Bollo auto, dalle cointestate all’assicurazione: l’esenzione per il 2027 è un rebus

Facile a dirsi, difficile a farsi: l'esenzione del bollo auto per il 2027 si scontra con diversi dubbi applicativi. A porli in evidenza le FAQ pubblicate dall'ACI

Bollo auto, dalle cointestate all'assicurazione: l'esenzione per il 2027 è un rebus

Lo stop al bollo auto per il 2027 fa i conti con i diversi dubbi di interpretazione.

È l’ACI a porre in evidenza le criticità di una norma che solo all’apparenza è di facile applicazione, a partire dalle regole relative alle auto cointestate fino ad arrivare alla questione dell’obbligo di assicurazione o delle vendite, rottamazioni o acquisti nel corso dell’anno.

Bollo auto cointestate, i nodi sull’esenzione per il 2027

Le FAQ pubblicate dall’ACI sull’esenzione dal bollo auto per il 2027 rappresentano uno strumento di lettura utile della norma introdotta dall’articolo 2 del decreto legge n. 162/2026, che cancella in via temporanea, per i versamenti in scadenza nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre, l’obbligo della tassa automobilistica per le persone fisiche in relazione a un’autovettura a benzina o gasolio, anche ibrida, con potenza non superiore a 80 kW (circa 109 CV).

Se su carta la misura appare chiara nel perimetro e nei requisiti d’applicazione, alla prova dei fatti non è però così semplice la gestione operativa del taglio al bollo.

Lo dimostrano le risposte relative ad alcuni casi specifici, ma non poco frequenti, pubblicate nelle scorse settimane dall’ACI.

Uno dei rebus principali riguarda la gestione delle vetture con più di un proprietario registrato. La regola di base fissa il limite di un solo veicolo agevolabile per persona fisica.

Tuttavia, nel caso di un veicolo cointestato, il testo normativo lascia aperti diversi interrogativi:

  • Se una vettura è cointestata a due soggetti, l’esenzione “consuma” la quota di beneficio di entrambi o può essere imputata a uno solo dei due proprietari?
  • Cosa succede se uno dei cointestatari possiede già un’altra auto a lui intestata singolarmente?

L’ACI evidenzia che il decreto non dettaglia le regole specifiche sulle auto cointestate, e non si può quindi presumere né un raddoppio del beneficio né la possibilità di scegliere liberamente a quale intestatario attribuirlo.

Nella sostanza, senza una disposizione applicativa chiara non è possibile stabilire a priori chi dei comproprietari abbia diritto al beneficio o se sia necessario un atto di rinuncia formale. La FAQ mette in luce la necessità di chiarimenti ulteriori.

Assicurazione obbligatoria per lo stop al bollo auto

Un’ulteriore condizione sulla quale la lettura della norma non basta riguarda l’obbligo di copertura assicurativa RCA per l’esenzione dal bollo auto.

Se da un lato il principio mira a favorire la legalità della circolazione, dall’altro introduce incertezze di natura amministrativa:

  • In quale preciso momento dell’anno fiscale deve essere verificata la validità della polizza per concedere l’esenzione?
  • Come verranno gestiti i veicoli con assicurazione sospesa durante i mesi invernali o stipulata con formule stagionali?

L’ACI non fornisce risposta e specifica che in questi casi non si può dare l’esenzione per acquisita, pur nel rispetto degli ulteriori requisiti necessari. “Servono indicazioni dell’ente competente”, si evidenzia.

In questo caso emerge poi un ulteriore aspetto operativo: per garantire un automatismo efficace senza gravare sul cittadino con pratiche burocratiche, sarà necessario un coordinamento perfetto e in tempo reale tra i registri ACI, le Regioni e la banca dati ANIA delle coperture assicurative.

Un passaggio che non si può dare per scontato.

Vendita, rottamazione o acquisto: a chi spetta l’esenzione del bollo auto 2027?

Le dinamiche del mercato e la normale mobilità dei veicoli durante i dodici mesi del 2027 pongono ulteriori quesiti sulla trasferibilità del beneficio.

Cosa succederà in caso di cambi di proprietà, rottamazione e nuovo acquisto?

Dalla norma non è chiaro lo scenario che si presenterà il prossimo anno in caso di veicoli venduti a metà anno e non è specificato se l’agevolazione sarà legata alla targa o se seguirà il proprietario sul nuovo veicolo acquistato.

Allo stesso modo, non è ben specificato se chi rottamata un’auto esente nel 2027 potrà trasferire la quota di esenzione sul nuovo acquisto.

In questo caso il rischio principale risiede nel generare involontariamente doppie esenzioni o, al contrario, penalizzare chi sostituisce la propria auto per necessità nel corso dell’anno.

Si tratta di casistiche tutt’altro che marginali, sulle quali è necessario fornire chiarimenti a stretto giro.

La conversione definitiva in legge del decreto n. 162/2026, attesa entro il 16 novembre, è il primo passaggio utile per sciogliere i nodi.

Al momento però resta un punto fermo: cancellare il bollo auto, anche se per un solo anno, è un’operazione facile solo su carta, e non unicamente per questioni di copertura.