Territorialità iva servizi elettronici, nuove regole approvate in Consiglio dei Ministri

Territorialità iva servizi elettronici, il decreto legislativo per recepire le nuove regole UE è stato approvato il 23 gennaio 2020, in esame preliminare, dal Consiglio dei Ministri. In arrivo anche novità sulla fatturazione per chi rientra nel regime MOSS. Disposizioni in vigore solo dopo la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.

Territorialità iva servizi elettronici, nuove regole approvate in Consiglio dei Ministri

Territorialità iva servizi elettronici: approvato, in esame preliminare, dal Consiglio dei Ministri del 23 gennaio 2020 il decreto legislativo per recepire le nuove regole UE.

Per alcune specifiche prestazioni nei confronti dei privati, entro la soglia dei 10.000 euro, il fornitore può addebitare l’imposta del suo paese e non quella dello Stato membro del committente. Con le novità in arrivo, si introducono anche semplificazioni sulla fatturazione per chi rientra nel regime MOSS, Mini One Stop Shop o Mini Sportello Unico.

“Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione dell’articolo 1 della direttiva (UE) 2017/2455 del Consiglio del 5 dicembre 2017 che modifica la direttiva 2006/112/CE e la direttiva 2009/132/CE per quanto riguarda taluni obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni”

Così si legge nel comunicato stampa con cui il Consiglio dei Ministri ha diffuso i risultati dei lavori del 23 gennaio.

Territorialità iva servizi elettronici, nuove regole approvate in Consiglio dei Ministri

La novità riguardano i fornitori di servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione e di quelli forniti per via elettronica e la territorialità dell’iva. Le prestazioni interessate sono quelle rese nei confronti di consumatori finali, soggetti non passivi di imposta.

In particolare il decreto legislativo, approvato in esame preliminare, che attua l’articolo 1 della direttiva (UE) 2017/2455 del Consiglio del 5 dicembre 2017, che a sua volta modifica la direttiva 2006/112/CE e la direttiva 2009/132/CE, interviene in più punti sul Decreto IVA.

E stabilisce nuove regole, come si legge nello schema di decreto legislativo diffuso dal quotidiano Italia Oggi.

In primis, entro i 10.000 euro le prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione e di quelli resi in vai elettronica nei confronti soggetti non passivi di imposta, che si trovano in un altro stato dell’UE, sono imponibili nello stato in cui si trova il fornitore. Si tratta, quindi, di una deroga ai criteri di territorialità iva previsti in generale.

Novità importanti riguardano anche il regime MOSS e la fatturazione: chi lo adotta deve attenersi alle regole di un unico Stato membro, anche se fornisce servizi in più di un territorio: il riferimento sarà lo stato membro di identificazione. Si semplificano, in questo modo, le procedure.

Territorialità iva servizi elettronici e regime MOSS: nuove regole in arrivo

Nel comunicato stampa pubblicato sul sito del governo il 23 gennaio si legge:

“Le nuove disposizioni sono volte a ridurre gli oneri connessi alla fornitura intra-UE dei servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione e di quelli forniti per via elettronica resi nei confronti di committenti non soggetti passivi d’imposta, anche ampliando il novero dei prestatori di tali servizi che possono accedere al regime speciale del “mini sportello unico” (conosciuto come MOSS, acronimo di “Mini One Stop Shop”)”.

Il MOSS è il regime speciale, applicabile sia da soggetti UE che extra UE, che permette al fornitore con rapporti commerciali su più fronti di non identificarsi presso ogni Stato Membro di Consumo per effettuare gli adempimenti richiesti, dichiarazioni Iva e versamenti. Basta riferirsi all’Amministrazione finanziaria del paese di identificazione.

Le nuove regole che derivano dall’articolo 1 della direttiva (UE) 2017/2455 sarebbero dovute essere in vigore in Italia già dal 1° gennaio 2019, come si legge nel testo.

Ma, attualmente, l’Italia è in ritardo di circa 20 giorni: le disposizioni, infatti, entreranno in vigore a partire dalla data successiva a quella della pubblicazione del decreto legislativo in Gazzetta Ufficiale.

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