La V direttiva antiriciclaggio: il documento pubblicato dalla FNC e dal CNDCEC

Guendalina Grossi - Ordini e casse professionali

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC) e il CNDCEC hanno pubblicato il documento relativo alla V direttiva antiriciclaggio. Vediamo cosa è emerso dallo studio pubblicato il 26 settembre sul sito della FNC.

La V direttiva antiriciclaggio: il documento pubblicato dalla FNC e dal CNDCEC

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti di concerto con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha pubblicato sul proprio sito il documento relativo alla V direttiva antiriciclaggio.

Il documento analizza in profondità la materia e le relative misure attuative, con particolare attenzione agli aspetti di precipuo interesse per i professionisti coinvolti nell’attuazione della normativa antiriciclaggio.

L’adozione della affonda le proprie radici nella necessità di potenziare, attraverso l’imposizione di maggiori obblighi di trasparenza, la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo in tutta l’Unione europea.

FNC e CNDCEC: il documento sulla V direttiva antiriciclaggio

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato sul proprio sito, di concerto con il CNDCEC, il documento relativo alla V direttiva antiriciclaggio.

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Le novità della V Direttiva antiriciclaggio
Ecco il documento pubblicato dalla FNC il 26 ottobre 2018 relativo allaV Direttiva antiriciclaggio

Il documento pubblicato dalla FNC analizza in profondità la materia e le relative misure attuative, con particolare attenzione agli aspetti di precipuo interesse per i professionisti coinvolti nell’attuazione della normativa antiriciclaggio.

Dopo una apertura sul quadro normativo lo studio dei commercialisti approfondisce il rapporto annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria che evidenzia come, negli ultimi tre anni vi sia stato un forte impegno da parte delle autorità competenti finalizzato all’approfondimento delle nuove forme del terrorismo e dei connessi profili finanziari, in particolare delle modalità e dei canali di finanziamento dell’autoproclamato Stato islamico (ISIL) e dei fenomeni connessi, come quello dei foreign fighters.

Le segnalazioni qualificate per sospetto di finanziamento del terrorismo

Nel 2017 le segnalazioni qualificate per sospetto di finanziamento del terrorismo operate dai soggetti obbligati hanno raggiunto quasi le mille unità, facendo registrare una crescita del 58,5% circa rispetto al 2016.

Al confronto con il 2014, il numero di segnalazioni è aumentato di ben 10 volte e le operazioni più frequentemente segnalate sono di gran lunga i prelievi e i versamenti di contante (34%), seguiti da bonifici nazionali (16%) ed esteri (10%), operazioni collegate all’utilizzo di carte di credito e prepagate (19%) e rimesse money transfer (17%).