Affitti brevi e turistici: il CIN spinge i controlli su strutture e annunci

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Attenzione massima su affitti brevi e turistici con la piena operatività del CIN, il Codice Identificativo Nazionale, introdotto dal DL Anticipi: i controlli passano anche dalla dichiarazione dei redditi

Affitti brevi e turistici: il CIN spinge i controlli su strutture e annunci

Ogni spazio destinato ad affitti brevi e turistici e ogni relativo annuncio deve essere contrassegnato dal Codice Identificativo Nazionale. Ed è da questo nuovo obbligo entrato in vigore nel 2025 che prende forma un sistema sempre più capillare di controlli sull’offerta turistica, centrali anche per il contrasto all’evasione fiscale e per il futuro delle politiche abitative.

Ad oggi risultano censite 590.291 locazioni, di cui 506.296 dispongono già del CIN: i dati arrivano direttamente dal Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi che ha risposto sul tema ieri, 8 ottobre, durante un Question time al Senato.

L’ampia diffusione di uno strumento per censire le strutture presenti sul territorio si traduce nella possibilità di monitorare anche tutti i flussi economici che ne derivano.

Ed è in questa ottica che l’obbligo di dotarsi del CIN è stato potenziato dalla Legge di Bilancio 2025, con la necessità di inserire il codice identificativo degli affitti brevi e turistici anche nella dichiarazione dei redditi e nelle Certificazioni Uniche.

Affitti brevi: sempre più controlli grazie al CIN

Come insegna l’esperienza della fattura elettronica e dei corrispettivi telematici, avere più dati a disposizione vuol dire avere la possibilità di analizzarli.

E due anni dopo l’introduzione del Codice Nazionale, ha preso forma anche un sistema di verifiche ad ampio raggio utilizzato da amministrazioni regionali e comunali, dalle polizie locali, dalla Guardia di Finanza e dagli altri soggetti istituzionali competenti.

Disponibile dal 2025 e potenziata quest’anno, BDSR Lens è la lente di ingrandimento da utilizzare per indagare la banca dati delle strutture ricettive in cui tutti gli spazi vengono identificati tramite il CIN e individuare gli spazi fantasma.

La novità viene citata anche dal Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2027 come centrale “per monitorare lo stato delle strutture e degli immobili destinati a locazione turistica o breve, facilitando le verifiche sul territorio e sugli annunci online”.

Dall’individuazione delle strutture prive di CIN alla consultazione dei codici non verificati, la piattaforma di monitoraggio nasce per dare una ulteriore spinta al censimento avviato in questi anni.

Oltre il potenziamento dei controlli, discussione sempre aperta sugli affitti brevi

Come sottolinea il DPFP e lo stesso Ministro, l’accelerata sui controlli arriva anche dall’UE.

“Stiamo poi lavorando con le principali piattaforme online per l’attuazione del Regolamento europeo n. 1028 del 2024 sulle locazioni di alloggi a breve termine, affinché i controlli sugli annunci diventino sistematici e periodici. L’obiettivo è mettere in comunicazione banca dati, piattaforme e autorità di controllo, così da intercettare celermente eventuali anomalie e consentire interventi puntuali”.

Con l’espansione esponenziale degli affitti brevi e turistici, il livello di guardia è cresciuto negli ultimi anni: in ballo non c’è solo il contrasto all’evasione fiscale e all’economia sommersa o la qualità e la sicurezza del panorama ricettivo, ma anche per l’abitabilità delle città, soprattutto se turistiche.

Si va verso la composizione di nuove regole nazionali e internazionali e la partita non si chiude con il censimento, il monitoraggio, i controlli.

Come ha sottolineato Mazzi, si cerca “un equilibrio tra ospitalità, tutela dei proprietari, esigenze dei residenti, disponibilità di abitazioni per famiglie, studenti e giovani coppie, e lotta all’abusivismo”. Non a caso anche la Manovra dello scorso anno è intervenuta ancora una volta sul tema, restringendo il perimetro di applicazione della cedolare secca sugli affitti brevi da 4 a 2 appartamenti.

E il lavoro prosegue: al Ministero è previsto il 22 ottobre un tavolo di dialogo per armonizzare le varie esigenze e sensibilità dei comparti e approfondire ipotesi condivise di intervento.