Industria 5.0, decreto attuativo MIMIT MEF in arrivo: il testo in bozza

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Industria 5.0, pronta una prima bozza del decreto attuativo MIMIT e MEF. Il testo e le novità di maggior rilievo per le imprese ai fini degli investimenti per la transizione green

Industria 5.0, decreto attuativo MIMIT MEF in arrivo: il testo in bozza

Industria 5.0, pronta una prima bozza del decreto attuativo MIMIT e MEF.

Dopo una lunga attesa e con un ritardo che continua a condizionare gli investimenti delle imprese, sembra essere a buon punto il lavoro per la definizione delle regole operative per la transizione green .

Il decreto attuativo è in ogni caso ancora in versione bozza e, pertanto, prima dell’avvio delle procedure operative per la fruizione del bonus Industria e Transizione 5.0 sarà necessario attendere la chiusura dei lavori di messa a punto da parte dei ministeri coinvolti e la pubblicazione dello stesso.

I tempi si assottigliano, ma resta il ritardo nella fase di avvio della Transizione 5.0, con conseguenze evidenti sul fronte degli investimenti da parte delle imprese.

Il nuovo piano Transizione 5.0 è formalmente in vigore dal 2 marzo scorso, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge n. 19/2024 che all’articolo 38 definisce la nuova struttura delle agevolazioni per le imprese.

Novità che per ora restano ancora in stand-by, in attesa dei decreti attuativi del MIMIT chiamati a definire regole e procedure per l’accesso e il controllo delle spese agevolabili.

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Industria 5.0, decreto attuativo MIMIT MEF in arrivo: il testo in bozza

L’attuazione delle regole delineate dall’articolo 38 del decreto PNRR quater, con il quale è stato messo a terra il piano Transizione 5.0 era attesa entro 30 giorni dall’entrata in vigore del nuovo strumento agevolativo e quindi, calendario alla mano, entro i primi di aprile.

Arrivati ormai a metà anno, il decreto attuativo MIMIT e MEF non è ancora stato pubblicato, ma la messa a disposizione di una prima bozza è un segnale positivo: i lavori per la definizione delle procedure operative sembrano essere alle battute finali.

Quali sono gli aspetti più di rilievo previsti dalla bozza del decreto attuativo? Pur evidenziando che non si tratta di regole certe, soffermiamoci di seguito su quelli di maggior interesse.

Nel testo, messo a disposizione dal quotidiano Italia Oggi e di seguito allegato, viene messo nero su bianco il perimetro temporale dei progetti di innovazione agevolabili.

Si tratta di quelli avviati dal 1° gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025, relativamente a beni materiali strumentali nuovi di cui agli allegati A e B della Legge n. 232/2016, con il requisito fondamentale della riduzione dei consumi energetici di almeno il 3 per cento per l’intera struttura produttiva o di almeno il 5 per cento per i singoli processi interessati dall’investimento.

L’Industria 5.0 agevola inoltre:

  • gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta, alle specifiche condizioni fissate dall’articolo 7 del decreto in bozza;
  • le spese in attività di formazione finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi, secondo quanto previsto dall’articolo 8 della bozza.

In attesa del varo definitivo del decreto per un’analisi più puntuale delle condizioni di accesso all’agevolazione, è interessante soffermarsi sul concetto di data di avvio del progetto di innovazione.

Bisognerà considerare il:

“primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare i beni oggetto di investimento, ovvero qualsiasi altro tipo di impegno che renda irreversibile l’investimento stesso, a seconda di quale condizione si verifichi prima.”

Sul fronte del completamento, bisognerà considerare la data di effettuazione dell’ultimo investimento e nello specifico:

  • nel caso in cui l’ultimo investimento abbia ad oggetto beni materiali e immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa di cui agli allegati A e B alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, alla data di effettuazione degli investimenti secondo le regole generali previste dai commi 1 e 2 dell’articolo 109 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917;
  • nel caso in cui l’ultimo investimento abbia ad oggetto beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, alla data di fine lavori dei medesimi beni;
  • nel caso in cui l’ultimo investimento abbia ad oggetto attività di formazione finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi, alla data di rilascio dell’attestato finale del risultato conseguito.

Rientreranno nell’ambito dei progetti di innovazione completati entro il 31 dicembre 2024 anche quelli per i quali l’ultimo investimento è effettuato entro il 30 aprile 2025, a patto che entro la fine del 2024 risultino accettati i relativi ordini dal venditore con il pagamento di acconti pari al 50 per cento del costo di acquisizione.

Quello in arrivo è in ogni caso un decreto definito complesso, ed è la complessità del nuovo Piano Transizione in ottica green disegnato per le imprese ad aver causato ritardi nell’effettivo avvio delle agevolazioni.

Stando alle dichiarazioni rese dal MIMIT nelle scorse settimane, proprio per illustrare al meglio le nuove procedure dell’Industria 5.0 i ministeri competenti stanno lavorando ad una circolare contenente le istruzioni operative sia sul fronte dei crediti d’imposta 4.0 che sui nuovi incentivi 5.0.

Un lavoro certosino che non cancella in ogni caso le conseguenze negative per le imprese intenzionate ad attingere al fondo da 6,3 miliardi stanziato proprio per la Transizione 5.0.

Industria 5.0, la bozza del decreto attuativo MIMIT-MEF
Scarica il testo messo a disposizione dal quotidiano ItaliaOggi

Industria 5.0, dalle comunicazioni alla certificazione del risparmio energetico: in attesa del decreto attuativo

È lunga la lista di indicazioni operative attese per definire al meglio i contorni del piano Transizione 5.0, dettagliate dal comma 17 dell’articolo 38 al DL n. 19/2024.

Nello specifico, il decreto MIMIT, di concerto con il MEF definirà:

  • il contenuto e le modalità e i termini di trasmissione delle comunicazioni, delle certificazioni e dell’eventuale ulteriore documentazione atta a dimostrare la spettanza del beneficio, compresa l’attestazione dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, della congruità e della pertinenza delle spese sostenute;
  • i criteri per la determinazione del risparmio energetico conseguito e dell’esistenza degli ulteriori requisiti tecnici correlati agli investimenti;
  • il costo massimo ammissibile, calcolato in euro/kW, degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e, in euro/kWh, dei sistemi di accumulo;
  • le procedure di fruizione del credito d’imposta, nonché di controllo, esclusione e recupero del beneficio atte a garantire il rispetto della normativa nazionale ed europea;
  • le modalità finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa;
  • l’individuazione dei requisiti dei soggetti autorizzati al rilascio delle certificazioni per la fruizione delle agevolazioni e delle coperture assicurative di cui gli stessi devono dotarsi;
  • l’individuazione delle eccezioni e delle specifiche connesse agli investimenti non agevolabili;
  • le modalità con le quali è effettuato il monitoraggio in ordine al concorso della misura al raggiungimento degli obiettivi in materia di cambiamenti climatici, in conformità all’ allegato VI del regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021.

La bozza messa a disposizione nelle ultime ore aiuta a fare un primo quadro delle regole previste, a partire dalle procedure di comunicazione.

L’accesso ai crediti d’imposta Transizione 5.0 prevede l’obbligo per l’impresa di trasmettere una comunicazione preventiva rispetto al completamento del progetto di innovazione, contenente tra le altre cose i dati del beneficiario, il progetto di innovazione, così come la data di avvio e completamento e l’importo del credito d’imposta potenzialmente spettante.

Il GSE, verificati il corretto caricamento dei dati e la completezza dei documenti e delle informazioni rese e il rispetto del limite massimo di costi ammissibili, entro 5 giorni dalla trasmissione della comunicazione preventiva, comunica all’impresa l’importo del credito d’imposta prenotato.

Saranno 5 i giorni a disposizione anche per l’invio di dati rettificativi richiesti dal GSE in caso di informazioni incomplete o non leggibili, ed entro i 5 giorni successivi al nuovo invio verrà dato riscontro all’impresa del credito prenotato.

Dopo la prenotazione, parte l’iter di invio delle comunicazioni periodiche necessarie per confermare l’avanzamento del progetto di innovazione:

  • entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione dell’importo del credito d’imposta prenotato, una comunicazione relativa all’effettuazione degli ordini accettati dal venditore con pagamento a titolo di acconto, in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, contenente gli estremi delle fatture;
  • entro il 31 dicembre 2024 una comunicazione relativa all’effettuazione degli ordini accettati dal venditore con pagamento a titolo acconto, in misura almeno pari al 50 per cento del costo di acquisizione, contenente gli estremi delle fatture.

Ripartirà quindi l’iter che impegna il GSE, che entro 5 giorni darà riscontro all’impresa del credito prenotato o ridotto in caso di investimenti effettivi inferiori rispetto a quanto riportato nelle comunicazioni iniziali.

A seguito del completamento del progetto di innovazione e in ogni caso entro il 28 febbraio 2026, l’impresa trasmette apposita comunicazione di completamento, corredata, tra l’altro, dalla certificazione del risparmio energetico.

Il credito d’imposta utilizzabile in compensazione sarà quindi comunicato entro 10 giorni e, trascorsi ulteriori 10 giorni, sarà possibile utilizzare le somme accordate, ripartibili in un massimo di cinque quote annuali di pari importo.

Queste, sintetizzando, alcune delle indicazioni fornite, per la cui conferma si rende in ogni caso necessario attendere la pubblicazione del testo definitivo del decreto attuativo.

Non si mette in dubbio la complessità della fase attuativa del piano Industria 5.0, ma è evidente che l’affanno del MIMIT e degli ulteriori ministeri coinvolti si ripercuote sulle possibilità di investimento delle imprese.

La scadenza del nuovo set di crediti d’imposta per le imprese è fissata al 31 dicembre 2025 ma, a fronte di tempi d’avvio ancora incerti, già si preannuncia l’ipotesi di una proroga.

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