Taglio delle accise verso la mini proroga ma sarà differenziato

Il taglio delle accise è in scadenza. Oggi in Consiglio dei Ministri si discute delle prossime mosse

Taglio delle accise verso la mini proroga ma sarà differenziato

Tra poche ore verrà meno il taglio delle accise sul carburante che in queste ultime settimane ha limitato l’aumento dei prezzi alla pompa.

La misura attuale, prevista dal secondo decreto carburante, scade il 1° maggio e nella riunione del Consiglio dei Ministri in corso, il governo sta decidendo le prossime mosse.

Senza nuovi interventi, da maggio, il prezzo di benzina, gasolio e GPL tornerà a salire. Secondo le anticipazioni, il taglio sarà rinnovato ma in misura differenziata tra gasolio e benzina.

La misura, però, è in discussione anche alla luce del nuovo piano “AccelerateEU”, promosso dall’Europa.

Taglio delle accise verso la mini proroga ma sarà differenziato

Con lo sconto sui prezzi alla pompa di benzina, gasolio e GPL in scadenza è tempo di pensare a nuove misure per contenere gli aumenti derivanti dagli effetti economici del conflitto in atto in medio oriente che continuano a far crescere il prezzo dell’energia su scala internazionale.

Subito prima di Pasqua il Governo aveva approvato il secondo decreto Carburante in poche settimane, prorogando al 1° maggio 2026 il taglio delle accise. Mancano poche ore alla scadenza e un nuovo intervento appare inevitabile quanto necessario, con i prezzi che, comunque, sono rimasti abbastanza elevati in tutta Italia, rispetto al periodo precedente al conflitto.

Una terza proroga del taglio delle accise appare quindi necessaria per evitare che i prezzi alla pompa tornino a lievitare in maniera esponenziale.

A tracciare la rotta del nuovo decreto sui carburanti è stata la stessa presidente del Consiglio che, in occasione della presentazione del nuovo decreto primo maggio, ha parlato di “un’ulteriore proroga” del taglio delle accise in scadenza il 1 maggio.

Il fatto che la misura arriverà già nella giornata oggi non è in discussione. L’intervento sulle accise ci sarà “questo pomeriggio” nel Consiglio dei ministri. Lo ha confermato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a margine dei lavori di questa mattina alla Camera.

La riunione è tutt’ora in corso e dovrebbe concludersi entro il tardo pomeriggio. La discussione verte piuttosto su quanto potrà durare e su come verrà applicato il taglio.

Verso uno sconto differenziato per benzina e gasolio

La questione, come spesso accade in questi casi, gira attorno alle effettive risorse economiche disponibili per attuare la misura. Ad oggi la cifra sul tavolo sembra essere quella dei 300 milioni, pochi per un intervento ben strutturato.

Ecco allora che l’ipotesi più probabile è quella di una mini proroga, più corta rispetto alla precedente, quella che ha esteso lo sconto di circa 25 centesimi al 1° maggio. Il periodo coperto dallo sconto non dovrebbe superare i 15 giorni.

Ma non solo. Secondo le prime anticipazioni, il taglio non sarà uguale per benzina e gasolio come invece accaduto finora. Nelle ultime ore, infatti, si è fatta largo l’ipotesi di un trattamento differenziato.

Lo sconto dovrebbe risultare particolarmente consistente per il gasolio che nonostante il taglio attuale continua a viaggiare ad un costo elevato. Secondo l’osservatorio MIMIT, il prezzo medio supera i 2 euro al litro.

Di contro, dovrebbe essere più leggero (minore) per la benzina dato che i listini, alla data di ieri, indicavano un prezzo medio di 1,743 euro al litro, meno rispetto al gasolio, il che fa pensare che non necessiti dello stesso aiuto governativo.

Il decreto dovrebbe contenere anche un’estensione del credito d’imposta per il settore dell’autotrasporto, che ha già annunciato uno stop dei tir per fine maggio.

Una misura che mal si concilia con il nuovo piano “AccelerateEU”, presentato dall’Europa, che mira a garantire sicurezza energetica a tutti i Paesi membri. Nella strategia comunitaria, però, la priorità non sono i combustibili fossili bensì l’energia pulita e rinnovabile.

Intensificheremo il nostro sistema energetico, investiremo ulteriormente nell’energia pulita e spingeremo i combustibili fossili fuori dalla nostra produzione di energia elettrica”, si legge nella presentazione del piano.

Appare evidente, dunque, che misure come quella del taglio delle accise per abbassare il prezzo del carburante non rientrano in quest’ottica e probabilmente in futuro sarà necessario fare delle scelte.