Green Pass sul lavoro, il Ministero dell’Interno: tamponi gratuiti per i portuali a spese dell’azienda

Eleonora Capizzi - Leggi e prassi

Green Pass obbligatorio sul lavoro, la soluzione del Ministero dell'Interno per i portuali: ok ai tamponi gratuiti a spese dell'azienda. Questa l'indicazione per le imprese contenuta nella circolare n. 1530 dell'11 ottobre 2021 per evitare gli eventuali disservizi che potrebbero nascere da un alto numero di lavoratori del settore senza certificazione verde.

Green Pass sul lavoro, il Ministero dell'Interno: tamponi gratuiti per i portuali a spese dell'azienda

Il Green Pass sarà obbligatorio sul lavoro dal 15 ottobre, ma per i lavoratori portuali sprovvisti le aziende potrebbero mettere a disposizione tamponi gratuiti a proprie spese.

Questo è quanto si legge nella circolare del Ministero dell’interno numero 1530 dell’11 ottobre 2021 inviata ai prefetti e resa pubblica dal quotidiano Italia Oggi.

Una possibilità che è stata prevista per evitare disservizi e disagi in un settore essenziale come quello dei trasporti nel caso di una consistente platea di lavoratori senza certificazione verde.

Il problema è stato affrontato in occasione di una riunione di coordinamento interministeriale convocata il 12 ottobre dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Durante l’incontro si è valutata l’esigenza di monitorare e di individuare il numero effettivo dei portuali che non vogliono aderire all’obbligo e, nel caso, sollecitare le imprese a mettere a disposizione del personale senza Green Pass tamponi molecolari o antigenici gratuiti.

Green Pass sul lavoro, il Ministero dell’Interno: tamponi gratuiti per i portuali a spese dell’azienda

Da venerdì 15 ottobre il lavoratore che si presenta a lavoro senza Green Pass viene considerato assente ingiustificato e non può svolgere la sua attività. L’azienda, dal canto suo, non può sostituirlo per tutto il periodo dell’assenza a meno che non conti meno di 15 dipendenti e comunque per non più di 20 giorni.

Ed è proprio la mancanza di personale non dotato di certificazione verde che per molti datori di lavoro e per interi settori dell’economia potrebbe creare non poche criticità. È il caso delle defezioni dei lavoratori nel comparto portuale, una problematica che potrebbe avere effetti preoccupanti.

Se n’è occupato lo stesso Ministero dell’Interno nella circolare del 12 ottobre che, per scongiurare il blocco dei trasporti, è corso ai ripari. Il documento di prassi introduce infatti una possibilità inedita, non contemplata nel testo del DL n.127/2021: le imprese potrebbero, se gli assenti sono troppo numerosi per proseguire l’attività lavorativa, pagare i tamponi ai dipendenti non vaccinati.

La scintilla che ha condotto a questa apertura è stata la protesta che ha preso piede tra i lavoratori del porto di Trieste, primo polo per il traffico di merci di tutta la Penisola, che per larga parte non sono vaccinati (circa il 40 per cento secondo quanto riportato da ItaliaOggi).

(...) in considerazione delle gravi ripercussioni economiche che potrebbero derivare dalla paventata situazione anche a carico delle stesse imprese operanti nel settore, si è raccomandato, altresì, di sollecitare le stesse imprese acché valutino di mettere a disposizione de personale sprovvisto di Green Pass test molecolari o antigenici rapidi gratuiti”.

Si legge infatti nella circolare del Ministero diffusa dagli organi di stampa.

Green Pass obbligatorio sul lavoro, sì ai controlli preventivi ma non basta

Sempre il 12 ottobre 2021 è stato firmato il DPCM con le linee guida che ciascuna amministrazione o azienda dovrà seguire nell’organizzare i controlli nel rispetto, peraltro, delle normative sulla privacy.

I datori di lavoro o i loro delegati, quindi, devono eseguire delle verifiche anche con sistemi automatizzati sulle certificazioni, e anche a campione, al momento dell’accesso nei luoghi di lavoro, ma solo quando possibile.

Il datore di lavoro potrà, infatti, richiedere ai dipendenti la certificazione verde anche prima dell’ingresso nei luoghi di lavoro per motivi organizzativi, per esempio per ordinare i turni.

Era stato il Decreto Capienze, il DL n. 139/2021 pubblicato nella Gazzetta l’8 ottobre, a prevedere infatti all’art. 9 quanto segue:

In caso di richiesta da parte del datore di lavoro, derivante da specifiche esigenze organizzative volte a garantire l’efficace programmazione del lavoro, i lavoratori sono tenuti a rendere le comunicazioni di cui al comma 6 dell’articolo 9-quinquies e al comma 6 dell’articolo 9-septies con un preavviso necessario a soddisfare le predette esigenze organizzative”.

Ma cosa succede se il datore di lavoro si rende conto di essere in carenza di personale?

Proprio in questa direzione si è mosso il Ministero dell’Interno con l’invito, nella circolare dell’11 ottobre, a sottoporre test molecolari e antigenici a proprie spese ai dipendenti del settore portuale, seppure questa sia una facoltà non prevista da alcuna norma.

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