Sul Fisco la Manovra 2027 dovrà cambiare strada rispetto alle previsioni iniziali e dal vicepremier Tajani arriva la proposta di una detrazione per le spese sanitarie con rimborso immediato. Ma è davvero una soluzione percorribile?
Il capitolo fiscale della Manovra 2027 sarà leggero: la conferma è arrivata dai dati del Documento Programmatico di Bilancio 2027 inviato a Bruxelles nella notte tra mercoledì e giovedì scorso.
Con 2,1 miliardi di euro a disposizione, bisogna cambiare strategia rispetto alle ipotesi iniziali. E mentre il vicepremier Antonio Tajani difende ancora il taglio IRPEF per il ceto medio, che è ben più costoso perché vale 2,7 miliardi di euro, propone anche soluzioni alternative.
E al tavolo della maggioranza promette di portare la proposta di una detrazione per le spese sanitarie con effetti immediati che, però, non è esente da valutazioni economiche.
Spese sanitarie, l’ipotesi della detrazione immediata nel cantiere della Manovra 2027
I presupposti iniziali della prossima Manovra erano tutti diversi: doveva servire a mantenere una serie di promesse fatte negli anni della Legislatura per inaugurare la prossima campagna elettorale. Ma, a quanto pare, il Governo aveva fatto i conti senza l’oste e la realtà delle risorse a disposizione è ben diversa.
In totale il pacchetto di novità avrà un valore di 23,5 miliardi di euro, con 14,5 miliardi bloccati su difesa ed energia e 9 miliardi per fare tutto il resto. Con una coperta così corta, si è ristretto anche lo spazio da dedicare al Fisco.
I desideri resistono: Tajani ha ribadito la volontà di tagliare l’IRPEF al ceto medio, di prevedere le agevolazioni fiscali per i giovani, di rivedere e confermare l’abolizione del bollo auto. Il DPB contiene solo una prima versione embrionale della prossima Manovra e, come sottolinea il testo, per tracciare il quadro definitivo saranno le interlocuzioni con l’UE.
Ma è chiaro anche al vicepremier che serve virare su altre novità fiscali che possano essere gestite diversamente in termini di impatto economico. E in questo contesto si inserisce l’idea di anticipare i tempi delle detrazioni fiscali:
“Come sapete si può detrarre la spesa sanitarie effettuate da un cittadino l’anno successivo. E noi chiediamo che questo si possa fare nell’anno in cui vengono effettuate le spese sanitarie. Vediamo in quale forma”.
Ha detto il numero uno di Forza Italia, che anche oggi 16 ottobre è tornato sul tema. Ai microfoni del programma TV Mattino 5 ha parlato di una card destinata alle persone anziane per sostenere costi come come cure dentali, cure oculistiche, prestazioni che sono fuori dal Servizio sanitario nazionale o per l’acquisto di medicinali.
Manovra 2027: novità per le spese sanitarie allo studio. Resta il nodo dei costi
Sulle spese sanitarie si gioca una parte importante dei rimborsi IRPEF che i cittadini e le cittadine ottengono con la dichiarazione dei redditi.
E proprio su questo meccanismo dovrebbe intervenire la Manovra. Attualmente i costi sostenuti per la salute danno diritto a uno sconto IRPEF pari al 19 per cento che viene calcolato oltre la franchigia dei 129,11 euro.
Superata la soglia, si ha diritto all’agevolazione e il valore della somma da scontare o del rimborso si calcola proprio a partire da questa cifra.
Questa detrazione ha un raggio d’azione ampio: si va dai farmaci alle prestazioni specialistiche, passando anche per i dispositivi medici come gli occhiali da vista. E tocca una platea di cittadini e cittadine molto vasta dal momento che i benefici fiscali legati ai costi sostenuti per la salute sono esclusi anche dai diversi tagli introdotti negli ultimi anni, come il decalage oltre i 120.000 euro di reddito o la compensazione per la riduzione delle aliquote IRPEF introdotta dall’ultima Manovra.
In poche parole, l’agevolazione interessa potenzialmente davvero tutti e tutte. Nelle ultime dichiarazioni dei redditi analizzate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (per l’anno di imposta 2024) sono state inserite spese sanitarie per un valore di 28,3 miliardi di euro, che si traducono in un risparmio d’imposta che supera i 4 miliardi. Sebbene anticipare la detrazione non rappresenti una spesa viva per lo Stato, prevederlo vorrebbe dire comunque gestire diversamente un flusso di liquidità importante.
Nell’anno di passaggio lo Stato dovrebbe gestire contemporaneamente i rimborsi che spettano ai contribuenti per due anni. Tutto, però, dipende dalla costruzione della novità.
Per ora siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma in ogni caso bisogna considerare due aspetti: da un lato nella Manovra emergenziale che si prospetta un intervento sulla detrazione per le spese sanitarie potrebbe essere strategico, dall’altro la costruzione di un nuovo meccanismo dovrà comunque tener conto della portata economica che ne deriva nell’immediato futuro.
Di conseguenza, il risultato potrebbe essere comunque una misura selettiva, come lascia intendere Tajani riferendosi a una card dedicata alle persone anziane.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Verso la Manovra 2027: l’ipotesi della detrazione immediata per le spese sanitarie