Detrazione spese funebri tramite modello 730/2026: sconto IRPEF non solo per gli eredi

Alessio Mauro - Modello 730

Se inserite nel modello 730/2026, anche le spese funebri sostenute lo scorso anno danno diritto a una detrazione IRPEF: lo sconto d'imposta arriva fino a 294,50 euro

Detrazione spese funebri tramite modello 730/2026: sconto IRPEF non solo per gli eredi

Tra gli sconti d’imposta accessibili tramite il modello 730/2026 c’è anche una detrazione per le spese funebri.

Lo sconto IRPEF può arrivare fino a 294,50 euro e si calcola in relazione ai costi per le onoranze funebri, il trasporto e la sepoltura sostenuti nel 2025 entro il limite di 1.550 euro per ogni decesso.

Hanno diritto all’agevolazione tutte e tutti i contribuenti che hanno pagato gli importi, non solo gli eredi o i parenti della persona defunta.

Come accade, ad esempio, per le spese mediche e sanitarie anche quelle funebri rientrano tra le voci che i contribuenti trovano già indicati nel modello 730/2026 precompilato, che sarà disponibile dal 30 aprile e potrà essere trasmesso fino alla scadenza del 30 settembre.

Detrazione spese funebri nel modello 730/2026, a chi spetta? I requisiti

A partire dalla Legge di Bilancio 2016, la detrazione IRPEF del 19 per cento in relazione alle spese funebri, inserite nel modello 730/2026, spetta a chiunque abbia sostenuto i costi del funerale, a prescindere dal legame con il defunto.

In precedenza, per ottenere il beneficio era obbligatorio rispettare il requisito di parentela, che limitava l’accesso alla detrazione alle persone indicare nell’art. 433 del codice civile:

  • coniuge;
  • figli o, in loro assenza, nipoti;
  • genitori e in loro assenza nonni, bisnonni e trisnonni;
  • fratelli e sorelle;
  • suoceri;
  • nuore e generi.

Non è necessario, quindi, rientrare tra gli eredi né essere parente della persona defunta per ottenere le sconto IRPEF: l’unica regola da rispettare per poter accedere alla detrazione è quella di essersi fatti carico dei costi.

Modello 730/2026: per quali spese funebri è prevista la detrazione?

Possono essere inseriti nel modello 730/2026 per ridurre l’imposta da versare le spese sostenute per i seguenti scopi:

  • onoranze funebri;
  • trasporto;
  • sepoltura.

Per beneficiare della detrazione, chiarisce l’Agenzia all’interno dell’ultima guida disponibile sulla dichiarazione dei redditi:

Le spese funebri devono rispondere a un criterio di attualità rispetto all’evento cui sono finalizzate e sono pertanto escluse quelle sostenute anticipatamente dal contribuente in previsione delle future onoranze funebri come, ad esempio, l’acquisto di un loculo prima della morte”.

A patto che venga rispettato tale criterio, dunque, si considerano valide per lo sconto IRPEF tutte le spese, anche quelle sostenute all’estero.

Detrazione spese funebri nel modello 730/2026: importi e istruzioni

La detrazione del 19 per cento si applica a una cifra massima di spesa di 1.550 euro, riferito a ciascun decesso.

Anche nei casi in cui il contribuente abbia sostenuto costi maggiori, dunque, l’importo massimo dello sconto è di 294,50 euro.

Un esempio pratico? Se un funerale ha avuto un costo di 2.000 euro, la detrazione è comunque applicabile alla quota massima di 1.550 euro.

I contribuenti che si fanno carico delle spese funebri per più decessi possono accedere, però, all’agevolazione per i diversi eventi, sempre rispettando lo stesso limite.

Per verificare la possibilità di beneficiare dello sconto IRPEF, è necessario poi considerare altre due regole fondamentali:

  • il pagamento deve essere effettuato con mezzi tracciabili, come ad esempio un versamento bancario o postale;
  • il beneficio si applica in misura piena fino a 120.000 euro di reddito per poi decrescere e azzerarsi fino a 240.000 euro.

I costi sostenuti per onoranze funebri nel corso del 2025 devono essere indicati all’interno del Quadro E, nella Sezione I.

In particolare, devono essere compilati i righi da E8 a E10:

  • nella colonna 1 va inserito il Codice 14, che identifica le spese funebri;
  • nella colonna 2 devono essere evidenziati i costi sostenuti.

Chi si fa carico delle spese per più decessi può ottenere l’agevolazione per ciascuno di essi, compilando un rigo per ogni evento.

I contribuenti che beneficiano della detrazione devono conservare le fatture e ricevute fiscali relative al funerale: ad esempio, i documenti emessi dall’agenzia di pompe funebri, del fiorista (se la spesa è fatturata a parte), ma anche la ricevuta di versamento effettuata al comune per i diritti cimiteriali.

Nel caso in cui l’intestatario della fattura sia diverso da colui che sostiene i costi, il documento originale di spesa deve riportare una dichiarazione di ripartizione sottoscritta anche dall’intestatario.

Come accade per le spese sanitarie, infine, se i costi sono stati sostenuti all’estero la documentazione in lingua originale deve essere corredata da una traduzione giurata in lingua italiana.

Costi sostenuti nel 2025Documenti
Spese funebri
  • Fatture e/o ricevute fiscali riconducibili al funerale;
  • Attestazione dell’utilizzo di mezzi tracciabili tramite l’annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale, da parte del percettore delle somme che effettua la prestazione di servizio. In alternativa: ricevuta del versamento bancario o postale, ricevuta della carta di debito o credito, estratto conto, copia bollettino postale o del MAV e dei pagamenti con PagoPA o con applicazioni via smartphone tramite Istituti di moneta elettronica autorizzati.
Spese funebri sostenute all’estero
  • Documentazione in lingua originale delle spese sostenute corredata da una traduzione giurata in lingua italiana. Se la documentazione è in lingua inglese, francese, tedesco o spagnolo, la traduzione può essere eseguita e sottoscritta dal contribuente. La documentazione redatta in sloveno può non essere corredata da una traduzione italiana, se il contribuente è residente nella Regione Friuli Venezia Giulia e appartiene alla minoranza slovena;
  • Attestazione dell’utilizzo di mezzi tracciabili tramite l’annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale, da parte del percettore delle somme che effettua la prestazione di servizio. In alternativa: ricevuta del versamento bancario o postale, ricevuta della carta di debito o credito, estratto conto, copia bollettino postale o del MAV e dei pagamenti con PagoPA o con applicazioni via smartphone tramite Istituti di moneta elettronica autorizzati.