi precedenti la nuova assunzione e nei nove mesi successivi.

La fruizione dell’esonero contributivo è subordinata al rispetto di specifiche condizioni da parte del datore di lavoro:

  • regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale, ai sensi del DURC;
  • assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;
  • rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali e di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

I beneficiari accedono all’agevolazione attraverso le denunce del flusso UNIEMENS secondo le indicazioni operative fornite dall’INPS tramite la circolare n. 56/2021, il messaggio n. 3389/2021 e il messaggio n. 403/2022. Al momento si attende una nuova comunicazione da parte dell’Istituto con tutti gli aggiornamenti per il 2023.

Come per gli anni scorsi, l’operatività della misura è subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea, secondo quanto previsto dall’articolo 108 par. 3 del Trattato dell’Unione.

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