Le professioniste sono sempre di più, ma il loro reddito si allontana da quello dei colleghi. I dati presentati dal centro studi di Confprofessioni
Si è tenuto il 21 ottobre 2026 a Roma il Convegno di formazione professionale continua organizzato dall’Ordine degli Avvocati e da quello dei dottori Commercialisti e degli Esperti contabili a cui ha partecipato anche Informazione Fiscale.
Al centro del dibattito le professioni e il gender gap, cioè le differenze di genere, specialmente dal punto di vista retributivo.
L’evento si è aperto con l’indirizzo di saluto di:
- Alessandro Graziani, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma;
- Andrea Borghini, Presidente dell’ODCEC di Roma.
Alla discussione, introdotta e moderata da Irma Conti, Consigliere del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, sono intervenuti:
- Luciana Delfini, Presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Roma;
- Antonia Coppola, Presidente del Comitato Pari Opportunità ODCEC Roma;
- Mauro Mazzoni, Consigliere della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza forense – Centro Studi;
- Andrea Perrone, Consigliere di Amministrazione della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Dottori Commercialisti;
- Camilla Lombardi, Ricercatrice dell’Osservatorio delle Libere Professioni di Confprofessioni.
Professioni: aumentano le donne ma resta il divario salariale
I dati presentati da Camilla Lombardi, Ricercatrice dell’Osservatorio delle Libere Professioni di Confprofessioni, mostrano chiaramente che il divario di genere cresce. Le professioniste sono sempre di più, ma il loro reddito si allontana da quello dei colleghi, raggiungendo il massimo quando aumenta il carico di cura, solitamente a metà carriera.
Tra il 2015-2025 le professioniste sono aumentate del 20,6%, passando da 449.000 a 542.000. Di queste il 46,6% sono giovani, under 35, contro il 28,9% oltre i 55 anni.
Di contro però a non essere in crescita sono i redditi. O meglio, i guadagni sono cresciuti nel tempo ma non allo stesso modo tra uomini e donne.
La media descrive, infatti, una minoranza. Secondo le dichiarazioni 2024 il reddito medio annuo per gli uomini si attesta a 58.619 euro contro i 31.462 euro per le donne.
Il gender pay gap si mostra in tutte le fasce di età e non solo tra le più giovani e chi, invece, ha più esperienza come verrebbe da pensare. Il divario, infatti, cresce in ogni fascia d’età.
Questo significa che il divario c’è già all’inizio della carriera ed è accentuato ancora di più quando arrivano i carichi di cura.
Per le professioniste sono 52,9 ore settimanali di lavoro complessivo, retribuito e di cura, contro le 47,4 degli uomini; ore retribuite: 35,3 contro 39,8.
Le ore retribuite, si legge nel rapporto, spiegano solo una parte del divario: le professioniste lavorano circa l’11% di ore retribuite in meno, ma dichiarano il 46% di reddito in meno. Il carico di cura, dieci ore settimanali in più, pesa soprattutto nelle fasi centrali della carriera.
Il ricambio generazionale porterà più professioniste, ma da solo non chiuderà il divario.
Avvocati e commercialisti: “bisogna fare di più”
Questo il commento di Alessandro Graziani, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati:
“Il convegno di oggi ci ha consegnato un messaggio chiaro: la parità di genere nelle professioni non è ancora una realtà compiuta ma un obiettivo da perseguire con impegno quotidiano. Le donne rappresentano ormai una parte fondamentale dell’Avvocatura, eppure persistono divari significativi nei redditi, nell’accesso ai ruoli apicali e nella conciliazione tra vita professionale e familiare. Sono squilibri che non possiamo considerare fisiologici e che dobbiamo contrastare.
Come Ordine forense, sentiamo la responsabilità di andare oltre le dichiarazioni di principio. Intendiamo rafforzare le iniziative di formazione, sostenere misure concrete a tutela della genitorialità e promuovere una cultura professionale che valorizzi il merito senza distinzioni. La parità di genere deve esistere anche a livello reddituale perché non è una questione che riguarda solo le colleghe: è un tema che coinvolge l’intera categoria e la qualità stessa della Giustizia.”
Sulla stessa linea anche Andrea Borghini, Presidente dell’ODCEC di Roma:
“I dati statistici, in modo incontrovertibile, mostrano che le Colleghe appartenenti ad entrambe le Professioni hanno un reddito medio annuale quasi pari alla metà di quello dei Colleghi, indipendentemente dalla fascia di età e dalla localizzazione geografica.
Questi dati ci devono impegnare come dirigenti di categoria a promuovere inclusione e cambiamento culturale, ma anche infrastrutture sociali e supporto. La formazione, la partecipazione delle Colleghe alla vita dell’Ordine in ambito scientifico ma anche di governance di categoria, la promozione di reti e di aggregazioni di professionisti sono alcune delle politiche che stiamo mettendo in campo come ODCEC di Roma per rafforzare l’empowerment delle Colleghe. Crediamo, infatti, che la partecipazione attiva e organizzata generi l’effetto nel medio termine di incrementare anche i redditi e la qualità del lavoro. E’ evidente, però, che tali politiche debbano essere appoggiate su un assetto solido di infrastrutture sociali. E’ anche importante sviluppare misure di assistenza efficaci per le Colleghe in particolari fasi della vita quale la maternità.
Vogliamo contribuire a rimuovere gli ostacoli per le pari opportunità. Maternità e carriera professionale non devono essere alternative. Così come, la cura delle persone anziane o di un figlio con disabilità non deve costituire solo un tema del genere femminile e non deve costringere, in una società equa, a rinunciare al lavoro.
La rinuncia al lavoro riduce le disponibilità finanziarie e determina ulteriori difficoltà e disparità per quei Colleghi e le loro famiglie. Questo non possiamo e non vogliamo permetterlo!”
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Professioni: aumentano le donne ma resta il divario salariale