Didattica digitale integrata, novità nel decreto Ristori: 85 milioni in più per la scuola

Stefano Paterna - Scuola

Didattica digitale integrata, scuola a distanza con nuove risorse nel decreto Ristori: la novità ed i nuovi 85 milioni stanziati consentono alle scuole di dotarsi di 283.000 PC e di connettività più di 336.000 studenti. A questo stanziamento si aggiungono 3,6 milioni di euro derivanti da un decreto firmato dalla Azzolina per le scuole superiori di II grado.

Didattica digitale integrata, novità nel decreto Ristori: 85 milioni in più per la scuola

Didattica digitale a distanza, novità per la scuola “a distanza” nel decreto Ristori.

Dal testo ufficiale del Decreto Ristori arrivano 85 milioni di euro per la meglio nota Didattica a Distanza, DAD.

Nella logica del sostegno ai settori colpiti dalle norme anti-contagio del Dpcm del 24 ottobre arrivano pertanto aiuti anche al mondo dell’istruzione pubblica che, soprattutto per quel che riguarda le scuole secondarie di II grado, dovrà avvalersi delle lezioni a distanza per almeno il 75% del monte ore disponibili.

A queste risorse si aggiungono 3,6 milioni di euro proprio per le scuole secondarie di II grado derivanti da un decreto del ministro per l’Istruzione Lucia Azzolina firmato il 27 ottobre: si tratta di fondi destinati a garantire una connessione telematica agli studenti che ne siano tuttora privi.

A detta dell’Azzolina le risorse derivanti dal provvedimento del governo “permetteranno a stretto giro l’acquisto di oltre 200.000 nuovi dispositivi e oltre 100.000 strumenti per le connessioni”.

Didattica digitale integrata, novità nel decreto Ristori: 85 milioni in più per la scuola

In particolare, il Decreto Ristori prevede all’articolo 21 che sia incrementato di 85 milioni di euro il Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche al fine di acquistare dispositivi e strumenti digitali individuali per attività di Ddi, Didattica digitale integrata, ovvero utilizzo di piattaforme digitali per l’apprendimento a distanza con conseguente connettività di rete.

Queste strumentazioni verranno poi concesse in comodato d’uso agli studenti meno abbienti, nel rispetto dei criteri di accessibilità per le persone disabili.

Pertanto, le risorse saranno distribuite agli istituti scolastici, tenendo conto del numero di alunni iscritti e della situazione socio-economica nella quale operano: quindi più risorse alle aree più svantaggiate.

Peraltro, stando a quanto riportato dalla relazione tecnica di accompagno del decreto Ristori che si basa sulla rilevazione dei fabbisogni delle scuole conclusa il 1° settembre di quest’anno, c’è ancora bisogno di 283.461 PC e di connettività per 336.252 studenti.

Didattica digitale integrata, il tema del contratto ed i dubbi degli insegnanti sulla DAD

Lo stanziamento di questi circa 89 milioni di euro complessivi per la Didattica digitale integrata forse sono anche “contentino” per le organizzazioni sindacali che non hanno mai nascosto le loro critiche, sia ai limiti delle lezioni da remoto anche per l’impossibilità di raggiungere la totalità degli studenti, sia per l’evidente incapacità del governo e delle regioni di risolvere il problema dei trasporti pubblici, saliti sul banco degli imputati a causa della diffusione crescente dell’epidemia di COVID-19.

In quest’ottica ha anche assunto una crescente importanza il tema di un contratto che regolamenti il lavoro dei docenti in modalità digitale-

Ad esempio, come si deve comportare un docente la cui classe è costretta dalle normative anti-contagio a fare lezione da remoto: deve comunque fare lezione dall’aula vuota o può collegarsi da casa?

Il quesito ha una sua rilevanza innanzitutto in materia di mobilità e poi anche perché ancora adesso gli insegnanti a casa spesso possono avvalersi di una connessione migliore che a scuola.

Al momento, la didattica a distanza è stata regolata solo da un’integrazione contrattuale sottoscritta dalla Cisl e dall’Anief, ma non dalle altre organizzazioni sindacali più rappresentative e non avendo il 51% della rappresentanza non è possibile applicarla, anche se una recente circolare del Ministero alle scuole ne ha anticipato le norme.

È ovvio che una dilatazione della Didattica digitale integrata comporti maggiori risorse pubbliche per consentire a tutti (studenti e docenti) di dotarsene, ma anche che la sua contrattualizzazione divenga un’esigenza ormai non più rinviabile. Un’altra sfida per il ministro Azzolina.

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