Curriculum precompilato scuola: il CV degli studenti che superano la maturità

Rosy D’Elia - Scuola

Curriculum precompilato scuola: con la maturità 2019 competenze ed esperienze degli studenti impacchettate in un CV formato standard, come previsto dall'art 21 della legge n. 62/2017.

Curriculum precompilato scuola: il CV degli studenti che superano la maturità

Curriculum precompilato scuola: con la maturità 2019 le competenze acquisite durante il percorso di studi e le esperienze maturate, fuori e dentro le aule, dagli studenti vengono “impacchettate” in un CV formato standard e digitale, come previsto dall’art 21 della legge numero 62 del 2017.

Un esercito di 490mila studenti il 19 giugno 2019 varcherà la soglia delle scuole per l’esame di stato: oltre il ricordo delle ultime campanelle, l’ansia dei primi esami, le emozioni, cosa rimane dopo la maturità?

Non si può più dire che agli studenti resti “solo un pezzo di carta”, come si definisce il diploma in senso dispregiativo. Da quest’anno alle ragazze e ai ragazzi che superano l’esame di stato, oltre al diploma, spetta qualcosa in più: un curriculum precompilato e in formato digitale.

Il CV riporta competenze, conoscenze e abilità acquisite nelle attività curriculari, ma anche quelle maturate in ambito extra scolastico e durante i percorsi di alternanza scuola lavoro.

Curriculum precompilato scuola: per gli studenti competenze in formato standard

Dal 2019 i giovani che escono per l’ultima volta dalle aule delle scuole superiori escono con un bagaglio di competenze, certificate dalla scuola di appartenenza e dal Ministero dell’Università dell’Istruzione e della Ricerca, che possono utilizzare per affrontare il mondo. Soprattutto quello del lavoro.

Lo ha anticipato il MIUR con la circolare numero 3054 del 4 ottobre 2018 con cui ha fornito ai dirigenti scolastici e agli attori interessati le prime indicazioni operative sulla maturità 2019.

Il documento annuncia che entro marzo 2019 arriverà il decreto ministeriale che definirà il modello del diploma e del curriculum dello studente, delineato in linea con l’articolo 21 dal decreto legislativo numero 62 del 2017, Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, che a sua volta si collega alla legge numero 107 del 2015.

La Buona Scuola, delineata dal governo Renzi, è digitale, e l’idea di un curriculum precompilato che le istituzioni scolastiche riconoscono agli studenti, infatti, si fa strada proprio nel 2015.

Nel Piano Nazionale Scuola Digitale, il documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che offre una visione operativa di quanto è stato stabilito dalla Legge 107 del 2015, l’identità digitale dello studente è la nona delle 35 azioni previste e il curriculum digitale dello studente è uno dei pilastri dell’identità 2.0.

Viene definito come uno strumento per certificare e valorizzare le competenze, formali e informali, che gli studenti acquisiscono durante gli anni della scuola, in orario scolastico ed extra-scolastico, anche individualmente.

Curriculum precompilato scuola: come è fatto il CV degli studenti che superano la maturità

Entro marzo 2019 il decreto ministeriale definirà il format del curriculum precompilato, a cui hanno diritto gli studenti che superano l’esame di maturità.

In attesa dei dettagli, è possibile delineare come sarà il CV precompilato degli studenti facendo riferimento alla legge numero 62 del 2017 che lo istituisce.

Come si legge nell’articolo 21, il curriculum precompilato fornisce un identikit delle competenze, conoscenze e abilità di studenti e studentesse. Si compone di due sezioni, una dedicata a tutto quello che si è appreso perlopiù in aula e un’altra alle esperienze che i ragazzi hanno avuto l’opportunità di fare anche in altri contesti.

Il CV precompilato è progettare per riepilogare le informazioni che seguono:

  • le discipline previste nel percorso di studi e il monte ore complessivo;
  • i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove Invalsi, per ciascuna delle discipline oggetto di rilevazione;
  • la certificazione delle abilità di comprensione e uso dell’inglese;
  • le competenze, conoscenze e abilità anche professionali acquisite;
  • le attività culturali, artistiche e di pratiche musicali, sportive e di volontariato svolte in ambito extrascolastico;
  • attività di alternanza scuola lavoro;
  • altre eventuali certificazioni conseguite.

Per il sistema scolastico è un passo avanti nel riconoscimento ufficiale di attività che vanno oltre la didattica standard, che pure sono occasione preziosa di apprendimento e opportunità per acquisire competenze di cui si ha bisogno nel mondo del lavoro.

Il tesoro di informazioni sulle competenze che possiedono i giovani sarà, con molta probabilità, depositato sul Portale Unico dei Dati della Scuola, che nasce per dare forma concreta al comma 136 della Legge 107 del 2015, la Buona Scuola.

Sul portale, infatti, concepito nell’ottica degli Open Data, si legge che oltre ai bilanci delle scuole, ai dati in forma aggregata dell’anagrafe degli studenti, ai piani dell’offerta formativa, tenendo conto del rispetto della privacy, ci saranno anche i dati del curriculum dello studente e del curriculum del docente.

Con il CV precompilato che la scuola riconosce a chi supera l’esame di stato, gli studenti hanno un ottimo biglietto da visita per uscire dai confini delle aule scolastiche e le imprese hanno un tesoro di competenze a cui attingere: una via che, se percorsa al meglio, potrebbe ridurre la distanza tra domanda e offerta di competenze nel mercato del lavoro.

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