Ok all’ultimo giorno di scuola, ma l’8 giugno c’è lo sciopero degli insegnanti

Stefano Paterna - Scuola

Il Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile ha dato parere favorevole alla celebrazione dell'ultimo giorno di scuola per docenti e alunni a specifiche condizioni, ma l'8 giugno 2020 è stato proclamato lo sciopero degli insegnanti contro il concorsone.

Ok all'ultimo giorno di scuola, ma l'8 giugno c'è lo sciopero degli insegnanti

Ultimo giorno di scuola, l’8 giugno 2020 gli alunni potranno tornare in classe e salutarsi, ma sulla fine dell’anno scolastico incombe lo sciopero degli insegnanti.

Sulla riapertura simbolica delle scuole è arrivato l’ok da parte del Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile. Ad annunciarlo è stata la viceministro dell’Istruzione Anna Ascani con un post sul profilo FB:

“Il Comitato Tecnico Scientifico ha chiarito che non è contrario agli incontri tra studenti e docenti per salutarsi per un ultimo giorno di “scuola”, purché siano all’aperto e nel pieno rispetto dei divieti di assembramento e delle regole di distanziamento e di protezione individuale. Sono contenta”.

Del resto, l’esponente governativo in quota Pd era stata promotrice in prima persona della richiesta di riaprire le scuole per questa giornata “simbolica”.

L’iniziativa pare più che altro un tentativo di promuovere un’immagine di ottimismo per quel che sarà il prossimo futuro della scuola nella perdurante fase di emergenza sanitaria da COVID-19.

Peraltro, per l’8 giugno 2020 che in alcune regioni come Lazio, Lombardia e Abruzzo costituirà proprio l’ultimo giorno di scuola, è stato proclamato lo sciopero nazionale dai principali sindacati di categoria.

I motivi dello sciopero degli insegnanti dell’8 giugno 2020

Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda avevano già proclamato nei giorni scorsi lo stato di agitazione. Ora le motivazioni alla base dell’indizione dello sciopero dell’8 giugno 2020 riprendono i motivi di insoddisfazione che si sono già palesati negli ultimi mesi, anche prima dell’epidemia di Coronavirus.

In particolare, le organizzazioni sindacali, soddisfatte per aver ottenuto almeno l’aggiornamento delle graduatorie dei supplenti, lamentano però la mancanza nel testo di conversione del Decreto scuola approvato dal Senato di:

  • un potenziamento degli organici del personale docente e ATA necessario al rispetto delle misure contenute nel documento predisposto dal Comitato Tecnico Scientifico per un riavvio in sicurezza delle attività scolastiche in presenza, basato sul distanziamento e su un’articolazione del lavoro per gruppi ridotti di alunni;
  • il rispetto del limite di 20 alunni per classe in caso di presenza di allievi con disabilità;
  • la revisione dei parametri per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche;
  • la messa in sicurezza degli edifici;
  • modifiche normative che sottraggano i Dirigenti Scolastici da responsabilità improprie in merito alla manutenzione degli edifici;
  • la previsione di un concorso riservato agli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA.

Sciopero insegnanti 8 giugno 2020: il fattore “concorsone” e mancato rinnovo del contratto

Ma tra i motivi principale dell’indizione della giornata di astensione per gli insegnanti, anche se appena accennati nel comunicato unitario dei sindacati, ritornano anche i motivi delle modalità di svolgimento del concorsone della scuola.

“Tutto ciò si aggiunge - recita il comunicato sindacale - alla mancata attuazione degli impegni che avrebbero consentito a molti precari con almeno tre anni di servizio una stabilizzazione del rapporto di lavoro già il prossimo settembre”.

È evidente la polemica con il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina che si è battuta per inserire nel concorso una prova selettiva che si terrà in autunno, mentre i sindacati chiedevano di scorrere la graduatoria per titoli e di tenere solo in seguito una prova di conferma per gli assunti. Da questa scelta del governo deriva quindi la certezza di iniziare il nuovo anno scolastico con moltissimi docenti precari in cattedra.

Infine, le organizzazioni sindacali sono molto preoccupate dalla mancanza di certezze in materia di stanziamento di risorse per il rinnovo del contratto per il triennio 2019-21. Insomma, ci sono tutti i presupposti per un “autunno caldo” nella scuola.

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