Partono controlli e sanzioni sull'omesso o insufficiente versamento dell'imposta di bollo sulle fatture elettroniche. All'attenzione l'anno 2024, ma l'Agenzia delle Entrate sbaglia i calcoli e dimentica di applicare la riduzione prevista dal 1° settembre del medesimo anno
In questi giorni l’Agenzia delle Entrate ha recapitato ai contribuenti comunicazioni di irregolarità afferenti all’omesso o insufficiente versamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche.
In condizioni ordinarie, a dover essere controllata è l’avvenuta acquisizione dei versamenti già effettuati o ravveduti.
Nel caso specifico, tuttavia, vi è da segnalare una circostanza inaspettata: l’anno oggetto di controllo è il 2024 e, nel calcolo delle sanzioni, l’Agenzia non ha tenuto conto della riduzione delle sanzioni prevista dalla Legge e applicabile alle violazioni compiute a partire dal 1° settembre 2024.
I controlli automatizzati sull’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche
Prima di entrare nei dettagli della specifica problematica e di come risolverla in modo veloce ed efficace, è bene richiamare i tratti generali del meccanismo di controllo automatizzato dell’imposta di bollo dovuta sulle e-fatture.
La verifica si basa sui dati delle fatture elettroniche trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SdI).
A rilevare, ai fini della scadenza di versamento, è la data di transito della fattura dallo SdI e non la data, eventualmente antecedente, indicata sul documento (per esempio, una fattura datata 28 marzo ma spedita allo SdI il 3 aprile, rileva, sotto il profilo dell’imposta di bollo, nel secondo trimestre).
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Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Bollo e-fatture, partono le sanzioni ma l’Agenzia sbaglia i calcoli