Reddito di cittadinanza, controlli Guardia di Finanza: omissioni e false dichiarazioni

Tommaso Gavi - Lavoro

Reddito di Cittadinanza, grazie alle operazioni della Guardia di Finanza scoperte 14 persone che percepivano indebitamente il sussidio. Dai controlli del 6 novembre 2019: due denunce a Sora e 12 casi nella provincia di Bergamo.

Reddito di cittadinanza, controlli Guardia di Finanza: omissioni e false dichiarazioni

Reddito di Cittadinanza, dai controlli sul territorio della Guardia di Finanza sono stati scoperti 14 casi di percezione indebita del sussidio.

Le operazioni del 6 novembre 2019 hanno portato a 2 denunce a Sora e 12 persone fermate nel territorio provinciale di Bergamo.

Le false o omesse dichiarazioni emerse dalle attività investigative riguardano principalmente:

  • la posizione lavorativa;
  • i componenti del nucleo familiare,
  • la non dichiarata percezione di redditi.

Solo nella provincia di Bergamo, le somme sottratte allo Stato ammonterebbero a 31.000 euro. Le Fiamme gialle hanno subito segnalato le irregolarità all’INPS per recuperare i soldi ottenuti indebitamente.

I percettori irregolari dovranno rispondere innanzi tutto della violazione dell’art. 7, comma 1, della legge numero 26 del 28 marzo 2019, la legge di conversione del provvedimento che ha previsto il reddito di cittadinanza.

I particolari delle operazioni.

Reddito di cittadinanza, i controlli Guardia di Finanza: l’operazione della provincia di Bergamo

Nell’ambito di attività di lotta all’evasione e al lavoro nero della Guardia di Finanza, nella giornata del 6 novembre 2019, gli agenti hanno scoperto ben 12 casi di indebita percezione del reddito di cittadinanza nella sola provincia di Bergamo.

Tra questi 7 cittadini italiani e 5 stranieri che, non rispettando i requisiti del reddito di cittadinanza, hanno dichiarato il falso o omesso informazioni nelle dichiarazioni.

I casi più comuni sono il lavoro nero e l’omissione di fonti di reddito. Non mancano quelli di dichiarazioni false riguardanti lo stato famiglia e i componenti del nucleo familiare.

Un esempio è quello di una signora, che nella dichiarazione presentata all’INPS, aveva finto una separazione dal marito per non indicare il reddito di oltre 120.000 euro di quest’ultimo.

In un caso è stato omesso il reddito derivante da un affitto di un immobile in locazione, in un altro il soggetto che percepiva il reddito non solo aveva dichiarato il falso sulla sua posizione lavorativa, ma svolgeva il suo lavoro a Londra.

Le posizioni irregolari hanno sottratto oltre 31.000 euro. Gli importi non dovuti sono stati segnalati alla direzione provinciale INPS di Bergamo, per bloccare il beneficio e recuperare le somme.

Reddito di cittadinanza, i controlli della Guardia di Finanza di Sora

I due casi di indebita percezione del reddito di cittadinanza, scoperti dai finanzieri di Sora, sono emersi grazie alle attività della Guardia di Finanza volte a vigilare sull’obbligo dello scontrino fiscale.

L’iniziale controllo sull’emissione degli scontrini ha portato a successivi accertamenti dei redditi che hanno fatto emergere violazioni nell’assegnazione del sussidio.

In totale sono state segnalate appropriazioni ingiustificate per 3.800 euro.

Nel dettaglio, dopo diversi controlli mirati, è stato scoperto un uomo che lavorava abitualmente nell’attività di confezionamento e di vendita di generi alimentari nell’azienda di suo figlio.

L’uomo aveva percepito circa 3000 euro di fondi destinati al reddito di cittadinanza.

Il secondo caso riguarda invece un venditore ambulante di frutta, il quale, oltre ad aver usufruito del sussidio per 800 euro, non emetteva scontrino fiscale ed esercitava l’attività in assenza delle necessarie autorizzazioni.

Reddito di cittadinanza, l’efficacia dei controlli della Guardia di Finanza nella lotta all’evasione

Le attività investigative di contrasto all’evasione fiscale e al lavoro nero della Guardia di Finanza mostrano l’efficacia degli sforzi congiunti delle operazioni mirate sul territorio e dei controlli incrociati attraverso la collaborazione con gli altri enti istituzionali.

Nel caso di Sora, attività ordinarie di controllo, apparentemente scollegate con il reddito di cittadinanza hanno portato a delle denunce che hanno palesato situazioni irregolari nella percezione del sussidio.

Le operazioni di Bergamo, invece, evidenziano che la quotidiana e costante collaborazione con l’INPS può favorire il recupero degli importi sottratti ai potenziali destinatari del reddito.

A prescindere dalle valutazioni sull’impatto delle misure del reddito di cittadinanza sull’occupazione, l’impegno delle Fiamme Gialle funge da effetto deterrente riguardo a possibili future violazioni e da garanzia sull’impiego delle risorse pubbliche.

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