Scuola, cosa cambia dal 1° aprile: dalla gestione dei contagi Covid ai docenti non vaccinati

Stefano Paterna - Scuola

Scuola, cambiano le regole per la gestione dei contagi Covid dal 1° aprile 2022. Rimane l'obbligo di indossare la mascherina, ma ritorna la possibilità di svolgere gite e viaggi d'istruzione. Fino a tre casi di positività non vengono previste particolari misure restrittive. Tra le novità, il ritorno dei docenti non vaccinati, che si occuperanno di attività di supporto all'istituzione scolastica.

Scuola, cosa cambia dal 1° aprile: dalla gestione dei contagi Covid ai docenti non vaccinati

Il 1° aprile porta novità anche in materia di gestione dei casi di positività da Covid-19 a scuola.

Il 25 marzo 2022 è stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge con le disposizioni per il superamento delle restrizioni necessarie a contrastare la diffusione del Coronavirus.

Per quel che riguarda il mondo della scuola, resta dal 1° aprile l’obbligo di indossare mascherine e di osservare il distanziamento fisico, ma ritorna anche la possibilità di effettuare gite scolastiche e viaggi d’istruzione.

Andiamo vedere nel dettaglio gli obblighi residui e le nuove possibilità che si aprono per docenti, ATA e studenti.

Scuola, cosa cambia dal 1° aprile 2022: le indicazioni del Ministero Istruzione

Con la promulgazione del Decreto legge 24 marzo 2022, n. 24 sulle disposizioni successive allo stop dello stato d’emergenza, dal 1° aprile inizia una nuova fase di alleggerimento delle restrizioni.

Il Ministero dell’Istruzione dopo la pubblicazione del Decreto Legge ha emanato il 29 marzo una propria circolare, la 410, per l’applicazione delle misure previste nel settore della scuola.

Dalla lettura combinata della circolare ministeriale e del decreto legge emergono alcune novità, ma anche molti elementi di continuità con il recente passato.

Infatti se ritorna dal 1° aprile la possibilità di poter svolgere gite scolastiche o viaggi d’istruzione, rimane in piedi l’obbligo di indossare mascherine protettive di tipo chirurgico in aula per tutti dai sei anni in su che diventa obbligo di FFP2 sui mezzi di trasporto pubblici.

Ovviamente questi dispositivi di protezione individuale non vanno indossati durante lo svolgimento di attività sportive.

Rimane anche l’obbligo di osservare il distanziamento di almeno un metro tra una persona e l’altra e il divieto di accesso ai locali scolastici o di rimanervi con una temperatura superiore ai 37,5°.

Ai locali scolastici si potrà accedere fino al prossimo 30 aprile con il cosiddetto Green Pass base che si ottiene tramite vaccinazione, guarigione dal Covid o effettuazione di un test che accerti la negatività.

Scuola, come cambia dal 1° aprile 2022 la gestione dei casi di Covid in classe

Cambia, invece, la gestione dei casi di positività in aula.

Per la scuola dell’Infanzia fino a tre casi di positività non viene prevista alcuna misura tranne l’utilizzo di mascherina chirurgica per alunni sopra i sei anni e per il personale scolastico, mentre in presenza di almeno quattro casi e solo per i bambini con più di sei anni è previsto l’utilizzo di FFP2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con un positivo (utilizzo previsto anche per il personale scolastico).

Alla comparsa dei sintomi entro i dieci giorni dal contatto, va effettuato un test antigenico o molecolare anche in centri privati abilitati o tramite auto-somministrazione. L’esito negativo del test viene attestato tramite autocertificazione.

Le medesime modalità sono previste per le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado.

Ministero dell’Istruzione - circolare n. 410 del 29 marzo 2022
Applicazione in ambito scolastico delle disposizioni previste dal decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24 - aggiornamento delle modalità di gestione dei contatti con casi di positività all’infezione da SARS-CoV-2

Covid a scuola, didattica digitale integrata, obbligo vaccinale e docenti no vax

Ma cosa accade a chi si trova in isolamento per aver contratto il virus?

In questo caso riappare lo strumento della didattica digitale integrata o didattica a distanza che nel corso di questi due anni di pandemia tante volte è stato al centro di infuocate polemiche.

In particolare, gli alunni di ogni ordine e grado dalle primarie in su costretti in casa potranno usufruire delle lezioni a distanza su richiesta delle famiglie o dell’alunno maggiorenne. La richiesta dovrà essere supportata da idonea certificazione medica.

La riammissione in aula avviene attraverso l’esibizione del risultato negativo del test.

La didattica a distanza verrà erogata anche agli studenti affetti da grave patologia o da immunodepressione, nel caso che la certificazione medica comprovi l’impossibilità di partecipare alle lezioni in presenza.

Un capitolo a parte e anche abbastanza controverso è rappresentato invece dall’obbligo vaccinale che rimane in piedi fino al prossimo 15 giugno per tutto il personale scolastico.

Ma perché definire controverso il provvedimento in questione?

Il problema nasce dall’obbligo previsto per i dirigenti scolastici nel Decreto del 24 marzo di utilizzare il personale docente non vaccinato in non meglio specificate attività “di supporto all’istituzione scolastica”.

Questo rientro “parziale” dei docenti non vaccinati è stato contestato ad esempio dall’Associazione nazionale presidi, sia perché a suo giudizio tali attività non esisterebbero, sia perché questi docenti impossibilitati all’insegnamento sarebbero però pagati con le risorse stanziate per la valorizzazione degli insegnanti.

Notizie positive, invece, arrivano per il personale Ata e docente a suo tempo assunto per fronteggiare l’emergenza Covid.

Infatti con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del precedente Decreto Ucraina del 21 marzo sono stati stanziati 30 milioni di euro che consentono tra l’altro il prolungamento dei contratti di lavoro fino a non oltre il 15 giugno 2022.

Per le scuole dell’Infanzia statali, infine, il termine previsto è fino a non oltre il 30 giugno 2022.

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