Agevolazioni fiscali per chi torna o si trasferisce in Italia: ecco la guida

Redazione - Irpef

Quali sono le agevolazioni fiscali per chi torna o si trasferisce in Italia? Le regole sulla detassazione prevista per neoresidenti, impatriati, docenti e ricercatori: una guida per illustrare punto per punto requisiti richiesti e benefici a cui si ha diritto.

Agevolazioni fiscali per chi torna o si trasferisce in Italia: ecco la guida

Agevolazione fiscali per chi si trasferisce in Italia o decide di tornarci: tutte le regole sulla detassazione dei redditi di neoresidenti e lavoratori impatriati, con le novità introdotte dal Decreto Crescita. Una panoramica dei requisiti richiesti e dei benefici a cui si ha diritto.

Docenti, ricercatori, lavoratori impatriati o imprenditori stranieri che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia hanno la possibilità di accedere alla detassazione dei redditi prodotti, agevolazione introdotta per attrarre capitale umano.

Il bonus per il rientro dei cervelli, già potenziato dalla Legge di Bilancio 2017, è stato ulteriormente ampliato dal Decreto Crescita con l’obiettivo di incentivare i neoresidenti e di convincere chi è andato a studiare o a lavorare all’estero che tornare in Italia, per certi versi, conviene.

La guida aggiornata con le ultime novità fornisce tutte le regole e le istruzioni su come funzionano le agevolazioni fiscali per chi si trasferisce o torna in Italia, come fare per richiedere il bonus e quali sono i requisiti che docenti, ricercatori, così come impatriati e neo residenti dovranno rispettare al fine di beneficiare della detassazione.

Incentivi fiscali per l’attrazione di capitale umano

A chi si trasferisce in Italia per lavoro il fisco riconosce importante agevolazioni, introdotte al fine di sostenere lo sviluppo economico, scientifico e culturale del Paese.

Per esempio, il sistema tributario italiano agevola i redditi prodotti in Italia da docenti e ricercatori residenti all’estero che rientrano in Italia.

Di particolare importanza sono le agevolazioni per i lavoratori impatriati con le quali l’Italia mira a invogliare gli italiani che si sono trasferiti all’estero a ritornare in Patria.

In questo caso bisognerà rientrare tra le seguenti categorie:

  • laureati che hanno svolto attività lavorative all’estero;
  • studenti che hanno conseguito un titolo accademico all’estero;
  • manager e lavoratori con alte qualificazioni e specializzazioni.

Quando si parla di agevolazioni per chi si trasferisce in Italia, tuttavia, si pensa soprattutto agli incentivi per attrarre i Paperoni: al fine di favorire investimenti, consumi e radicamento di nuclei familiari e individui ad alto potenziale, è stata introdotta una tassazione agevolata con imposta sostitutiva Irpef, calcolata in maniera forfettaria sul reddito prodotto.

Le agevolazioni per ricercatori e docenti che si trasferiscono in Italia

I docenti e i ricercatori che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia possono beneficiare di una tassazione minima sui redditi da lavoro dipendente e da lavoro autonomo prodotti in Italia.

Nel dettaglio, le imposte saranno calcolate soltanto sul 10% del reddito prodotto mentre il restante 90% sarà totalmente esentato per 6 anni, secondo le ultime novità introdotte dal Decreto Crescita.

L’agevolazione, in presenza di specifiche condizioni (numero di figli minorenni o acquisto dell’unità immobiliare in Italia) può essere prolungata fino a 8,11 e 13 anni.

Nella tabella di seguito riportata sono contenuti i requisiti per beneficiare delle agevolazioni fiscali:

AGEVOLAZIONI PER DOCENTI E RICERCATORIDURATAREQUISITI
esenzione del 90% del reddito di lavoro autonomo o dipendente prodotto 4 anni dall’anno di acquisizione della residenza fiscale in Italia - esser stati residenti all’estero non in maniera occasionale; - essere in possesso di un titolo di studio universitario o equiparato; - aver svolto attività di docenza o ricerca all’estero per 2 anni presso centri di ricerca pubblici o privati o presso università; - trasferire la residenza fiscale in Italia; - svolgere in Italia attività di docenza e ricerca

Con le novità introdotte dal DL numero 34 del 2019 non è più necessario essere iscritti all’AIRE.

Detassazione dei redditi dei lavoratori e dei laureati che tornano in Italia

Di particolare importanza è l’agevolazione rivolta agli impatriati, ovvero ai lavoratori che trasferiscono la propria residenza in Italia o, meglio dire, decidono di tornare a casa dopo aver lavorato o studiato all’estero.

In questo caso l’incentivo consiste nell’esenzione per 5 anni del 70% del reddito da lavoro autonomo o dipendente prodotto in Italia.

In più è possibile arrivare alla percentuale del 90% nel caso di trasferimento in una delle regioni del Mezzogiorno ed è possibile di prolungare i benefici fiscali per altri 5 periodi di imposta in presenza di specifici requisiti.

Ecco quali sono i requisiti previsti:

AGEVOLAZIONI PER I LAVORATORI “IMPATRIATI”DURATAREQUISITI
esenzione del 70% del reddito di lavoro autonomo o dipendente prodotto 5 anni dall’anno di acquisizione della residenza fiscale in Italia - essere laureati; - aver svolto attività di lavoro dipendente, autonomo o di impresa all’estero per 24 mesi, oppure aver studiato all’estero per 24 mesi e aver conseguito un titolo accademico; -trasferire la residenza fiscale in Italia; - svolgere attività di lavoro autonomo o dipendente in Italia

Anche gli italiani residenti all’estero non iscritti all’AIRE possono accedere alle agevolazioni a condizione che abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi nei due periodi di imposta precedenti il trasferimento in Italia.

Ecco come l’Italia cerca di convincere i Paperoni stranieri a trasferirsi in Italia

Nella rassegna dei benefici previsti per chi si stabilisce in Italia dall’estero non può mancare il regime agevolativo per i super ricchi introdotto dalla Legge di Bilancio 2017.

Il regime agevolato previsto dall’articolo 24 bis del TUIR per i nuovi residenti permette di pagare un’imposta sostitutiva forfettaria dell’Irpef sui redditi prodotti all’estero.

L’imposta dovuta è pari a 100 mila euro all’anno e il regime di vantaggio ha una durata di 15 anni.

Il beneficio è concesso a prescindere dallo svolgimento di un’attività lavorativa in Italia e le agevolazioni sono rivolte anche ai familiari del “Paperone” che decide di investire in Italia, oppure semplicemente venire a vivere nel Bel Paese per eccellenza.

REGIME FISCALE AGEVOLATO PER I NUOVI RESIDENTIDURATA DEL REGIMEREQUISITI
possibilità di pagare un’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero di 100.000 euro annui (25.000 per ogni familiare) 15 anni - trasferimento della residenza fiscale in Italia; - residenza all’estero per almeno 9 periodi d’imposta nel corso dei 10 precedenti

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