Regime forfettario, obbligo di ritenuta per il datore di lavoro: novità nel decreto Tria

Verso l'obbligo di ritenuta per il datore di lavoro in regime forfettario: sarà un apposito decreto del Ministro Tria ad introdurre la novità, accanto ad altre misure per favorire crescita ed investimenti da parte delle imprese.

Regime forfettario, obbligo di ritenuta per il datore di lavoro: novità nel decreto Tria

Obbligo di ritenuta per i datori di lavoro in regime forettario.

La novità rientra tra le misure contenute nel decreto Tria per favorire crescita ed investimenti da parte delle imprese che, a differenza delle indiscrezioni iniziali, non rientrerà nello Sblocca Cantieri.

Il Governo ha avviato durante il Consiglio dei Ministri del 20 marzo l’esame del decreto proposto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze che, stando alle indiscrezioni, sarà approvato entro la fine del mese.

La novità per i datori di lavoro in regime forfettario, più che una misura per la crescita, tenta di risolvere alcune delle criticità della Legge di Bilancio 2019.

L’esonero dall’applicazione delle ritenute per i datori di lavoro ammessi al regime forfettario dal 1° gennaio scorso rischia di complicare notevolmente la gestione dei versamenti Irpef da parte dei lavoratori che, mensilmente, dovrebbero accantonare una quota di reddito da destinare al pagamento delle imposte dovute annualmente.

Una situazione che escluderebbe di fatto tale categoria di lavoratori anche dalla possibilità di presentare il modello 730 precompilato e che farebbe scattare l’obbligo implicito di affidarsi ad un professionista per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Una complicazione che il Ministro dell’Economia vuole evitare e che, come riportato nella prima versione del decreto per la crescita economica - pubblicato in anteprima dal quotidiano Italia Oggi - modificherebbe le regole attualmente previste per i datori di lavoro in regime forfettario.

Regime forfettario, verso l’obbligo di ritenuta per il datore di lavoro

Evitare che i lavoratori dipendenti di datori di lavoro in regime forfettario debbano accantonare individualmente e su base mensile le imposte sul reddito da pagare mensilmente.

Questa è la motivazione e l’impatto sulla crescita che dovrebbe avere l’introduzione dell’obbligo di applicazione della ritenuta anche per i datori di lavoro rientrati nel regime forfettario a partire dal 1° gennaio 2019.

Attualmente i datori di lavoro con ricavi non superiori a 65.000 euro rientrati nel regime forfettario allargato nel rispetto dei requisiti generali previsti, non hanno l’obbligo di ritenuta.

Tradotto in pratica ciò significa che il datore di lavoro forfettario, non assumendo le vesti di sostituto d’imposta, al momento dell’erogazione dello stipendio mensile applica in busta paga soltanto le ritenute previdenziali ma non quelle fiscali Irpef.

Il tutto con la conseguenza che è il lavoratore a doversi far carico del compito di mettere da parte una quota di stipendio per evitare il “salasso” di fine anno. La complicazione a carico del dipendente è evidente, ed è una delle criticità contestate alla Legge di Bilancio 2019 per la quale al momento neppure l’Agenzia delle Entrate si è espressa.

A fare chiarezza potrebbe essere lo stesso Governo, ritornando sui suoi passi e risolvendo alcuni dei problemi derivati da una Legge di Bilancio scritta forse con troppa fretta.

Decreto Tria come una Manovra-bis

Il decreto Tria, che propone l’introduzione di bonus ed agevolazioni fiscali per contribuire alla crescita economica del Paese, è stato definito come una sorta di Manovra-bis.

Le novità proposte dal MEF sono state sottoposte ad una prima analisi durante il Consiglio dei Ministri di mercoledì 20 marzo 2019, ma non vi è ancora nulla di definitivo.

Quel che è certo è che le misure proposte dal Ministero per l’Economia, per le quali è aperto il confronto e l’apporto di interventi anche da parte di altri ministeri, puntano ad essere approvate prima del 10 aprile, data in cui è previsto il varo del DEF.

L’obiettivo è quello di dare nuovo impulso agli investimenti e stimolare una crescita economica che rallenta e che è sotto i riflettori internazionali.

Le novità per i datori di lavoro forfettari sono solo una piccola parte delle misure previste. Tra gli interventi al vaglio del Governo vi sarebbe anche il super ammortamento, che potrebbe essere riportato in vita anche per gli investimenti effettuati nel 2019.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo money.it