Congedo di paternità: si ha diritto a 10 giorni con la nuova direttiva UE

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Congedo di paternità: i padri hanno diritto a 10 giorni con la nuova direttiva UE, approvata a Bruxelles il 4 aprile e pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il 12 luglio. Gli stati membri avranno a disposizione 3 anni per adeguarsi: oggi in Italia sono previsti 5 giorni, più uno in sostituzione della madre.

Congedo di paternità: si ha diritto a 10 giorni con la nuova direttiva UE

Congedo di paternità: i padri hanno diritto a 10 giorni di astensione dal lavoro con la nuova direttiva UE, che è stata approvata a Bruxelles il 4 aprile e pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 12 luglio 2019.

Gli stati membri hanno tre anni a disposizione per adeguarsi: in Italia la Legge di Bilancio per il 2019 ha concesso ai papà fino 5 giorni, più uno in sostituzione della madre.

Il testo, approvato con 490 voti a favore, 82 contrari e 48 astensioni, entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e introduce anche cinque giorni all’anno di assistenza a parenti anziani o malati per allineare, anche su questo, gli stati membri.

Incrementare le opportunità delle donne nel mercato del lavoro e rafforzare il ruolo del padre, o di un secondo genitore equivalente, nelle famiglie: questo l’obiettivo della direttiva che porta gli Stati membri sulla strada della parità di genere con un gioco di contrappesi.

Congedo di paternità: si ha diritto a 10 giorni con la nuova direttiva UE

Piena soddisfazione nelle parole del relatore maltese David Casa, come si legge nel comunicato stampa diffuso dal Parlamento Europeo subito dopo l’approvazione.

“Le donne hanno sofferto a causa della mancanza di parità, che ha portato a differenze di retribuzione e a un divario pensionistico. Ora saranno sostenute per entrare nel mercato del lavoro e raggiungere il loro pieno potenziale, mentre i padri avranno un ruolo più importante nell’educazione dei loro figli. Questa direttiva va anche a vantaggio dei familiari che si occupano di una generazione più anziana. È positiva per gli uomini, le donne, le famiglie e l’economia”.

Secondo quanto stabilito dalla direttiva UE, il padre o il secondo genitore equivalente, se riconosciuto dalla legislazione nazionale, ha diritto ad almeno 10 giorni lavorativi di congedo di paternità retribuito nel periodo della nascita o del parto del feto morto.

Spetta, poi, agli Stati membri stabilire il periodo di tempo entro il quale il congedo di paternità debba essere fruito e le modalità per farlo: a tempo parziale, a periodi alternati o in altri modi flessibili.

Il congedo dovrà essere pagato non meno dell’indennità di malattia. E inoltre, si riconosce il diritto ad ogni genitore di usufruire di 4 mesi di congedo, di cui due non trasferibili all’altro, come è scritto nel testo di legge concordato informalmente tra i ministri UE:

“Poiché la maggior parte dei padri non si avvale del diritto al congedo parentale o trasferisce una parte considerevole di tale diritto alle madri, la presente direttiva estende da uno a due mesi il periodo minimo di congedo parentale non trasferibile da un genitore all’altro al fine di incoraggiare i padri a fruire del congedo parentale, pur mantenendo il diritto di ciascun genitore ad almeno quattro mesi di congedo parentale come previsto dalla direttiva 2010/18/UE.
[...]
In tal modo, si promuove e agevola inoltre il reinserimento delle madri nel mondo del lavoro dopo il congedo di maternità e parentale”.

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Parlamento e Consiglio Europeo - Direttiva UE 2019/1158 del 20 giugno 2019
Direttiva UE 2019/1158 relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio.

Congedo di paternità 2019: come funziona oggi e cosa cambia

Il congedo di paternità è una questione di diritti, degli uomini e delle donne. E in Italia fa sempre molto discutere. Anche quest’anno prima dell’approvazione della Legge di Bilancio, che avrebbe stabilito le regole da applicare al 2019, si è acceso il dibattito.

Con passi, lenti e brevi, la penisola si sta già muovendo nella direzione indicata dall’Europa:

  • la Legge di Bilancio del 2017 aveva previsto in via sperimentale, per le nascite del 2018, l’aumento del congedo obbligatorio da due a quattro giorni, più uno in sostituzione della madre;
  • la Legge di Bilancio del 2018 ha portato il congedo parentale a 5 giorni, più uno in sostituzione della madre;
  • entro il 2022 come gli altri stati UE dovrà approvare una norma per recepire la direttiva con le nuove regole.

Nei mesi che hanno preceduto la definizione della Manovra, un gruppo di alcuni professori universitari e rappresentanti di associazioni con una petizione aveva chiesto proprio un congedo di paternità di 10 giorni.

E se in casa i papà non sono stati accontentati, ad accogliere la loro richiesta ci ha pensato l’Europa. Bisogna solo attendere ancora un po’ perché il nuovo congedo concesso ai padri diventi operativo.

Dall’UE, inoltre, arriva un segnale anche sulla conciliazione tra professione e vita di famiglia: i genitori e i prestatori di assistenza che lavorano potranno richiedere modalità di lavoro adattabili, quando possibile, ricorrendo al lavoro a distanza o a orari flessibili.

E i datori di lavoro, nell’esaminare le richieste, potranno tener conto non solo delle proprie risorse, ma anche delle esigenze specifiche di un genitore di figli con disabilità, o una malattia di lunga durata, e dei genitori soli.

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