Bonus assunzione donne 2023: come funziona l’esonero contributivo

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

La Legge di Bilancio 2023 ha prorogato al 31 dicembre il bonus assunzione donne. I datori di lavoro privati che assumono personale femminile in particolari condizioni svantaggiate possono usufruire dell'esonero contributivo del 100 per cento nel limite di 8.000 euro annui

Bonus assunzione donne 2023: come funziona l'esonero contributivo

I datori di lavoro privati che nel corso del 2023 assumono donne in particolari condizioni svantaggiate possono beneficiare dell’esonero contributivo del 100 per cento.

Legge di Bilancio 2023 ha prorogato la misura in vigore nel 2022 fino al prossimo 31 dicembre, innalzando anche il limite massimo per lo sgravio, che passa da 6.000 a 8.000 euro.

L’esonero è riconosciuto per 18 mesi per l’assunzione di personale femminile a tempo indeterminato (anche con trasformazione da tempo determinato), mentre spetta per 12 mesi per i contratti a tempo determinato.

La misura sarà operativa dopo l’autorizzazione da parte della Commissione Europea.

Bonus assunzione donne 2023: come funziona l’esonero contributivo

Il bonus assunzione donne sarà in vigore anche quest’anno. L’incentivo, infatti, è stato prorogato fino al 31 dicembre dalla Legge di Bilancio 2023.

Si tratta della misura che ha l’obiettivo di promuovere l’occupazione femminile mantenendo in vigore l’agevolazione nella forma prevista dalla Legge di Bilancio 2021.

I datori di lavoro privati che fino al 31 dicembre 2023 assumono donne in particolari condizioni svantaggiate a tempo determinato o indeterminato potranno beneficiare dell’esonero contributivo del 100 per cento sulla contribuzione previdenziale a loro carico.

Il provvedimento inserito nella Manovra 2023, dunque, proroga quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2021 (art. 1, comma 16) ma con un’importante novità: il limite massimo dello sgravio sale da 6.000 a 8.000 euro.

Pertanto, i datori di lavoro potranno usufruire di un esonero contributivo del 100 per cento fino a 8.000 euro annui:

  • per 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato (anche con trasformazione da tempo determinato);
  • per 12 mesi in caso di contratti a tempo determinato.

L’agevolazione spetta a tutti i datori di lavoro privati, imprenditori o non imprenditori, compresi quelli del settore agricolo.

Bonus assunzione donne 2023: requisiti e obblighi

Quali sono, quindi, queste particolari condizioni definite “svantaggiate”? Come stabilito dalla Legge n. 92/2012, il bonus assunzione si applica nei confronti di donne:

  • di qualsiasi età, senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione Europea;
  • di qualsiasi età, senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e che svolgono attività lavorativa in settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere (articolo 2, punto 18), lettera e) del regolamento (CE) n. 800/2008);
  • di qualsiasi età, senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 2 anni e senza limiti di residenza;
  • di almeno 50 anni e disoccupate da più di un anno.

Come detto, il personale femminile può essere assunto sia a tempo determinato sia indeterminato, cambia solamente il periodo di fruizione dell’esonero da parte del datore di lavoro.

Lo sgravio non spetta, invece, per le assunzioni con contratto di lavoro intermittente, apprendistato e per il lavoro domestico.

La fruizione dell’esonero contributivo è subordinata al rispetto di specifiche condizioni da parte del datore di lavoro:

  • regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale, ai sensi del DURC;
  • assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;
  • rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali e di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

I datori di lavoro, inoltre, non possono ricevere l’agevolazione se l’assunzione è imposta da un obbligo di legge oppure se viola un diritto di precedenza di altri lavoratori o lavoratrici. L’assunzione, inoltre, deve comportare un incremento occupazionale rispetto alla media dell’ultimo anno.

I beneficiari possono accedere all’agevolazione tramite le denunce del flusso UNIEMENS. L’INPS ha fornito le varie indicazioni nella circolare n. 32/2021, nel messaggio n. 1421/2021 e nel messaggio n. 403/2022. Si attende la nuova comunicazione da parte dell’Istituto con tutti gli aggiornamenti per il 2023.

Come per lo scorso biennio, l’operatività della misura è subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea, secondo quanto previsto dall’articolo 108 par. 3 del Trattato dell’Unione.

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