Arriva la firma sull’ipotesi di rinnovo del CCNL Scuola per il triennio 2025/2027. Aumenti medi di 137 euro per il personale
Raggiunto oggi l’accordo tra ARAN e sindacati per il rinnovo del CCNL del comparto istruzione e ricerca per il triennio 2025/2027.
Le parti coinvolte hanno firmato l’ipotesi di accordo per la parte economica del CCNL. Definisce gli incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari, erogati in tre tranches annuali.
Il rinnovo porta con sé aumenti mensili di 137 euro in media dal 1° gennaio 2027.
Il contratto interessa circa 1,2 milioni di persone impiegate in scuole e università tra docenti, ATA e altro personale.
CCNL Scuola, firmato il rinnovo: aumento medio di 137 euro al mese
Il nuovo incontro tra ARAN, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, e i sindacati ha portato alla firma dell’ipotesi di rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca per il triennio 2025/2027.
Oggi, 1° aprile, è stata siglata all’unanimità la parte economica del contratto collettivo nazionale che riguarda lavoratori e lavoratrici di scuole, università, enti di ricerca e AFAM, circa 1,2 milioni di persone tra docenti, personale tecnico amministrativo (gli ATA) e altre figure.
Il nuovo accordo arriva subito dopo la conclusione delle trattative per il rinnovo del CCNL relativo al triennio 2022-2024 lo scorso dicembre che aveva portato un aumento medio di 150 euro lordi mensili.
Con il nuovo CCNL l’aumento medio previsto è di 137 euro per 13 mensilità.
Nello specifico, per i docenti l’importo varia tra i 110 e i 185 euro, sulla base delle specifiche professionalità e anzianità di servizio.
Per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, invece, la forbice va dagli 85 ai 194 euro, per una media di 107 euro al mese.
Il personale ATA con contratto di lavoro a tempo indeterminato e con contratto di lavoro a tempo determinato in servizio nell’anno scolastico 2025-2026, riceverà anche, nel mese di gennaio 2027, una somma una tantum di 110 euro.
Gli incrementi contrattuali medi mensili riguardano anche il personale delle università, degli enti di ricerca e delle istituzioni AFAM, secondo le specifiche delle tabelle contenute nel testo contrattuale, disponibile di seguito.
Con la firma del nuovo CCNL arriveranno anche gli arretrati. Dato che l’ipotesi di accordo viene sottoscritta nel corso del secondo anno del periodo contrattuale di riferimento, gli arretrati saranno maturati per la parte di incremento non ancora corrisposta. L’ARAN ha stimato, con riferimento al 30 giugno 2026, importi che vanno da circa 815 euro a circa 1250 euro. Nello specifico, fa sapere il Ministero, in media arriveranno 855 euro per i docenti e 633 euro per gli ATA.
Sommando gli incrementi dei tre contratti consecutivi (2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027), si legge nel comunicato dell’ARAN, il comparto registra aumenti strutturali in media pari a 395 euro per 13 mensilità; 412 euro medi per tredici mensilità per il personale docente.
“Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle la stagione dei blocchi e dei ritardi contrattuali. La nostra priorità è quella di migliorare sempre più le condizioni retributive e di welfare del personale della scuola”. Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
I prossimi passaggi: presto al lavoro per la parte normativa
Ora che l’ipotesi di rinnovo è stata firmata si attendono i prossimi passaggi. Secondo l’iter previsto dalla normativa ora è la volta della verifica di compatibilità finanziaria da parte delle amministrazioni competenti, dei passaggi governativi e, infine, della certificazione della Corte dei Conti.
Solo al termine di questa procedura il contratto potrà essere sottoscritto in via definitiva e potrà acquistare efficacia giuridica.
Nel frattempo, specifica l’ARAN, il tavolo negoziale sarà nuovamente convocato a breve per proseguire la trattativa sulla parte normativa del CCNL 2025/2027, cioè quella che riguarda le relazioni sindacali, il rapporto di lavoro ma anche lavoro agile, welfare contrattuale e tutti gli altri istituti che completano il quadro regolatorio del comparto.
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