Riforma fiscale e Statuto dei diritti del Contribuente

Salvatore Cuomo - Leggi e prassi

La riforma fiscale in cantiere dovrà necessariamente intervenire anche sullo Statuto dei Diritti del Contribuente: ecco una proposta migliorativa a favore di cittadini, professionisti e imprese.

Riforma fiscale e Statuto dei diritti del Contribuente

La riforma Fiscale dopo tanto parlare è ora al centro dell’agenda politica del Governo e, parallelamente a questo, si stanno attivando le rappresentanze della società civile per la presentazione di proposte sul tema.

Quale membro della Commissione Fiscalità dell’Istituto Nazionale Tributaristi (INT) sono stato chiamato a coordinare l’attività della Commissione di Esperti collegata al Comitato istituito sulla Riforma Fiscale, la cui presidenza è stata affidata a Giorgio Benvenuto.

Con i 15 componenti abbiamo raccolto spunti su diversi argomenti.

L’elenco dei temi indicati è stato piuttosto nutrito e vario: Deleghe, Cassetto Fiscale, Accertamento, Detassazione canoni non percepiti, Tassazione Dividendi Esteri, Intrastat, Esterometro, Detrazioni Irpef, Fiscalità Veicoli, Rol, Scarto File Telematici, Registrazione Contratti, Split Payment, eccetera.

Ciò che balza subito all’occhio è che nessuno di questi temi si è sovrapposto a quelli proposti dagli altri componenti pur in assenza di una preventiva assegnazione degli argomenti da trattare, questo ad ennesima riprova della farraginosità e della pervasività della normativa vigente.

Questo può far ben comprendere anche ad un profano il peso, o meglio, il costo della complessità della gestione della fiscalità, aspetto peraltro sottolineato dal presidente della Commissione Finanze della Camera Luigi Marattin in una recente intervista rilasciata ad Informazione Fiscale.

Questa complessità assorbe tempo ed energie alla produzione di ricchezza, riflettendo i suoi effetti negativi anche sul PIL.

È dalla introduzione di Entratel che si parla di semplificazioni ed alleggerimenti delle norme tributarie.

Allora si aveva ancora familiarità con le notti del 31 maggio in fila agli uffici centrali delle poste per l’invio dei modelli fiscali, termine della campagna dichiarativa annuale. Mentre oggi con le nuove tecnologie, agli albori dell’intelligenza artificiale, siamo arrivati al 30 Novembre...

La serie di promesse di una semplificazione degli adempimenti disattese in questi decenni, ultima delle quali in conseguenza all’introduzione della fatturazione elettronica, è sotto gli occhi di tutti.

Ancor più ora, con la prossima introduzione della dichiarazione IVA precompilata che ha portato dal 1° ottobre scorso l’aggiunta di oltre 20 nuovi codici natura nella nomenclatura della fatturazione elettronica, appesantendone la compilazione e percorrendo una direzione esattamente contraria a quella della semplificazione.

Riprendendo un concetto diffuso in ambito statistico, la sempre più vasta disponibilità di informazioni dovrebbe essere combinata con il ragionamento umano per trasformare Big Data in Good Data, gli unici necessari al raggiungimento degli obiettivi della Politica e prefissati dal Legislatore nel futuro testo della riforma fiscale.

Questa riforma fiscale dovrà essere necessariamente accompagnata da un importante intervento a garanzia del rapporto Fisco/Contribuente.

Ho prima voluto citare non a caso Giorgio Benvenuto, conosciuto dai più quale sindacalista e parlamentare, ma meno per il suo ruolo di alfiere della Legge numero 212 del 27 luglio del 2000: lo Statuto dei Diritti del Contribuente.

In ordine a questo documento, che vorremmo tutti fosse elevato a rango Costituzionale, rappresento qui la proposta di una sua modifica che noi dell’INT riteniamo concreta ed efficace nella sua semplicità.

L’articolo 1 al comma 1 dispone:

Le disposizioni della presente legge, in attuazione degli articoli 3, 23, 53 e 97 della Costituzione, costituiscono principi generali dell’ordinamento tributario e possono essere derogate o modificate solo espressamente e mai da leggi speciali

Come oggi formulato, questo lascia al Parlamento la facoltà di deroga alla legislazione ordinaria.

Senza ulteriori limitazioni, ma prevedendo semplicemente che questa facoltà debba essere motivata per comprovate urgenze e necessità, magari elencando esplicitamente le poche eccezioni consentite, i principi statutari in esso contenuti acquisterebbero una ben più stringente valenza.

Terminerebbe così lo stillicidio di norme emanate in spregio dello Statuto, indicando semplicemente a margine delle stesse una frase del tipo “in deroga alla Legge 27/7/2000 n. 212”.

Una proposta che riassumerò anche nel mio intervento al webinar di domani pomeriggio: in questa sede 20 professionisti della materia tributaria e rappresentanti di imprese ed associazioni di categoria avranno la possibilità di esporre direttamente al tavolo delle istituzioni le proprie idee e riflessioni sulla riforma fiscale in cantiere.

Le proposte saranno fatte direttamente al sottosegretario al MEF Cecilia Guerra che interverrà per un saluto ed alla quale saranno consegnate le proposte raccolte durante la trasmissione.

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