Contributi a fondo perduto: domanda via Pec per importi maggiori di 150.000 euro

Tommaso Gavi - Dichiarazioni e adempimenti

Contributi a fondo perduto, a partire dal 15 giugno ed entro il 13 agosto si può fare domanda, seguendo le istruzioni del provvedimento del 10 giugno 2020 dell'Agenzia delle Entrate. Per importi superiori a 150.000 euro il modello, compreso il quadro A, deve essere inviato per posta elettronica certificata all'apposito indirizzo PEC.

Contributi a fondo perduto: domanda via Pec per importi maggiori di 150.000 euro

Contributi a fondo perduto, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2020 prevede che la domanda per importi superiori a 150.000 euro deve essere presentata per posta elettronica certificata.

La guida dell’Amministrazione finanziaria spiega che il modello, comprensivo del quadro A, deve essere inviato all’apposito indirizzo PEC dopo essere stato firmato digitalmente.

Chi presenta domanda deve dichiarare di essere iscritto negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa.

Nel quadro A devono inoltre essere indicati tutti i codici fiscali dei soggetti sottoposti alla verifica antimafia.

Contributi a fondo perduto: domanda via Pec per importi maggiori di 150.000 euro

Per l’invio della domanda per i contributi a fondo perduto per importi maggiori di 150.000 euro, i soggetti devono inviare il modello via PEC all’apposito indirizzo di posta elettronica certificata.

Lo stabilisce il provvedimento del 10 giugno 2020 dell’Agenzia delle Entrate.

Come riportato nella guida dell’Amministrazione finanziaria, il modello predisposto in pdf e comprensivo del quadro A deve essere trasmesso all’indirizzo [email protected], dopo essere stato firmato digitalmente.

Agenzia delle Entrate - Modello per la domanda del contributo a fondo perduto, approvato con il provvedimento del 10 giugno 2020
Istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto (art. 25 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34).

La guida specifica che:

“Le istanze pervenute alla predetta casella PEC senza i requisiti sopra specificati (importo calcolato del contributo superiore a 150.000 euro e modello, completo del quadro A, in formato pdf e firmato digitalmente) non saranno accettate.”

Il quadro A consiste nella dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà: viene dichiarato che il soggetto richiedente e i soggetti indicati dall’articolo 85 del decreto legislativo n. 159/2011 non si trovano nelle condizioni ostative di cui all’articolo 67 dello stesso decreto legislativo.

In altre parole se l’ammontare del contributo, calcolato sulla base dei criteri previsti dall’articolo 25 del decreto Rilancio, è superiore a 150.000 euro, chi lo richiede deve dichiarare di essere iscritto negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, in base all’art. 1, comma 52, della legge n. 190/2012 (per le categorie di operatori economici previste).

Contributi a fondo perduto: le dichiarazioni relative al decreto legislativo n. 159/2011

Oltre a quanto previsto dal riferimento normativo appena citato, chi presenta domanda per i contributi a fondo perduto per un ammontare superiore a 150.000 euro deve inoltre dichiarare che i soggetti non si trovano nelle condizioni ostative dell’art. 67 del decreto legislativo n. 159/2011.

Nella documentazione devono quindi essere riportati i codici fiscali delle persone fisiche indicate nell’art. 85 del decreto legislativo n. 159/2011 per le quali deve essere richiesta la documentazione antimafia.

Per ogni soggetto deve essere compilato un rigo distinto.

Secondo quanto previsto dall’articolo 47 del DPR numero 445 del 2020, inoltre, il soggetto rende una dichiarazione sostitutiva di notorietà, in relazione alle informazioni richieste.

Pertanto, nei casi di falsità e dichiarazioni mendaci, oltre alle sanzioni previste dal decreto Rilancio, si applicano quelle penali prevista dalla normativa vigente.

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