Partita IVA inattiva, la chiusura d’ufficio passa dalla verifica di fatture e corrispettivi

Partita IVA inattiva chiusa d'ufficio anche in base ai dati di fatture elettroniche e corrispettivi telematici. Lo stabilisce il provvedimento pubblicato dall'Agenzia delle Entrate il 12 ottobre 2026

Partita IVA inattiva, la chiusura d'ufficio passa dalla verifica di fatture e corrispettivi

Partite IVA inattive per tre anni, la chiusura d’ufficio da parte dell’Agenzia delle Entrate si basa anche sui dati di fatture elettroniche e corrispettivi.

Ad aggiornare le regole che determinano la cessazione delle partite IVA che non risultano in attività è il provvedimento pubblicato il 12 ottobre 2026.

In revisione anche le regole per la riattivazione, con un doppio binario per le richieste entro o dopo 60 giorni dalla comunicazione del Fisco.

Partite IVA, fatture e corrispettivi come radar per la chiusura d’ufficio

L’Agenzia delle Entrate può procedere alla chiusura d’ufficio delle partite IVA relative a soggetti che, sulla base dei dati a propria disposizione, risultano non aver esercitato nei tre anni precedenti attività d’impresa, artistiche o professionali.

La norma è contenuta nell’articolo 35, comma 15-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dall’articolo 7-quater del 9 decreto-legge del 22 ottobre 2016, n. 193 e le regole operative dell’Agenzia delle Entrate si aggiornano alla luce dell’estensione del patrimonio informativo dell’Anagrafe tributaria.

Il provvedimento del 12 ottobre 2026 include tra i flussi monitorati ai fini della cessazioni d’ufficio quelli relativi a fatture elettroniche, corrispettivi telematici e versamenti effettuati tramite riscossione spontanea.

Nei controlli automatizzati entrano quindi i dati relativi alle operazioni poste in essere dal contribuente, nonché il comportamento seguito sul fronte dei pagamenti dovuti.

Il contribuente sarà avvisato della chiusura della partita IVA tramite PEC o, in alternativa, tramite raccomandata A/R all’indirizzo del domicilio fiscale.

L’avviso sarà inoltre sempre consultabile nel Cassetto Fiscale (sezione “L’Agenzia scrive”). Se il contribuente è una persona fisica, riceverà anche una notifica sull’App IO.

Partite IVA chiuse d’ufficio, doppio binario per la riattivazione

A cambiare è anche la procedura per richiedere la riattivazione.

La chiusura effettiva della partita IVA decorrerà dopo 60 giorni dall’invio della comunicazione di cessazione d’ufficio da parte dell’Agenzia delle Entrate (o dalla data in cui viene resa disponibile nell’area riservata, se la raccomandata/PEC non è stata consegnabile).

Se si ritiene che la chiusura sia ingiustificata, è possibile recarsi presso qualsiasi ufficio territoriale entro 60 giorni dalla notifica, mostrando prove e chiarimenti che attestino la reale operatività della partita IVA per bloccare la procedura di chiusura (e l’eventuale cancellazione del codice fiscale per le società/enti).

Successivamente, e quindi una volta chiusa la partita IVA, è sempre possibile rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per presentare una richiesta motivata di riattivazione, fornendo la documentazione necessaria. In caso di esito positivo delle verifiche da parte dell’ufficio, la partita IVA è riattivata con effetto retroattivo, dalla data di apertura originaria.

Per ulteriori dettagli si rimanda al provvedimento in allegato.

Agenzia delle Entrate - provvedimento del 12 ottobre 2026
Chiusura d’ufficio della partita IVA, le nuove regole operative dell’Agenzia delle Entrate