Il Fisco riscopre la prossimità con l’apertura pomeridiana degli uffici dell’Agenzia

Salvatore Cuomo - Dichiarazioni e adempimenti

L'apertura pomeridiana degli uffici dell'Agenzia delle Entrate coniuga la rivoluzione digitale dell'ultimo decennio con un necessario ritorno all'ascolto. È la svolta di un'Istituzione che dichiara di non voler lasciare indietro nessuno

Il Fisco riscopre la prossimità con l'apertura pomeridiana degli uffici dell'Agenzia

Presentato il 21 settembre 2026 attraverso un comunicato stampa e un video diffuso sui canali social, l’ampliamento degli orari in circa 160 sedi territoriali dell’Agenzia delle Entrate segna una discontinuità che va ben oltre la dimensione organizzativa.

La scelta di introdurre due pomeriggi aggiuntivi, uno dedicato agli sportelli in presenza e l’altro al rafforzamento dell’assistenza da remoto, rappresenta un cambio di paradigma che merita una lettura attenta, soprattutto alla luce dell’evoluzione del Fisco nell’ultimo decennio.

Dal primato del digitale alla stagione dell’ascolto

La rivoluzione digitale avviata nel 2015 con la dichiarazione precompilata, fortemente voluta dal governo Renzi, ha traghettato l’Amministrazione Finanziaria verso una modernità tecnologica che ha trovato pieno consolidamento sotto la direzione di Ernesto Maria Ruffini.

Fatturazione elettronica, Civis, ufficio digitale: tasselli di un modello fondato sull’automatismo dei flussi telematici come leva di semplificazione e di efficienza.

Oggi, però la Direzione Carbone introduce un elemento di maturità istituzionale: la consapevolezza che la digitalizzazione, pur necessaria, non può trasformarsi in un dogma.

Una Pubblica Amministrazione che confida esclusivamente nell’invio web rischia di generare asimmetrie amplificando il digital divide e scaricando sui contribuenti meno avvezzi alle tecnologie il peso della complessità amministrativa.

Sportelli pomeridiani: un nuovo presidio di equità

La nuova apertura pomeridiana nasce con un obiettivo preciso: garantire un presidio fisico per i casi di necessità e urgenza, con corsie dedicate a persone anziane, contribuenti con disabilità e situazioni non risolvibili online.

Cartelle di pagamento, controlli formali, servizi catastali sono ambiti in cui la norma non si lascia ridurre a un “clic” e richiede dialogo, mediazione e ascolto.

La scelta richiama un parallelismo significativo con l’istituzione scolastica, evocando il recente intervento del Presidente Mattarella ad Amatrice: come la scuola non è un mero distributore di nozioni così il Fisco non può essere un portale asettico.

I servizi pubblici essenziali devono garantire integrazione, uguaglianza e coesione raggiungendo tutti.

Criticità operative ma una rotta chiara

È evidente che due pomeriggi a settimana non risolvono la mole di adempimenti inevasi né eliminano le incongruenze tecniche di una fase di avvio complessa.

Tuttavia la portata della misura va letta in chiave culturale: non un intervento cosmetico ma un segnale di inversione di rotta.

L’amministrazione fiscale si propone ora di camminare su due binari paralleli:

  • correre sul web per le operazioni standardizzabili e la gestione delle banche dati;
  • tenere aperte le porte per accogliere, ascoltare e tutelare chi ha ancora bisogno della prossimità.

Innovazione e inclusione la nuova via del Fisco?

La nuova linea dell’Agenzia sembra aver colto il punto essenziale della modernizzazione che non si può misurare solo in termini di digitalizzazione ma anche nella capacità di coniugare innovazione e inclusione.

La vera autorevolezza dello Stato si costruisce garantendo efficienza tecnologica senza rinunciare alla centralità della persona e in tal senso va letta questa svolta pomeridiana che non cancella il percorso avviato dal 2015, ma lo completa e restituisce al Fisco una dimensione che negli anni della digitalizzazione spinta rischiava di attenuarsi, quella di presidio sociale oltre che amministrativo.