Si moltiplicano le nuove partite IVA, mentre le vecchie attendono gli ultimi aiuti Covid

Partite IVA: si moltiplicano le nuove, mentre le vecchie attendono gli ultimi aiuti Covid sotto forma di contributi a fondo perduto. Solo dal prossimo anno si potrà avere una visione più chiara di aperture e chiusure che si sono registrate nel periodo di emergenza coronavirus. Intanto il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con l'aggiornamento del 10 settembre, fornisce i dati delle attività nate nel secondo trimestre 2021.

Si moltiplicano le nuove partite IVA, mentre le vecchie attendono gli ultimi aiuti Covid

Da aprile a giugno sono nate 147.153 nuove partite: rispetto al 2020 il numero è cresciuto vertigionosamente. Nel frattempo le vecchie partite IVA, quelle già attive, hanno richiesto e ottenuto nuove tornate di aiuti Covid sotto forma di contributi a fondo perduto e aspettano il saldo finale perequativo.

Solo dal prossimo anno si potrà avere una visione più chiara degli effetti dell’emergenza coronavirus nel rapporto tra aperture e chiusure.

I dettagli che riguardano il secondo trimestre nell’aggiornamento pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 10 settembre 2021.

Ministero dell’Economia e delle Finanze - Osservatorio sulle partite IVA, dati del 10 settembre 2021
Sintesi dell’aggiornamento del secondo trimestre 2021

Partite IVA: moltiplicate le nuove, mentre le vecchie attendono gli ultimi aiuti Covid

Continua a crescere in maniera sempre più significativa il numero di coloro che avviano una nuova attività: dopo l’incremento, rispetto all’anno precedente, del primo trimestre 2021 pari al 15,3 per cento, nel secondo trimestre la crescita arriva al 54,1 per cento.

Le cifre fanno riferimento ad aprile, maggio e giugno, mesi ancora caratterizzati da forti restrizioni nel 2020. Ma la percentuale del 2021 supera anche la cifra registrata nel 2019, l’anno precedente alla pandemia, in cui avevano preso vita 136.323 nuove partite IVA.

Come si legge nell’ aggiornamento dell’Osservatorio sulle partite IVA del MEF del 10 settembre 2021, la crescita si concentra soprattutto al Nord, con il 47,4 per cento, seguono Sud e Isole con il 31,6 per cento, più debole è la risposta al centro con il 20,3 per cento. Ad aprire nuove partite IVA sono, inoltre, per la maggior parte persone fisiche.

Natura giuridica aperture partite IVAPercentuali
Persone fisiche 65,5 per cento
Società di capitali 3 per cento
Non residenti e altre forme giuridiche 10 per cento

Sui settori a farla da padrona è sempre il commercio, seguito dalle attività professionali e dall’agricoltura.

Partite IVA: motiplicate le nuove, mentre gli aiuti Covid sostengono le vecchie e frenano le chiusure

Nella crescita delle nuove partite IVA un ruolo fondamentale spetta ai giovani fino ai 35 anni: in questa fascia di età, infatti, si concentra il 47,5 per cento delle aperture.

I dati pubblicati dal MEF fanno sperare in una tendenza positiva per la nascita delle attività, ma per avere una panoramica completa dei segni lasciati dalla pandemia con un saldo tra aperture e chiusure nel periodo Covid bisognerà attendere ancora.

E infatti a fine 2020 il numero delle chiusure appariva stranamente più basso del 2019 e il MEF metteva in guardia:

“Questi dati sulle chiusure vanno comunque interpretati con cautela per tre motivi:

  • 1) alcuni contribuenti potrebbero comunicare tardivamente l’avvenuta cessazione di attività nel 2020;
  • 2) il dato del 2019 potrebbe comprendere alcune cessazioni d’ufficio operate dall’Agenzia delle Entrate per non-operatività;
  • 3) spesso il contribuente non ottempera all’obbligo di chiusura della partita Iva al momento della cessazione dell’attività”.

Per avere una visione chiara dei numeri, inoltre, bisognerà attendere una normalizzazione della situazione, anche dal punto di vista dell’erogazione degli aiuti Covid. La possibilità di ottenere ancora dei contributi a fondo perduto, sebbene spesso si tratti di cifre molto basse rispetto alle perdite, fa sì che le attività vengano lasciate ancora in vita.

Lo affermava lo stesso MEF nel report dello scorso maggio con cui faceva il punto definitivo sul numero di chiusure del 2020, più basso rispetto al 2019:

“Tali dati sembrano mostrare che le misure di sostegno alle Partite Iva messe in campo nel corso del 2020 abbiano avuto l’effetto di limitare le cessazioni di attività”.

Le stesse misure di sostegno, con variazioni su tema, sono state messe in campo anche per tutto il 2021. E infatti solo a partire da aprile 2021 le vecchie partite IVA hanno potuto richiedere e ottenere nuove tornate di aiuti Covid previste dai due Decreti Sostegni e un’ultima, come saldo perequativo, è attesa a fine anno.

Per una fotografia reale e veritiera del numero di partite IVA attive, nonostante la pandemia, bisognerà quindi attendere ancora.

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