Assegno di invalidità civile: riforma dei requisiti in arrivo

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

I requisiti di accesso all’assegno di invalidità civile potrebbero presto cambiare. Il Ministero per le Disabilità sta lavorando ad una modifica del limite reddituale

Assegno di invalidità civile: riforma dei requisiti in arrivo

Stop alla “soglia secca” come limite di reddito di accesso all’assegno di invalidità civile per lasciare il posto ad un meccanismo progressivo.

Il limite fisso attualmente previsto dalla normativa potrebbe presto essere sostituito per criteri progressivi, da individuare sulla base delle necessità, così da “migliorare l’equità complessiva del sistema”.

Questa in sintesi la riforma dell’assegno di invalidità civile a cui sta lavorando il Ministero per la Disabilità.

Ad annunciarlo è stata la stessa Ministra Alessandra Locatelli nel corso del question time alla Camera del 18 febbraio.

Assegno di invalidità civile: riforma dei requisiti in arrivo

L’assegno di invalidità potrebbe presto cambiare veste. Si prospetta una riforma della prestazione riconosciuta ai cittadini alle cittadine con disabilità in particolare per quel che riguarda i requisiti di accesso.

A fare chiarezza è stata la Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, intervenuta il 18 febbraio presso l’Aula della Camera per delle interrogazioni a risposta immediata.

La Ministra ha annunciato che il suo dicastero sta lavorando per proporre una modifica ai requisiti per l’assegno di invalidità civile. Nello specifico, la volontà è quella di intervenire sul limite reddituale per l’accesso alla prestazione.

Attualmente, infatti, per poter ottenere l’assegno i beneficiari devono rispettare, oltre a tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa, una precisa condizione: non superare una determinata soglia reddituale. Per il 2026 è pari a:

  • 5.852,21 euro per gli invalidi parziali (tra il 74 e il 99 per cento);
  • 20.029,55 euro per gli invalidi totali.

La volontà del Ministero è quella di superare la logica della “soglia secca”, del limite reddituale fisso e unico per tutti, per lasciare il posto a criteri progressivi tali da evitare effetti disincentivanti e migliorando l’equità complessiva del sistema”. Servirà, ha specificato la Ministra, una copertura di almeno 20 milioni di euro.

Ad oggi è solo una proposta e i lavori sono in corso. L’obiettivo è quello di inserirla alla prima possibilità, nel primo provvedimento utile.

“È un impegno che porteremo avanti, dopo averla condivisa con il ministero del Lavoro, alla prima possibilità di aggancio, e si colloca anche nell’ottica di spingere verso una trasformazione culturale che valorizzi capacità, talenti e competenze e non solo l’assistenzialismo.”

Quali sono i requisiti per l’accesso alla pensione di invalidità e all’assegno di invalidità civile nel 2026?

L’assegno mensile di invalidità civile è una prestazione economica riconosciuta dall’INPS nei confronti dei cittadini e delle cittadine invalidi civili (con disabilità fisiche, psichiche o sensoriali che riducono la capacità lavorativa o l’autonomia).

Per poter ottenere l’assegno, gli interessati devono avere un’età compresa tra i 18 e i 67 anni, nei loro confronti deve essere stata accertata un’invalidità pari almeno al 74 per cento e devono rientrare, come detto, entro la specifica soglia reddituale.

L’assegno viene adeguato ogni anno in base all’inflazione. Nel 2026 l’assegno di invalidità civile di base è pari a 340,71 euro mensili, così come rideterminato dall’INPS nella circolare n. 153/2025 con la rivalutazione delle pensioni.

Al raggiungimento dell’età per la pensione, questo si trasforma automaticamente nell’assegno sociale sostitutivo che solitamente ha un importo maggiore, con un incremento di circa 205 euro mensili.

Per il 2026 l’importo dell’assegno sociale sostitutivo è pari a 546,24 euro mensili.

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