Fondo imprese in difficoltà: dal 13 dicembre Invitalia riapre la domanda

Sacha Malgeri - Incentivi alle imprese

Fondo Imprese in difficoltà: il 13 dicembre Invitalia riapre gli sportelli online per ottenere i finanziamenti agevolati, restituibili in 5 anni, garantiti dal fondo da 400 milioni di euro. Si potrà fare richiesta fino al 29 aprile 2022.

Fondo imprese in difficoltà: dal 13 dicembre Invitalia riapre la domanda

Fondo Imprese in difficoltà: dal 13 dicembre sarà possibile presentare domanda ad Invitalia per accedere al fondo di sostegno alle aziende temporaneamente in difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha annunciato la riapertura degli sportelli online per richiedere l’accesso al fondo GID da 400 milioni di euro, istituto con l’art. 37 del Decreto Sostegni.

I beneficiari potranno avere accesso a finanziamenti agevolati, rimborsabili in 5 anni, utili per rilanciare l’attività dell’impresa. Potranno essere utilizzati per il costo del personale, per effettuare investimenti produttivi o come capitale operativo da usare per la “normale attività aziendale”.

Per ottenerli, le aziende che fanno richiesta devono avere un numero pari o superiore a 250 dipendenti, oppure devono avere un fatturato superiore ai 50 milioni e un bilancio superiore ai 43 milioni. Possono partecipare al bando anche le aziende in amministrazione straordinaria.

Fondo imprese in difficoltà: riaperti gli sportelli di Invitalia dal 13 dicembre 2021

Si potrà fare domanda per accedere al Fondo imprese in difficoltà dalle ore 12:00 del 12 dicembre 2021, fino alle 11:59 del 29 aprile 2022.

Invitalia valuterà le domande in base all’ordine di arrivo, fino all’esaurimento dei fondi. Per ottenere i benefici bisognerà fare richiesta in via telematica sul sito di Invitalia.

Si potrà accedere usando esclusivamente una delle identità digitali (SPID, Carta d’Identità Elettronica o la Carta Nazionale dei Servizi). Inoltre, bisognerà presentare la firma digitale del legale rappresentante dell’azienda, insieme alla Posta Elettronica Certificata (PEC) della società.

Tutta la modulistica da compilare si può trovare sulla pagina apposita del sito di Invitalia. Mentre qui si può trovare il manuale utente con le indicazioni utili a compilare la richiesta.

Dalla chiusura dei termini, il 29 aprile 2022, partiranno i 60 giorni di istruttoria che serviranno ad analizzare le richieste. Invitalia prevede di adottare le delibere di ammissione per ottenere i finanziamenti dal 30 giugno 2022.

L’erogazione del prestito avverrà nel passaggio successivo, dopo che i beneficiari che hanno ricevuto la comunicazione da Invitalia avranno compilato i documenti necessari a stipulare il contratto di finanziamento.

Fondo imprese in difficoltà: le caratteristiche dei finanziamenti agevolati

Il fondo GID elargisce finanziamenti agevolati, restituibili in 5 anni, finalizzati al sostegno delle grandi imprese in difficoltà.

Il tasso agevolato cambia col il passare del tempo: è pari allo 0,10 per cento il primo anno, allo 0,55 per cento per il secondo e terzo anno, per poi arrivare all’1,55 per cento per il quanto e quinto anno.

L’importo complessivo del finanziamento non può superare i 30 milioni di euro. L’ammontare massimo del prestito, invece, non può superare i seguenti requisiti:

  • non può essere superiore al 25 per cento del fatturato totale 2019;
  • non può essere superiore al doppio della spesa salariale del 2019 o dell’ultimo esercizio disponibile.

Per quanto riguarda il rimborso del prestito, esso deve avvenire “a partire dai 12 mesi successivi alla prima (o unica) erogazione, con un piano di ammortamento a rate costanti semestrali e posticipate al 31 maggio e 30 novembre di ogni anno”, così come si può leggere sulla pagina dedicata del sito di Invitalia.

Fondo MISE Imprese in difficoltà: cosa può essere finanziato e cosa no

Le FAQ riguardanti il Fondo Imprese in Difficoltà chiariscono quali interventi possono essere finanziati dal Fondo e quali, invece, sono esclusi.

In generale, le aziende possono utilizzare i finanziamenti per garantire la continuità e la ripresa degli stabilimenti produttivi e delle attività imprenditoriali.

I beneficiari dei finanziamenti potranno usare i fondi per:

  • realizzare o completare investimenti produttivi;
  • per coprire il costo del personale;
  • capitale circolante utile allo svolgimento della normale attività dell’azienda.

Invece, non è possibile utilizzare i soldi del Fondo per:

  • il rimborso anticipato di altri finanziamenti, o rimborso di passività scadute pregresse;
  • la creazione di patrimoni separati;
  • per elargire prestiti ad altre imprese del Gruppo;
  • per pagare imposte e tasse correnti o pregresse.

Fondo imprese in difficoltà: i requisiti di accesso

Per ottenere i finanziamenti del fondo GID, le società richiedenti dovranno essere in condizione di difficoltà economica, causata dagli effetti della pandemia di coronavirus. Con questa si intende:

  • la presenza di flussi di cassa prospettici inadeguati a rispettare gli obblighi dell’azienda in difficoltà;
  • una “situazione di difficoltà” sorta dopo il 31 dicembre 2019, in base a quanto previsto dall’art. 2 punto 18 del regolamento UE n. 651/2014.

Le società, oltre alla compilazione della domanda con la modulistica richiesta, dovrà presentare un Piano Aziendale, che deve contenere le seguenti informazioni:

  • la compagine societaria dell’impresa richiedente, con “particolare riferimento alle capacità imprenditoriali”;
  • la situazione di temporanea difficoltà finanziaria in essere;
  • le azioni che si intendono porre in essere per sostenere la ripresa o la continuità dell’attività d’impresa, così da “fine di ripristinare la redditività nel medio periodo e consentire il rimborso del finanziamento del Fondo a scadenza, nonché per ridurre gli impatti occupazionali connessi alla situazione di temporanea difficoltà finanziaria”;
  • i fabbisogni e i tempi previsti per effettuare le azioni di ripresa dell’attività;
  • ulteriori azioni che l’azienda vuole portare avanti in caso di una eventuale operazione di ristrutturazione aziendale.

Per essere valido, il Piano deve essere certificato e firmato digitalmente da professionisti con i requisiti previsti per l’iscrizione all’Albo di riferimento.

I beneficiari sono tenuti ad aprire un conto corrente dedicato, e fornire una rendicontazione periodica, per verificare l’uso legittimo dei finanziamenti.

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