IA: in vigore le nuove regole, stop al licenziamento deciso da algoritmi

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Dal 23 ottobre è in vigore il decreto legislativo che attua in Italia le regole europee sull’intelligenza artificiale. Subito operativi i nuovi obblighi in materia di lavoro

IA: in vigore le nuove regole, stop al licenziamento deciso da algoritmi

Le regole dell’IA Act europeo diventano realtà anche in Italia.

Da oggi, 23 ottobre, entrano in vigore le disposizioni del decreto legislativo n. 179/2026 per imprese, professionisti e pubblica amministrazione.

Si parte subito con le nuove regole relative alle decisioni algoritmiche nei rapporti di lavoro, sulla valutazione dei rischi IA e sui poteri sanzionatori di AgID, ACN e autorità di settore.

Le prossime tappe prevedono una progressiva applicazione delle novità, che riguardano tra gli altri professionisti e docenti, da qui al prossimo anno.

IA: dal 23 ottobre in vigore le nuove regole, stop al licenziamento deciso da algoritmi

Pronte le nuove regole per disciplinare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Dal 23 ottobre entra in vigore il decreto legislativo n. 179/2026 che attua in Italia le regole europee sull’intelligenza artificiale dell’AI Act per imprese, professionisti e pubblica amministrazione. Approvato dal Consiglio dei Ministri prima in esame preliminare il 10 giugno 2026 e poi in via definitiva il 4 agosto, il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 ottobre.

Il testo è diviso in cinque capi:

  • governance e sanzioni;
  • intelligenza artificiale nella formazione, nelle professioni, nel lavoro, nella sanità e nella PA;
  • tutela come segreto aziendale di dati e algoritmi di addestramento;
  • clausola finanziaria.

Dall’utilizzo degli algoritmi nei processi decisionali alla formazione, le novità sono tante ma con una chiave di lettura comune: l’uomo è al centro, l’intelligenza artificiale può supportare decisioni e servizi ma la responsabilità resta sempre della persona.

Le nuove disposizioni non sono già tutte operative. In alcuni casi è stato concesso più tempo, da qui ad un anno, per adeguarsi.

Quali sono le regole e i nuovi obblighi previsti già da oggi?

Ad essere subito operative sono alcune delle novità di maggiore rilevanza previste dal testo. Si tratta di quelle relative alle imprese e ai rapporti di lavoro.

A partire da oggi, la gestione del rapporto di lavoro nelle imprese non può essere basata unicamente su decisioni prese da un algoritmo. I datori di lavoro che impiegano sistemi di IA hanno l’obbligo di riservare a una persona fisica, con potere effettivo e autonomo, la decisione finale su assunzione, modifica e cessazione del rapporto, compresi provvedimenti disciplinari e valutazioni delle prestazioni.

I licenziamenti, così come le altre decisioni, adottate unicamente in maniera automatizzata sono nulle anche se ci dovesse essere consenso da parte del lavoratore.

Unica eccezione è rappresentata dalla selezione automatica dei profili nelle offerte di lavoro. I curricula dei candidati possono essere gestiti da sistemi di IA purché siano rispettate le regole del GDPR.

In termini di sicurezza, l’art. 42 aggiunge un nuovo obbligo. I sistemi di IA che incidono su organizzazione, ritmi produttivi o modalità della prestazione devono entrare nella valutazione dei rischi (DVR). I dipendenti devono essere informati e formati sui rischi specifici dell’IA.

Infine, l’art. 48 consente ai centri per l’impiego e alle agenzie per il lavoro di usare l’IA per orientamento e incontro tra domanda e offerta, ma sempre con supervisione umana e trasparenza delle decisioni.

Da oggi, inoltre, il D.Lgs. 179/2026 affida la vigilanza ad AgID e ACN. L’Agenzia per l’Italia Digitale è designata come autorità di notifica che designa e controlla gli organismi di valutazione della conformità mentre l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale è individuata come l’autorità di vigilanza del mercato sui sistemi di IA e punto di contatto unico con le istituzioni europee.

Per quanto riguarda le altre autorità nazionali, Banca d’Italia, CONSOB e IVASS vigilano sui sistemi ad alto rischio usati per credito, servizi di investimento e attività assicurativa, mentre il Garante della privacy interviene sui sistemi impiegati per attività di contrasto, gestione delle frontiere, giustizia e processi democratici.

Decreto AI: le prossime tappe dell’attuazione

Le novità, come anticipato, non sono tutte operative: per mettere in pratica alcune previsioni il Dlgs ha concesso più tempo rispetto alla data del 23 ottobre. Le prossime tappe riguardano in particolare i nuovi obblighi formativi. La formazione sull’IA, infatti, entra nei percorsi di istruzione a tutti i livelli ma anche nella pubblica amministrazione e negli studi professionali.

Per quel che riguarda in particolare gli ordini professionali, questi devono prevedere percorsi di alfabetizzazione e formazione sull’uso dell’intelligenza artificiale nei programmi di formazione iniziale e continua degli iscritti.

La formazione deve essere incentrata sul funzionamento degli strumenti, il Regolamento europeo e le norme italiane e i profili deontologici: responsabilità del professionista, obblighi informativi verso il cliente e rispetto del principio antropocentrico individuato dalla Legge n. 132/2025.

Le novità dovranno essere recepite entro il 23 aprile 2027.

Di seguito una sintesi delle novità e la data entro la quale dovranno essere applicate.

DataNovità
23 ottobre 2026 entrata in vigore e applicazione delle nuove regole sulle decisioni algoritmiche nel rapporto di lavoro, sulla valutazione dei rischi IA e sui poteri sanzionatori di AgID, ACN e autorità di settore
Entro il 21 gennaio 2027 piano di formazione docenti per social e IA
Entro il 23 aprile 2027 Adeguamento dei regolamenti sulla formazione di ordini e collegi e accordo in Conferenza Stato-Regioni per l’IA nell’Educazione Continua in Medicina
Entro il 23 ottobre 2027 Integrazione dei parametri per l’equo compenso in base al rischio dei sistemi di IA usati