Sospensione del bollo auto: cosa deve fare chi ha l’addebito automatico

Il prossimo anno gli automobilisti con veicoli sotto gli 80 kW di potenza non pagheranno il bollo. Come funziona l’esenzione per chi ha la domiciliazione del pagamento

Sospensione del bollo auto: cosa deve fare chi ha l'addebito automatico

Il prossimo anno gli automobilisti non dovranno pagare il bollo su moto e auto con potenza fino a 80 kW.

La misura è stata introdotta con il nuovo decreto carburante approvato in Consiglio dei Ministri e la Premier Meloni ha assicurato che il taglio verrà reso strutturale con la prossima Legge di Bilancio.

In molti in vista del 2027 si stanno chiedendo come funzionerà in concreto la sospensione del pagamento, in particolare per chi ha attiva la domiciliazione, cioè il versamento automatico.

Come funzionerà la sospensione del bollo?

L’esenzione, come detto, per ora vale per il solo 2027 anche se l’obiettivo dichiarato è quello di renderla strutturale. Per il prossimo anno si applicherà a tutti i motocicli e alle auto con potenza non superiore a 80 kW.

Si tratta di circa il 70 per cento del parco auto che circola sulle strade italiane che comprende utilitarie, compatte e anche alcuni modelli di baby Suv. Solo per citarne alcuni rientrano tra i veicoli esenti la Fiat Panda o la 500 ma anche la Kia Picanto e la Hyundai i10 oppure la Toyota Aygo, la Ford Fiesta e la Renault Clio.

Ma in questi giorni non solo emesse solo domande sui modelli esenti dal pagamento del bollo ma anche alcuni dubbi sul funzionamento in concreto della misura. Molti hanno avanzato perplessità sul funzionamento della sospensione in caso di domiciliazione bancaria attiva.

In pratica, come funzionerà l’esenzione dal pagamento del bollo per chi ha attivo l’addebito automatico della somma?

Cosa fare in caso di domiciliazione del pagamento

Probabilmente saranno le singole Regioni a disciplinare la sospensione e, di conseguenza, a regolare questo particolare caso. A ogni modo, prima di disattivare la domiciliazione si consiglia di attendere notizie ufficiali, a partire dalla conversione in legge del decreto, dove potrebbero (anche se appare improbabile) arrivare modifiche in corsa alla norma. La conversione deve avvenire entro 60 giorni.

Va detto che potrebbe anche non essere necessario revocare il mandato di addebito automatico, in quanto la Regione competente non dovrebbe comunque richiedere il pagamento in quanto non dovuto (la potenza del motore infatti risulta già dai documenti in loro possesso). Anche qui, però, il consiglio è quello di verificare attentamente e seguire le indicazioni che saranno fornite e di evitare di sospendere la domiciliazione prima del 1° gennaio 2027. Questo perché le somme richieste entro la fine del 2026 devono essere pagate. La spesa, infatti, anche se è riferita al 2027 non è esente se ha scadenza nel 2026.

Disattivare l’addebito automatico troppo presto, dunque, potrebbe comportare il mancato versamento di quanto dovuto, con conseguenti sanzioni.

In merito ai tempi, secondo quanto previsto dal decreto Carburante, che ha introdotto la novità, i dettagli sui meccanismi di compensazione alle Regioni, alle quali devono andare 2,3 miliardi di euro, saranno precisati in un apposito decreto a firma MEF che dovrà essere adottato entro il prossimo 31 marzo, ben oltre il 1° gennaio, data dalla quale in teoria si applica lo sconto. Il rischio è che lo sconto possa partire con qualche mese di ritardo creando situazioni di difficile interpretazione operativa.

Lato coperture da più parti sono emersi dubbi su un possibile allargamento della platea, e quindi della spesa, nel caso in cui chi possiede più di un veicolo decida di trasferire la proprietà magari ad un familiare così da ottenere una doppia esenzione.

Il rischio c’è ma va detto che risulterebbe più concreto se effettivamente la tassa venisse abolita definitivamente e non solo per il 2027. Il passaggio di proprietà per un solo anno sarebbe più costoso dell’esenzione dal bollo.

In conclusione ribadiamo che, fino al 31 dicembre 2026, il bollo va pagato da tutti, anche se la tassa è riferita al 2027. L’agevolazione, al momento infatti, copre unicamente i pagamenti dovuti nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.