Assunzioni docenti: circa 95 mila posti per il 2022/23, ma mancano aspiranti nelle graduatorie

Il Ministero dell'Istruzione comunica che il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha autorizzato l'assunzione di 94.130 docenti per l'anno scolastico 2022/23. Il numero dei posti a disposizione è assegnato per il 50 per cento alle graduatorie dei concorsi attualmente vigenti e per l'altro 50 per cento alle graduatorie ad esaurimento. Molti dei posti disponibili però rischiano di restare scoperti per mancanza di aspiranti nelle graduatorie.

Assunzioni docenti: circa 95 mila posti per il 2022/23, ma mancano aspiranti nelle graduatorie

Assunzione docenti, a disposizione quasi 100.000 posti per l’anno scolastico 2022/23.

Lo specifica il Ministero dell’Istruzione nel comunicato stampa del 21 luglio 2022.

Il MIUR con il decreto n. 184 del 19 luglio precisa che il MEF ha autorizzato l’assunzione a tempo indeterminato di 94.130 docenti per tutti i gradi per il prossimo anno scolastico.

Il numero dei posti a disposizione è assegnato per il 50 per cento alle graduatorie dei concorsi in vigore attualmente e per il restante 50 per cento alle graduatorie ad esaurimento.

La ripartizione delle assunzioni dei docenti è effettuata su base regionale ma i sindacati lanciano l’allarme, la metà dei posti rischia di restare scoperta per mancanza di aspiranti.

Assunzioni docenti: circa 95 mila posti per il 2022/23, ma mancano aspiranti nelle graduatorie

Il Ministero dell’Istruzione con il decreto n. 184 del 19 luglio 2022 specifica che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha autorizzato la richiesta di 94.130 assunzioni di docenti per l’anno scolastico 2022/2023.

Lo sottolinea lo stesso Ministero nel comunicato stampa del 21 luglio 2022.

Sono dunque quasi 100.000 i posti a tempo indeterminato a disposizione per il personale docente. Si tratta di insegnanti per la scuola:

  • dell’infanzia;
  • primaria;
  • secondaria di primo e secondo grado.

Il numero dei posti disponibili su cui possono essere disposte le assunzioni è assegnato nella seguente modalità:

  • il 50 per cento è assegnato alle graduatorie dei concorsi per titoli ed esami attualmente vigenti (Graduatorie di merito);
  • l’altro 50 per cento, alle graduatorie ad esaurimento (art. 1, comma 605, lett. c) della legge n. 296/2006).

In caso di disponibilità residue di posti i docenti presenti nelle graduatorie utili possono fare domanda per un’altra Regione, cosiddetta call veloce.

I 94.130 posti disponibili sono divisi in questa maniera, 63.781 posti per i docenti comuni e 30.349 posti per il sostegno. La ripartizione delle assunzioni dei docenti è effettuata su base regionale secondo il documento allegato al decreto.

Il provvedimento del Ministero ha l’obiettivo di garantire le assunzioni in tempo utile per l’inizio dell’anno scolastico ma i sindacati avvertono che la metà delle cattedre disponibili rischia di restare scoperta.

Assunzione docenti, i sindacati: molti posti resteranno vacanti

Il MEF ha autorizzato 94.130 immissioni a tempo indeterminato di personale docente. I sindacati CISL, UIL e SNALS Scuola annunciano, però, che molti dei posti a disposizione non saranno assegnati per mancanza di aspiranti.

Secondo i calcoli si arriverà a coprire solamente il 50 per cento delle cattedre vacanti.

Le graduatorie da cui si dovrebbe attingere per le nomine, infatti, non hanno abbastanza candidati idonei, soprattutto nelle regioni dove sono più necessari.

La segretaria generale della CISL Scuola sottolinea che, allo stesso modo degli anni passati, sarà inevitabile il ricorso ai supplenti per consentire alle scuole un corretto funzionamento e limitare sospensioni e discontinuità per studenti e famiglie. Questo però significa ricorrere a migliaia di contratti precari.

Il problema, secondo i sindacati, risiede nel sistema dei concorsi pubblici, troppo lenti, complicati e non coordinati tra loro. La soluzione sarebbe quella di affiancare alle assunzioni tramite concorso quelle derivanti dall’immissione in ruolo dei precari con esperienza pluriennale.

In questo modo ci sarebbe più personale a disposizione e soprattutto senza dover ricorrere a forme di precarietà.

MIUR - decreto n. 184 del 19 luglio 2022
Disposizioni concernenti le immissioni in ruolo del personale docente per l’anno scolastico 2022/23

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