Riapertura scuole, l’organico fa discutere Ministero e sindacati

Stefano Paterna - Scuola

Prosegue la discussione tra sindacati della scuola e ministero dell'Istruzione sulla necessità dell'aumento degli organici in vista della riapertura delle aule a settembre. Dopo l'ultimo incontro del 18 agosto non c'è ancora accordo sul numero di unità: secondo una rilevazione della Cisl se si assumono i collaboratori scolastici, mancheranno i docenti.

Riapertura scuole, l'organico fa discutere Ministero e sindacati

Riapertura delle scuole a settembre, prosegue il dibattito sulle necessità per affrontare in sicurezza il ritorno in aula data la perdurante presenza del COVID-19.

Mentre il Comitato tecnico scientifico ribadisce i paletti per garantire la salute degli alunni e del personale docente e ATA, il ministero dell’Istruzione e i sindacati non cessano di discutere sulle varie emergenze (banchi, nuovi locali per garantire il distanziamento, ecc.) dettate dall’inizio di un nuovo anno scolastico per forza di cose assolutamente straordinario.

Tra tutte però spicca il tema della necessità di nuove assunzioni per affrontare i nuovi gravosi compiti imposti dall’emergenza sanitaria al mondo della scuola. L’ultimo incontro in merito si è tenuto il 18 agosto e come già accaduto diverse volte i partecipanti si lasciano con reciproca insoddisfazione.

Scuola, la questione dell’organico divide Ministero e sindacati

“Siamo al lavoro da mesi per il rientro a scuola di tutte le studentesse e di tutti gli studenti. È una priorità assoluta del Governo perché è una priorità di tutto il Paese. Dal primo settembre le scuole apriranno per chi è rimasto più indietro. Dal 14 riprenderanno ufficialmente le lezioni”,

ha dichiarato qualche giorno fa per l’ennesima volta il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Tuttavia, le sue dichiarazioni non trovano il riscontro del consenso delle organizzazioni sindacali che in materia di organico sono ben lungi dall’essere soddisfatte.

In particolare, le organizzazioni di categoria contestano al ministero il fatto di considerare il personale aggiuntivo come utile al solo fine di rispondere a situazione di disagio emergenziale, laddove esse emergano, mentre esso dovrebbe essere ritenuto necessario strutturalmente, dato che bisogna rispondere alle necessità di raddoppiare le classi (docenti, ma anche assistenti tecnici e amministrativi) e di assicurare la pulizia più frequente dei locali (collaboratori scolastici).

“...il Ministero deve chiarire a tutta la comunità scolastica se è sua intenzione dare seguito ai proclami e garantire la sicurezza in occasione della ripartenza” - si legge in un comunicato della Flc Cgil rilasciato dopo l’incontro del 18 - “oppure se vuole fare giochini di bilancio”.

In una recente simulazione condotta dalla Cisl Scuola sulle risorse conferite ai diversi Uffici Scolastici Regionali dal Decreto interministeriale Mef-Mi del 10 agosto per affrontare l’emergenza sanitaria nel prossimo anno scolastico (377,6 milioni di euro per il 2020 e 600 per il 2021), laddove si assumessero 10.000 collaboratori scolastici per le 8.2000 scuole italiane (1,2 per istituto), si potrebbero mettere in cattedra meno di 31.000 insegnanti per gestire oltre 170.000 sezioni e classi.

Rientro a scuola in sicurezza, i paletti del Cts

C’è poi da tener conto dei paletti ritenuti necessari dal Comitato tecnico scientifico per garantire la sicurezza di studenti e personale della scuola e ribaditi anche nel verbale del 12 agosto:

  • necessità dell’utilizzo delle mascherine laddove non si possa garantire il distanziamento fisico di almeno un metro tra le persone. Questi dispositivi dovranno essere indossati da tutti, compresi gli alunni con età superiore ai sei anni;
  • importanza della misurazione della temperatura per verificare che non sia superiore ai 37,5 gradi;
  • organizzazione particolare della refezione scolastica tramite eventuali turnazioni o in alternativa la fornitura di pasti da consumare in classe (cosiddetti lunch-box) con monoporzioni per ogni singolo alunno.

Come si vede anche anche il rispetto di queste semplici misure comporta un aumento dei compiti per il personale scolastico e l’esigenza di aumentarne il numero di unità.

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