Pensioni: a giugno ci saranno ritardi sull’erogazione degli assegni, ma non per tutti

Guendalina Grossi - Pensioni

A giugno l'INPS inizierà ad erogare gli assegni previdenziale ai contribuenti, ma non tutti li riceveranno lo stesso giorno. Vediamo perché.

Pensioni: a giugno ci saranno ritardi sull'erogazione degli assegni, ma non per tutti

L’INPS a giugno inizierà ad erogare gli assegni previdenziali ai contribuenti, ma non tutti riceveranno la pensione allo stesso momento.

Questo perché dal calendario di pagamento delle pensioni pubblicato dall’INPS, è emerso che il mese di giugno 2019 prevede una particolarità.

In pratica il primo giugno è sabato, infatti, è possibile che alcuni pensionati non ricevano l’assegno in quel giorno, ma che dovranno attendere fino a lunedì 3 giugno.

Ma questa non è l’unica novità riguardante il tema delle pensioni, da quanto riportato dal Sole 24 Ore infatti pare che i dipendenti pubblici che decideranno di andare in pensione anticipata con quota 100, per il momento non potranno beneficiare di un anticipo sulla liquidazione.

Pensioni ultime novità: il primo giugno arriveranno gli assegni ma non per tutti

Da quanto è emerso dal calendario pubblicato dall’INPS, pare che non tutti i contribuenti riceveranno gli assegni il primo giugno.

Questo perché il primo giugno è sabato ed è possibile quindi che alcuni pensionati non ricevano l’assegno in quel giorno, ma che dovranno attendere fino a lunedì 3 giugno.

Quindi i pensionati che ritireranno la pensione alle poste potranno ricevere l’assegno il primo giorno del mese, quelli che invece ritireranno la pensione in banca dovranno attendere lunedì 3 giugno 2019.

Il ritardo è dovuto quindi semplicemente al calendario, che obbligherà alcuni pensionati ad aspettare alcuni giorni prima di vedersi erogare l’assegno pensionistico.

Ricordiamo inoltre che dal mese di giugno inizieranno anche i tagli alle pensioni che superano i 100.000 euro lordi annui.

Pensioni ultime novità: nessuna possibilità di anticipo sulla liquidazione per i dipendenti pubblici che andranno in pensione anticipata

Un’altra novità sul tema delle pensioni riguarda l’impossibilità, almeno per ora, di ricevere un anticipo sulla liquidazione per i dipendenti pubblici che decideranno di andare in pensione anticipata.

Questo perché la legge che ha previsto un anticipo finanziario bancario fino a 45 mila euro sulla liquidazione deve essere reso ufficiale da un decreto ministeriale (Economia e Funzione Pubblica) che ancora però non è stato pubblicato.

Il termine per l’uscita del decreto era fissato per oggi, ma per il momento ancora non è uscito nulla.

Solamente dopo la pubblicazione del decreto ministeriale potrà essere perfezionata una convenzione con l’Abi, cui i tecnici e diverse banche stanno lavorando da settimane.

Si ricorda che se il decreto non uscirà prima del 1° agosto 2019, ovvero prima dell’uscita anticipata dei dipendenti pubblici dal mondo del lavoro, il Tfs continuerebbe ad essere pagato ai pensionati in scaglio diversi con un posticipo di 12 e 24 mesi.

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