Superbonus e contributi a fondo perduto per le imprese del turismo: il mix di incentivi nel decreto PNRR

Rosy D’Elia - Imposte

Superbonus 80 per cento e contributi a fondo perduto per le imprese del turismo fino al 2025: arriva un mix di incentivi per il settore con l'approvazione del Decreto PNRR. Nella bozza in circolazione i dettagli sui requisiti e sulle spese che danno diritto alle agevolazioni.

Superbonus e contributi a fondo perduto per le imprese del turismo: il mix di incentivi nel decreto PNRR

Superbonus 80 per cento e contributi a fondo perduto fino a 40.000 euro per le imprese del turismo: dalla data di entrata in vigore del Decreto PNRR, approvato il 28 ottobre 2021 in Consiglio dei Ministri, e fino al 2025 i soggetti che operano nel settore potranno accedere a un mix di incentivi per le spese necessarie a realizzare interventi edilizi e progetti di digitalizzazione.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza comincia ad assumere forma concreta. Il pacchetto di misure contenuto nel provvedimento, infatti, in coerenza con gli obiettivi complessivi da raggiungere punta, tra l’altro, a migliorare l’offerta ricettiva italiana e può contare su una dotazione di 2,4 miliardi di euro.

Corsia preferenziale per i giovani, il Sud, le donne. I dettagli sui requisiti di accesso e sulle spese ammissibili sono contenuti nella bozza del decreto PNRR diffusa dal quotidiano Italia Oggi.

Accesso alle risorse fino ad esaurimento delle risorse stanziate, pari a 500 milioni di euro, secondo l’ordine cronologico delle domande. Le istruzioni per procedere dovrebbero arrivare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del testo.

Superbonus e contributi a fondo perduto per le imprese del turismo: il mix di incentivi nel decreto PNRR

Tra Superbonus turismo, un credito d’imposta pari all’80 per cento delle spese sostenute, e contributi a fondo perduto, il valore degli incentivi richiesti può arrivare fino a 100.000 euro, e fino al 50 per cento dei costi dell’investimento. Segna un limite da rispettare anche l’importo complessivo delle spese sostenute: la cifra delle agevolazioni non può essere superiore.

Per le spese di progetto ammissibili ma non coperte dagli incentivi è possibile fruire anche di finanziamenti a tasso agevolato previsti dal Fondo nazionale per l’efficienza energetica, a condizione che almeno il 50 per cento di tali costi sia dedicato agli interventi di riqualificazione energetica.

In ogni caso per le spese coperte dalle misure legate al PNRR non è possibile beneficiare di altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni.

Le novità sono destinate a un’ampia platea del settore turismo:

  • imprese alberghiere;
  • strutture che svolgono attività agrituristica;
  • strutture ricettive all’aria aperta;
  • imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale;
  • stabilimenti balneari;
  • complessi termali;
  • porti turistici;
  • parchi tematici.

Esteso è anche il perimetro che definisce i costi che danno diritto al contributo a fondo perduto e al credito di imposta.

Si ha diritto agli incentivi per le spese sostenute, incluso il servizio di progettazione, per eseguire i seguenti interventi:

  • incremento dell’efficienza energetica delle strutture e riqualificazione antisismica;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia collegati alle due tipologie di interventi appena menzionate;
  • realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali;
  • digitalizzazione delle strutture.

Le agevolazioni si applicano ai progetti avviati alla data di entrata in vigore del decreto e fino al 2025, ma il Superbonus dell’80 per cento è accessibile anche per quelli già in essere e non ancora conclusi.

Incentivi per il turismo nel decreto PNRR: Superbonus imprese e contributi a fondo perduto

Alle imprese del settore turismo, per i progetti che rispondono alle caratteristiche richieste, spetta un contributo a fondo perduto che può arrivare fino a 40.000 euro. L’agevolazione spetta anche indipendentemente dal credito di imposta, come si legge nel testo del decreto, ancora in versione di bozza.

È prevista, inoltre, in diversi casi, una integrazione degli importi.

Integrazione contributo a fondo perdutoRequisiti
fino a ulteriori 30.000 euro Quota di spese per la
digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica di almeno il 15 per cento dell’importo totale dell’intervento
fino a ulteriori 20.000 euro impresa o società con i requisiti previsti dall’articolo
53 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, per l’imprenditoria femminile, per le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60 per cento da giovani fino a 35 anni, le società di capitali le cui quote di partecipazione sono possedute in misura non inferiore ai due terzi da giovani e i cui organi di amministrazione sono costituiti per almeno i due terzi da giovani, e imprese individuali gestite da giovani, che operano nel settore del turismo
fino a ulteriori 10.000 euro Imprese con sede operativa in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia

Il pagamento delle somme alle imprese del turismo viene effettuato in un’unica soluzione a conclusione dell’intervento, ma può essere richiesta un’anticipazione fino al 30 per cento del totale a fronte di una garanzia fideiussoria.

Il Superbonus, un credito di imposta pari all’80 per cento delle spese ammissibili, invece è ripartito in quote e può essere utilizzato esclusivamente in compensazione dal periodo di imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati ed entro i tre periodi di imposta successivi.

È prevista, inoltre, la possibilità di optare anche per la cessione, in tutto o in parte, ad altri soggetti, comprese banche e altri intermediari finanziari.

Per le domande bisognerà attendere le istruzioni del Ministero del Turismo e, prima di tutto, la conferma con la pubblicazione del decreto PNRR in Gazzetta Ufficiale di quanto emerge dalle prima bozze in circolazione.

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