Contratti di sviluppo, nuove risorse: priorità al settore sanitario e biomedicale

Rosy D’Elia - Incentivi alle imprese

Contratti di sviluppo, dal MISE 600 milioni di euro: il DL Cura Italia ha previsto nuove risorse. Una quota viene riservata in maniera esclusiva al settore sanitario e biomedicale con l'obiettivo di contrastare l'emergenza coronavirus. Non mancano i fondi per la green economy. Le imprese promotrici di programmi di sviluppo possono presentare domanda per le agevolazioni a Invitalia. Priorità stabilite con la direttiva del 15 aprile 2020.

Contratti di sviluppo, nuove risorse: priorità al settore sanitario e biomedicale

Contratti di sviluppo, dal MISE 600 milioni di euro: il DL Cura Italia ha aggiunto nuove risorse ai 200 milioni stanziati inizialmente con la Legge di Bilancio. E la direttiva del Ministero dello Sviluppo Economico del 15 aprile 2020 stila la lista delle priorità per la concessione delle agevolazioni: una quota maggiore spetta alle imprese promotrici di programmi di sviluppo nel settore biomedicale e della telemedicina.

Le domande, come di consueto, dovranno essere inviate a Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, a cui è affidata la gestione dei fondi.

Contratti di sviluppo, nuove risorse: priorità al settore sanitario e biomedicale

Il Contratto di sviluppo, introdotto dall’articolo 43 del decreto-legge numero 112 del 25 giugno 2008, permette alle imprese di qualsiasi dimensione di accedere a una serie di agevolazioni per programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni.

L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni non deve essere inferiore a 20 milioni di euro, o a 7,5 milioni di euro per la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

In questo periodo di emergenza coronavirus, nuovi fondi per l’accesso ai Contratti di sviluppo arrivano dal DL Cura Italia, provvedimento approvato per far fronte alla crisi epidemiologica anche dal punto di vista economico.

E la priorità non può che essere data a programmi strategici e innovativi per la produzione di dispositivi sanitari e di materiale biomedicale funzionali a fronteggiare l’emergenza causata dal Covid-19.

Come si legge nella direttiva MISE, Ministero dello Sviluppo Economico, del 15 aprile 2020, i 600 milioni di euro destinati alle agevolazioni previste per i Contratti di sviluppo vengono distribuiti nel modo che segue:

  • 200 milioni di euro per le nuove domande che riguardano lo sviluppo del settore biomedicale e della telemedicina, con particolare riferimento a quelle connesse al rafforzamento del sistema nazionale di produzione di apparecchiature e dispositivi medicali, nonché tecnologie e servizi finalizzati alla prevenzione delle emergenze sanitarie;
  • 100 milioni di euro per le nuove domande relative allo sviluppo della green economy, alla tutela ambientale o con rilevante impatto ambientale attinenti alla trasformazione tecnologica di prodotti e processi produttivi in ottica di sostenibilità ambientale e di economia circolare;
  • 300 milioni di euro per le domande già presentate a Invitalia prima della direttiva del 15 aprile.
PDF - 360 Kb
MISE - Direttiva Ministeriale del 15 aprile 2020
Direttiva del Ministero dello Sviluppo Economico del 15 aprile 2020 sui Contratti di sviluppo.

Contratti di sviluppo, nuove risorse: priorità alla domanda di accesso alle agevolazioni per il settore sanitario e biomedicale

Le domande di accesso alle agevolazioni per i Contratti di sviluppo devono essere presentate ad Invitalia, seguendo le istruzioni disponibili sul portale nella sezione dedicata.

Come si legge nella notizia pubblicata il 16 aprile 2020 dal Ministero dello Sviluppo Economico, anche sul fronte della valutazione viene data priorità al settore sanitario e biomedicale, è questa la linea di indirizzo che il ministro Stefano Patuanelli raccomanda a Invitalia.

Una via preferenziale per le richieste che riguardano gli investimenti per la produzione di dispositivi sanitari e materiale biomedicale, “funzionali anche a supportare la ripresa economica e sociale del nostro Paese”.

I Contratti di sviluppo coinvolgono una o più imprese, italiane o estere, di qualsiasi dimensione. Di solito si distinguono:

  • soggetto proponente: l’impresa che promuove il programma di sviluppo ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica delle azioni previste;
  • imprese aderenti: gli altri soggetti che realizzano progetti di investimento nell’ambito del programma di sviluppo.

La portata delle agevolazioni concesse viene determinata sulla base delle caratteristiche del programma su cui si basa il Contratto di sviluppo. Hanno, inoltre, diverse forme e possono essere anche concesse in combinazione tra loro:

  • finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili;
  • contributo in conto interessi;
  • contributo in conto impianti;
  • contributo diretto alla spesa.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo money.it