Dipendenti Alitalia: nel giorno della protesta al MEF arriva la firma con Lufthansa

Tommaso Gavi - Pubblica Amministrazione

Ieri, 25 maggio 2023, presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze si è svolta una protesta dei lavoratori di Alitalia in cassa integrazione. Le assunzioni e la CIGS al centro delle richieste dei manifestanti, spiegate ai microfoni di Informazione Fiscale. Nello stesso giorno è arrivata la firma dell'accordo con Lufthansa

Dipendenti Alitalia: nel giorno della protesta al MEF arriva la firma con Lufthansa

Sono tornati a protestare i dipendenti di Alitalia al momento in cassa integrazione. Ieri, 25 maggio 2023, a partire dalle 10.00 si è svolta una manifestazione per la tutela dei diritti dei quasi 3.800 dipendenti del gruppo Alitalia e Cityliner in AS.

In protesta diverse sigle sindacali: USB, Cub Trasporti e Navaid.

L’obiettivo della manifestazione è stato quello di ottenere un confronto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, per chiedere il rispetto degli accordi e la proroga della cassa integrazione, CIGS, per il tempo necessario alle operazioni che rientrano nel piano industriale di cessione di una quota di ITA a Lufthansa.

Nello stesso giorno il Ministro Giorgetti ha firmato l’accordo con il Ceo di Deutsche Lufthansa, Carsten Sphor.

Come si legge nel comunicato stampa diffuso dal MEF il 25 maggio:

“Questi risultati consentiranno la crescita e il rinnovo della flotta, che a fine 2027 conterà su 94 aeromobili rispetto ai 71 attuali, con un’età media di cinque anni, e garantirà l’ottimizzazione dei consumi e dell’impatto ambientale. L’organico, per il quale è prevista quest’anno una crescita fino a 4.300 dipendenti per effetto delle 1.200 assunzioni in corso di finalizzazione, salirà a oltre 5.500 unità al termine del Piano.”

Dipendenti Alitalia, la protesta al MEF e la firma dell’accordo con Lufthansa

Al centro della nuova protesta di ieri, 25 maggio 2023, dei dipendenti dell’ex-compagnia di bandiera Alitalia ci sono due temi, le assunzioni con il passaggio a Ita Airways e la cassa integrazione.

Due punti centrali per il destino dei quasi 3.800 dipendenti e delle loro famiglie.

La richieste dei manifestanti, in protesta davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono sintetizzate nel comunicato stampa del 24 maggio,, pubblicato sul sito dell’USB:

  • riallineamento dell’integrazione al reddito all’80 per cento come previsto per tutto il personale del trasporto aereo, tenuto conto della capienza dichiarata dagli stessi organismi del FSTA;
  • proroga della cigs per gli anni necessari a coprire il piano industriale in via di approvazione tenuto conto dell’imminente cessione di una quota minoritaria di ITA a Lufthansa;
  • cessazione dell’attuale gestione clientelare e discriminatoria delle assunzioni da parte di ITA, avvio del programma di assunzioni dal bacino dei cassaintegrati con criteri oggettivi, trasparenti e imparziali tenuto conto di lavoratori e lavoratrici fragili;
  • definitiva soluzione per l’assurda ripetizione da parte di INPS degli importi elargiti come ammortizzatori sociali per i lavoratori reintegrati per licenziamento illegittimo.

Un nodo centrale è dunque quello delle assunzioni degli ex-dipendenti di Alitalia che non sono stati assunti nuovamente nel passaggio a Ita Airways. Rispetto alle promesse originarie il nuovo piano ha quasi dimezzato gli ingressi. Inoltre il personale assunto richiederebbe una specifica preparazione, con l’impiego di risorse pubbliche.

Sul tema, nella stessa giornata di ieri, è arrivata l’ufficialità sulla firma dell’accordo con Lufthansa.

A renderlo noto è lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il comunicato stampa numero 84 del 25 maggio.

La firma è arrivata dopo l’incontro tra il ministro Giancarlo Giorgetti e Ceo di Deutsche Lufthansa, Carsten Sphor.

Il piano industriale per rilevarne una quota di minoranza prevede una crescita di ricavi di 2,5 miliardi di euro attesi per quest’anno e 4,1 miliardi di euro previsti nel 2027.

Dopo la firma tale accordo sarà al vaglio della Corte dei Conti e poi notificato alla direzione generale concorrenza della Commissione europea.

Come sottolineato nel comunicato stampa del MEF:

“L’organico, per il quale è prevista quest’anno una crescita fino a 4.300 dipendenti per effetto delle 1.200 assunzioni in corso di finalizzazione, salirà a oltre 5.500 unità al termine del Piano.”

Si attendono gli sviluppi sulla questione, soprattutto sull’eventuale reintegro dei lavoratori ex-Alitalia.

Un’altra questione di notevole importanza è la cassa integrazione. L’erogazione delle risorse a disposizione dei lavoratori è in ritardo, situazione che crea notevoli difficoltà per le famiglie. L’importo è stato ridotto dall’80 per cento al 60 per cento e i pagamenti sono in attesa da oltre 5 mesi.

Manca inoltre la copertura del periodo relativo alle operazioni per la cessione di parte di Ita Airways a Lufthansa.

Alcuni manifestanti hanno esposto le ragioni della protesta e le richieste al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.

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Accordo Ita-Lufthansa, le dichiarazioni di Giorgetti

Nel comunicato stampa del 25 maggio sono riportate anche le dichiarazioni del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e del Ceo di Deutsche Lufthansa, Carsten Sphor.

Dopo la firma il ministro Giorgetti ha messo in evidenza quanto di seguito riportato:

“Oggi si chiude un percorso che ha contraddistinto la storia della compagnia di bandiera nazionale con la prospettiva di integrazione con un importante vettore europeo. Con questo governo si scioglie oggi un nodo che da trent’anni condiziona il mercato del trasporto aereo in Italia. Siamo convinti che questa decisione permetterà al mercato aereo di svilupparsi nell’interesse dell’Italia.”

Intanto gli ex-dipendenti di Alitalia cercano rassicurazioni sul reintegro nel personale della nuova compagnia. Il tavolo di confronto tra Ministro dell’Economia e sindacati si fa attendere.

Sono tornati a protestare i dipendenti di Alitalia al momento in cassa integrazione. Ieri, 25 maggio 2023, a partire dalle 10.00 si è svolta una manifestazione per la tutela dei diritti dei quasi 3.800 dipendenti del gruppo Alitalia e Cityliner in AS.

In protesta diverse sigle sindacali: USB, Cub Trasporti e Navaid.

L’obiettivo della manifestazione è stato quello di ottenere un confronto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, per chiedere il rispetto degli accordi e la proroga della cassa integrazione, CIGS, per il tempo necessario alle operazioni che rientrano nel piano industriale di cessione di una quota di ITA a Lufthansa.

Nello stesso giorno il Ministro Giorgetti ha firmato l’accordo con il Ceo di Deutsche Lufthansa, Carsten Sphor.

Come si legge nel comunicato stampa diffuso dal MEF il 25 maggio:

“Questi risultati consentiranno la crescita e il rinnovo della flotta, che a fine 2027 conterà su 94 aeromobili rispetto ai 71 attuali, con un’età media di cinque anni, e garantirà l’ottimizzazione dei consumi e dell’impatto ambientale. L’organico, per il quale è prevista quest’anno una crescita fino a 4.300 dipendenti per effetto delle 1.200 assunzioni in corso di finalizzazione, salirà a oltre 5.500 unità al termine del Piano.”

Dipendenti Alitalia, la protesta al MEF e la firma dell’accordo con Lufthansa

Al centro della nuova protesta di ieri, 25 maggio 2023, dei dipendenti dell’ex-compagnia di bandiera Alitalia ci sono due temi, le assunzioni con il passaggio a Ita Airways e la cassa integrazione.

Due punti centrali per il destino dei quasi 3.800 dipendenti e delle loro famiglie.

La richieste dei manifestanti, in protesta davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono sintetizzate nel comunicato stampa del 24 maggio,, pubblicato sul sito dell’USB:

  • riallineamento dell’integrazione al reddito all’80 per cento come previsto per tutto il personale del trasporto aereo, tenuto conto della capienza dichiarata dagli stessi organismi del FSTA;
  • proroga della cigs per gli anni necessari a coprire il piano industriale in via di approvazione tenuto conto dell’imminente cessione di una quota minoritaria di ITA a Lufthansa;
  • cessazione dell’attuale gestione clientelare e discriminatoria delle assunzioni da parte di ITA, avvio del programma di assunzioni dal bacino dei cassaintegrati con criteri oggettivi, trasparenti e imparziali tenuto conto di lavoratori e lavoratrici fragili;
  • definitiva soluzione per l’assurda ripetizione da parte di INPS degli importi elargiti come ammortizzatori sociali per i lavoratori reintegrati per licenziamento illegittimo.

Un nodo centrale è dunque quello delle assunzioni degli ex-dipendenti di Alitalia che non sono stati assunti nuovamente nel passaggio a Ita Airways. Rispetto alle promesse originarie il nuovo piano ha quasi dimezzato gli ingressi. Inoltre il personale assunto richiederebbe una specifica preparazione, con l’impiego di risorse pubbliche.

Sul tema, nella stessa giornata di ieri, è arrivata l’ufficialità sulla firma dell’accordo con Lufthansa.

A renderlo noto è lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il comunicato stampa numero 84 del 25 maggio.

La firma è arrivata dopo l’incontro tra il ministro Giancarlo Giorgetti e Ceo di Deutsche Lufthansa, Carsten Sphor.

Il piano industriale per rilevarne una quota di minoranza prevede una crescita di ricavi di 2,5 miliardi di euro attesi per quest’anno e 4,1 miliardi di euro previsti nel 2027.

Dopo la firma tale accordo sarà al vaglio della Corte dei Conti e poi notificato alla direzione generale concorrenza della Commissione europea.

Come sottolineato nel comunicato stampa del MEF:

“L’organico, per il quale è prevista quest’anno una crescita fino a 4.300 dipendenti per effetto delle 1.200 assunzioni in corso di finalizzazione, salirà a oltre 5.500 unità al termine del Piano.”

Si attendono gli sviluppi sulla questione, soprattutto sull’eventuale reintegro dei lavoratori ex-Alitalia.

Un’altra questione di notevole importanza è la cassa integrazione. L’erogazione delle risorse a disposizione dei lavoratori è in ritardo, situazione che crea notevoli difficoltà per le famiglie. L’importo è stato ridotto dall’80 per cento al 60 per cento e i pagamenti sono in attesa da oltre 5 mesi.

Manca inoltre la copertura del periodo relativo alle operazioni per la cessione di parte di Ita Airways a Lufthansa.

Alcuni manifestanti hanno esposto le ragioni della protesta e le richieste al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.

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Accordo Ita-Lufthansa, le dichiarazioni di Giorgetti

Nel comunicato stampa del 25 maggio sono riportate anche le dichiarazioni del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e del Ceo di Deutsche Lufthansa, Carsten Sphor.

Dopo la firma il ministro Giorgetti ha messo in evidenza quanto di seguito riportato:

“Oggi si chiude un percorso che ha contraddistinto la storia della compagnia di bandiera nazionale con la prospettiva di integrazione con un importante vettore europeo. Con questo governo si scioglie oggi un nodo che da trent’anni condiziona il mercato del trasporto aereo in Italia. Siamo convinti che questa decisione permetterà al mercato aereo di svilupparsi nell’interesse dell’Italia.”

Intanto gli ex-dipendenti di Alitalia cercano rassicurazioni sul reintegro nel personale della nuova compagnia. Il tavolo di confronto tra Ministro dell’Economia e sindacati si fa attendere.

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