In arrivo studio comparativo sulla facilità di fare impresa in Italia

Giuseppe Guarasci - Incentivi alle imprese

In un comunicato stampa il Ministero dello Sviluppo Economico ha annunciato che è in arrivo uno studio comparativo della Banca Mondiale sulla facilità di fare impresa in Italia.

In arrivo studio comparativo sulla facilità di fare impresa in Italia

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso noto che a breve verrà pubblicato uno studio sulla facilità di fare impresa in Italia.

In particolare, tale studio verrà realizzato dalla Banca Mondiale in collaborazione con lo stesso Mise. A questo proposito, ieri si è svolto un incontro presieduto dal Sottosegretario Michele Geraci, sul nuovo studio “Subnational Doing Business” finalizzato a misurare le regolamentazioni applicate alle imprese ed il conseguente impatto sugli imprenditori locali in diverse località d’Italia.

Informazione Fiscale seguirà i futuri sviluppi di questo studio, pubblicando e commentando i risultati cui giungerà il gruppo di studio organizzato da Banca Mondiale e Mise.

Studio sulla facilità di fare impresa in Italia: l’obiettivo del Governo

Il Sottosegretario Geraci ha segnalato, in particolare, l’obiettivo del nuovo Governo di favorire soprattutto gli investimenti greenfield e brownfield (a maggior impatto sull’occupazione, l’export e il PIL), soprattutto nei settori dei trasporti e delle infrastrutture, con un’attenzione speciale agli investimenti nel Sud Italia.

Lo studio della Banca Mondiale si fonderà sulla metodologia del report annuale “Doing Business” e prenderà in esame le esperienze di alcune città selezionate, concentrandosi sulle piccole e medie imprese locali.

Le aree tematiche analizzate dallo studio sulla facilità di fare impresa in Italia

Il progetto, finanziato dalla Direzione Generale per la Politica Regionale e Urbana della Commissione Europea, si propone di confrontare il panorama normativo relativo a cinque diverse aree tematiche regolamentate a livello territoriale o nazionale:

  • avvio d’impresa;
  • ottenimento dei permessi edilizi;
  • acquisizione di una fornitura di energia elettrica;
  • trasferimento di proprietà immobiliari;
  • risoluzione di dispute commerciali.

Per ciascuna di queste aree verranno identificate le buone pratiche esistenti a Roma e in altre 12 città italiane (Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Reggio Calabria e Torino), fornendo raccomandazioni sulla base di esperienze virtuose identificate in Italia e in altri 189 Paesi, già analizzati dal report globale Doing Business.

I risultati dell’indagine offriranno, inoltre, un valido supporto alle amministrazioni centrali e locali e potranno essere utilizzati come riferimento per l’avvio di processi di riforma volti a facilitare l’attività di impresa in Italia.