Rientro a scuola: è scontro tra Azzolina e sindacati

Stefano Paterna - Scuola

Rientro a scuola, per il ministro Azzolina le scuole riapriranno il 14 settembre 2020 e il Decreto Rilancio metterà a disposizione 1,6 miliardi di euro, oltre a un altro miliardo in arrivo. I sindacati denunciano invece i ritardi e le carenze di risorse destinate a una ripresa regolare delle attività scolastiche a settembre. È scontro.

Rientro a scuola: è scontro tra Azzolina e sindacati

Rientro a scuola 2020, l’apertura delle aule a settembre è diventato il nuovo campo di battaglia tra i sindacati e il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Dopo un breve incontro tra Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda e il titolare del dicastero di viale Trastevere, avvenuto il 16 luglio, già il giorno dopo le organizzazioni di categoria hanno tenuto una conferenza stampa nella quale hanno denunciato i ritardi e le carenze che si pongono come ostacoli al raggiungimento dell’obiettivo di una ripresa regolare e in presenza delle attività didattiche dopo il blocco dovuto all’epidemia di COVID-19.

“La scuola” - ha dichiarato il segretario della Flc Cgil Francesco Sinopoli - “deve ripartire in presenza, per tutte e tutti, ma a causa dei ritardi enormi e dell’incertezza sulle risorse, ci troviamo davanti al rischio concreto che a settembre la scuola riapra in molti, troppi contesti, con la didattica a distanza e con pesanti riduzioni di orario”.

Un’affermazione in netta contraddizione con quanto affermato dal ministro Azzolina, che sul suo profilo Facebook ha invece confermato che:

“Il #CantiereScuola ha un obiettivo che non cambia: il 14 settembre la scuola riapre e riapre per tutti. Gli organici e le risorse ci sono.
È stato approvato il decreto Rilancio con 1,6 miliardi per la scuola e un altro miliardo è in arrivo. Voglio rassicurare non solo le famiglie e gli studenti ma anche tutto il personale scolastico”
.

Le criticità del rientro a settembre: risorse, sicurezza e organici

È necessario capire che data la persistenza del rischio Coronavirus per evitare il sovraffollamento delle classi bisognerà lavorare sia sul fronte degli spazi, sia su quello degli organici per articolare le lezioni in turni.

Ma persino sulle risorse disponibili per la scuola non c’è concordanza tra le organizzazioni di categoria e il ministro, tanto è vero che nel documento unitario diffuso durante la conferenza stampa i sindacati parlano di 1,4 miliardi di euro (che potrebbero arrivare a 2,4 con il miliardo promesso dalla Azzolina): questo stanziamento diviso tra le 8.000 scuole italiane porterebbe alla disponibilità di 300.000 euro a istituto da impiegare tra spese per interventi di sicurezza e riorganizzazione delle attività didattiche oppure all’assunzione di qualche cosa di più di 56.000 docenti e 16.000 ATA per 10 mesi.

A questo proposito, è sufficiente fare un confronto con il “Concorsone” della scuola che prevede di immettere di ruolo ben 78.000 nuovi docenti e che di per sé stesso costituisce un altro dei motivi di polemica tra sindacati e ministero dell’Istruzione.

Le criticità del rientro a scuola a settembre: spazi e orari

Gli altri problemi relativi all’inizio dell’anno scolastico secondo i sindacati sono quelli relativi agli spazi e agli orari:

  • per quanto riguarda i primi a detta di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda i lavori di adattamento e di edilizia leggera spettano agli enti locali (comuni e province). Gli istituti scolastici potranno solo segnalare la necessità di reperire nuovi locali per ridurre il numero di studenti per classe, ma non hanno altre possibilità;
  • nel caso degli orari i sindacati richiedono che le lezioni non subiscano riduzioni come pure era stato ipotizzato nelle settimane scorse e che vada garantito il tempo pieno.

Ma gli aspetti problematici dinanzi a una necessità di ristrutturare l’attività scolastica in modo così radicale e accelerato sono molteplici. L’ennesimo elemento di incertezza lo ha citato ad esempio l’esponente della Cgil Sinopoli, parlando della refezione scolastica:

La mensa è parte integrante del tempo scuola. Si riaprono i ristoranti e sarebbe incomprensibile se non si aprissero le mense scolastiche nelle quali sono impiegati migliaia di lavoratori che oggi sono per di più privi di ammortizzatori.”

Dunque, la sfida si settembre è tutt’altro che vinta, anzi l’esito appare assai incerto.

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