Il Ministero avvia la raccolta dati sui beneficiari dell’assegno di inclusione. Alcune famiglie saranno contattate per rispondere ad un questionario. A cosa serve e quali sono le domande
Parte l’indagine del Ministero del Lavoro per valutare l’impatto dell’assegno di inclusione (ADI).
Dopo il via libera da parte del Garante della Privacy, è stato pubblicato il decreto ministeriale che approva il questionario da sottoporre ai beneficiari della prestazione.
Ad essere con volte sarà un campione di famiglie selezionate a campione tra tutte quelle che ottengono l’ADI.
Non sarà un semplice form online. La rilevazione, standardizzata per tutti, sarà effettuata faccia a faccia in presenza. I beneficiari coinvolti nella rilevazione sono tenuti a rispondere ma in caso di rifiuto non sono previste sanzioni.
Vediamo chi dovrà sostenere il questionario e quali sono le domande a cui si dovrà rispondere.
Assegno di inclusione: arrivano le interviste a casa, chi deve rispondere e cosa cambia
L’iniziativa rientra nella cosiddetta valutazione controfattuale, un’indagine con l’obiettivo di comprendere gli effetti concreti prodotti dal sostegno economico e dai percorsi di inclusione sociale e lavorativa.
In pratica, come previsto dalla norma che ha introdotto l’ADI, il Ministero del Lavoro deve verificare se l’assegno contribuisce effettivamente a migliorare le condizioni delle famiglie che lo ricevono e se favorisce l’accesso al lavoro, alla formazione e ai servizi sociali.
Per farlo ha approvato un questionario che sarà presentato ad un campione di famiglie beneficiarie selezionate con procedura automatizzata. Il decreto prevede che ad essere contattato sarà massimo il 5% dei beneficiari, che corrisponde a circa 6.000 famiglie. Le famiglie selezionate saranno contattate dai soggetti incaricati della raccolta delle informazioni per partecipare a delle interviste.
Le rilevazioni, due diverse, saranno effettuate direttamente presso le famiglie coinvolte, con tecnica di intervista faccia a faccia assistita da dispositivo portatile (CAPI). In sostanza, gli incaricati verranno direttamente a casa per un’intervista e le risposte alle domande lette saranno registrate direttamente su un dispositivo portatile (come un tablet, un laptop o uno smartphone).
Prima di approfondire, va specificato che non si tratta di una nuova procedura per richiedere il beneficio, né di un controllo sui requisiti dei percettori.
Sebbene sia previsto l’obbligo di partecipazione da parte delle famiglie selezionate l’eventuale rifiuto o il mancato completamento dell’intervista non comporta la perdita del sussidio, né sono previste sanzioni.
Resta comunque consigliabile prestare attenzione alle comunicazioni ufficiali e seguire le istruzioni ricevute. Ad ogni modo, si raccomanda di prestare sempre la massima attenzione nel verificare l’identità degli incaricati e, prima di condividere dati personali, economici o sanitari, accertarsi che il contatto sia effettivamente autentico.
Veniamo ora al questionario. Quali sono le domande a cui si dovrà rispondere?
Quali sono le domande
L’obiettivo dell’indagine, come detto, è quello di confrontare le condizioni delle famiglie e valutare l’impatto dell’assegno di inclusione. Le domande, quindi, riguarderanno diversi aspetti della vita quotidiana:
- Contatti con i servizi sociali;
- Condizione abitativa;
- Situazione economica;
- Crescita e benessere dei minori;
- Educazione formazione adolescenti e giovani;
- Lavoro e attività di ricerca lavoro;
- Istruzione e formazione degli adulti;
- Stato di salute;
- Reti familiari e sociali;
- Benessere psicologico;
- Accesso ai servizi.
Le due rilevazioni saranno effettuate una nel 2026 e una nel 2027.
Tutte le domande sono elencate in allegato al decreto del Ministero del Lavoro, disponibile di seguito.
Va detto che i dati raccolti, specialmente quelli molto sensibili, saranno trattati esclusivamente con finalità statistiche e di valutazione, e saranno adottate adeguate misure di sicurezza e tutela della riservatezza.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Assegno di inclusione: arrivano le interviste a casa, chi deve rispondere e cosa cambia