Indennità per gli infermieri, si attendono novità tra richieste e promesse

Stefano Paterna - Sanità

Indennità per gli infermieri, si attendono novità: alla Camera il Ministro per la Pubblica Amministrazione ha ribadito che l'erogazione della voce di stipendio che vale in media circa 900 euro è legata al rinnovo del contratto e che con la collaborazione dei sindacati si può chiudere già all'inizio del nuovo anno. Ma i sindacati non sono dello stesso avviso.

Indennità per gli infermieri, si attendono novità tra richieste e promesse

La questione dell’indennità di specificità per gli infermieri sta diventando “bollente” anche per il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, oltre che per il personale sanitario. Non è stata infatti ancora messa la parola fine sull’attribuzione di questa specifica voce stipendiale che vale in media e a persona quasi 900 euro all’anno, se si includono anche gli arretrati.

D’altra parte, nel contesto della perdurante attesa di rinnovo dei contratti del pubblico impiego scaduti ormai da anni e dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 è naturale che la vicenda della mancata assegnazione dell’indennità per gli infermieri ascendesse all’attenzione del Parlamento con il question time alla Camera del Ministro Brunetta del 15 dicembre scorso e le polemiche con il sindacato degli infermieri Nursind che ne sono seguite.

L’indennità di specificità per gli infermieri era stata in effetti approvata dalla Legge di Bilancio dello scorso anno del governo Conte bis, ma i beneficiari non se la sono ancora vista assegnare perché la normativa prevede che sia vincolata all’andamento del rinnovo del contratto: e qui divergono le strade di Brunetta e dei sindacati di categoria degli infermieri.

Ma vediamone più nel dettaglio i motivi.

Indennità per gli infermieri e rinnovo del contratto: il parere di Brunetta

A proposito dell’indennità di specificità per il personale infermieristico, il Ministro Brunetta alla Camera ha dichiarato:

“Le risorse ci sono, i contratti sono in via di definizione e sono indispensabili perché, a differenza dell’indennità di esclusività dei medici, si tratta di nuove indennità che entrano nel trattamento fondamentale degli infermieri e degli altri profili. Invece di fare polemiche sterili, i sindacati pensino a impegnarsi nella trattativa”.

In sostanza, il responsabile della Funzione Pubblica ha ricordato ai sindacati e ai deputati che polemicamente lo sollecitavano ad accelerare sul percorso di attribuzione di questa importante voce di trattamento retributivo come sia stato il precedente governo a legare l’indennità al rinnovo del contratto, fattore che il Ministro peraltro trova del tutto “coerente con le regole del pubblico impiego”.

L’indennità è stata inserita, come già detto, nella legge di bilancio per il 2021 all’articolo 1, commi 409 e 414 della legge 178 del 2020.

Peraltro, in merito Brunetta continua a professarsi ottimista dato che per il 21 dicembre è previsto un nuovo round di trattative tra lAran e i sindacati e che quindi sarebbe possibile per il Ministro stringere per il rinnovo già all’inizio del nuovo anno e che la copertura finanziaria del pagamento dell’indennità è già assicurato da un apposito stanziamento di 335 milioni di euro.

Indennità per gli infermieri e rinnovo del contratto: l’opinione del Nursind

Di opinione del tutto opposta a quella del Ministro per la Pubblica Amministrazione è il sindacato degli infermieri Nursind che ha chiesto a Palazzo Chigi e al Parlamento di concedere un anticipo temporaneo dell’indennità, dato che la categoria, al centro della battaglia contro il Coronavirus, aspetta da quasi un anno la sua erogazione.

L’organizzazione sindacale segnala come nell’attuale manovra di bilancio per il 2022 ci siano tre emendamenti che vanno incontro alle richieste della categoria, ma soprattutto come i tempi per il rinnovo del contratto non potranno essere così ravvicinati come afferma Brunetta:

“Il ministro - ha osservato in proposito il segretario del Nursind Andrea Bottega - dovrebbe sapere che ciò che viene definito al tavolo contrattuale è solo un’ipotesi di accordo. Tale ipotesi, infatti, poi deve essere vagliata da diversi organi di controllo, ragion per cui occorrono almeno quattro mesi per ricevere in busta paga gli aumenti definiti nel contratto”

L’organizzazione sindacale ha in effetti ricordato come proprio in osservanza del decreto legislativo 150 del 2009, cosiddetta riforma Brunetta della PA, passeranno dieci giorni tra l’eventuale firma dell’accordo tra Aran e sindacati e la sua trasmissione al governo che può prendersi altri venti giorni per il suo esame. Ma, poi, l’ipotesi sottoscritta dovrà passare al vaglio di una serie di controlli tra i quali quello della Corte dei Conti che potrà deliberare entro 15 giorni, ma potrebbe anche decidere per acquisire altri pareri, allungando l’iter di approvazione.

Quest’ultima polemica con il sindacato degli infermieri si inserisce nel quadro di una difficoltà politica evidente sul versante dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego che da mesi Brunetta dichiara in procinto di essere sottoscritti dalle organizzazioni sindacali, ma che poi non arrivano a chiusura.

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