Social bonus: come funziona?

Redazione - Irpef

Il Social bonus è una delle novità più innovative della Riforma del Terzo Settore: cerchiamo di capire cos'è e come funziona il credito d'imposta sulle donazioni effettuate agli ETS.

Social bonus: come funziona?

A partire dal 1° gennaio 2018 è entrata in vigore una delle agevolazioni più innovative per gli enti del terzo settore: si tratta del Social bonus, il credito d’imposta del 65% o del 50% per favorire il recupero di beni pubblici inutilizzati.

La novità è stata introdotta con il Codice del Terzo Settore, il decreto legislativo n. 117 del 3 luglio 2017 che oltre a riformare l’intera normativa relativa ad enti di volontariato e associazioni no profit ha introdotto una nuova agevolazione fiscale in favore di chi effettua erogazioni liberali.

A spiegare come funziona il Social bonus è l’articolo 81 del Codice, nel quale sono contenute tutte le regole relative all’importo del credito d’imposta riconosciuto e sui soggetti beneficiari.

Cos’è il Social bonus e come funziona

Il Social bonus introdotto dal Codice del Terzo Settore è il nuovo credito d’imposta in vigore dal 1° gennaio 2018 per le erogazioni liberali effettuate da contribuenti e imprese in favore degli ETS iscritti al Registro Unico.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini alla tutela dei beni pubblici inutilizzati o confiscati alla criminalità organizzata attraverso una specifica agevolazione in favore di chi sosterrà gli enti no profit nelle attività di recupero di tali beni.

Nello specifico, il Social bonus consiste in un credito d’imposta per le persone fisiche e le persone giuridiche che effettuano donazioni in denaro in favore degli enti del terzo settore assegnatari dei beni pubblici inutilizzati o confiscati.

Secondo quanto previsto dall’articolo 81 del Codice del Terzo Settore, il credito d’imposta sulle donazioni verrà riconosciuto in tre quote annuali di pari importo e nella seguente misura:

  • per il 65% alle persone fisiche ed entro il limite del 15% del reddito imponibile;
  • nella misura del 50% se l’erogazione è effettuata da un ente o società nel limite del 5% dei ricavi annui.

Inoltre la norma prevede che le erogazioni liberali saranno agevolate esclusivamente qualora il bene assegnato all’ente del terzo settore sarà utilizzato per svolgere attività di interesse generale e per finalità non commerciali.

A chi spetta il Social bonus

In merito ai soggetti beneficiari del Social bonus bisogna fare alcuni chiarimenti.

Il Codice del Terzo Settore ha unificato la disciplina normativa relativa agli enti no profit ed ha istituito il Registro Unico RUNTS, al quale dovranno obbligatoriamente iscriversi tutte le associazioni e gli enti che vorranno beneficiare delle agevolazioni fiscali e legislative previste.

La stessa regola varrà anche al fine della spettanza del Social bonus che verrà riconosciuto soltanto per le donazioni effettuate nei confronti di iscritti al RUNTS.

Tuttavia, prima della piena operatività del Registro che sarà tenuto presso il Ministero del Lavoro, potranno beneficiare del credito d’imposta le persone fisiche e persone giuridiche per le erogazioni liberali effettuate dal 1° gennaio 2018 in favore di:

  • ONLUS iscritte negli appositi registri;
  • Organizzazioni di volontariato iscritte negli appositi registri;
  • Associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Il tutto, tuttavia, nel caso in cui l’ente destinatario della donazione sia titolare di un progetto di recupero di un bene pubblico inutilizzato ovvero confiscato alla criminalità organizzata.

Gli obblighi degli enti destinatari delle donazioni

Tra i principi cardine della riforma del Terzo settore vi è l’obbligo di pubblicità relativa all’attività degli enti no profit che rispetteranno i requisiti per l’iscrizione al RUNTS.

Pertanto viene stabilito che gli enti destinatari delle donazioni debbano trasmettere a cadenza trimestrale al Ministero del Lavoro una comunicazione con gli importi delle erogazioni liberali ricevute da cittadini o società.

Sul proprio sito istituzionale, inoltre, sarà obbligatorio dare pubblica notizia delle erogazioni ricevute e delle modalità di utilizzo.