Pensione di reversibilità 2022: a chi spetta? Requisiti, domanda e novità sull’importo

Vanda Soranna - Pensioni

Pensione di reversibilità 2022: a chi spetta e come fare domanda INPS? Facciamo il punto dei requisiti necessari per ottenere la pensione ai superstiti, con un focus sulle regole per il calcolo dell'importo e sulle novità collegate alla riforma dell'IRPEF.

Pensione di reversibilità 2022: a chi spetta? Requisiti, domanda e novità sull'importo

Pensione di reversibilità 2022: di seguito l’analisi dei requisiti richiesti, per capire a chi spetta, come fare domanda INPS e le modalità di calcolo dell’importo riconosciuto.

Con oltre 220.000 assegni pagati nel 2021 ed un importo medio che, nel settore pubblico, si aggira intorno ai 1.100 euro al mese, la pensione di reversibilità si conferma ancora oggi un trattamento pensionistico molto diffuso in Italia soprattutto tra le donne.

Introdotta nel lontano 1939 per tutelare le mogli che, dopo la morte del marito, erano spesso prive di autonomi mezzi di sostentamento economico, la reversibilità è stata estesa negli anni anche a mariti e figli.

La pensione di reversibilità è riconosciuta oggi ai superstiti anche in caso di separazione, divorzio o unione civile alle condizioni previste dalla legge e si conferma come un trattamento economico di tipo previdenziale, perché collegato al pagamento dei contributi.

Vediamo in cosa consiste e quali sono le novità che riguardano i pagamenti del mese di marzo 2022.

Pensione di reversibilità 2022: cos’è e a chi spetta

Nel caso in cui il dante causa sia un soggetto già titolare di pensione, una percentuale dell’assegno continua ad essere erogato sotto forma di reversibilità al coniuge e ai figli.

Se il lavoratore non ha ancora maturato al momento della morte il diritto a pensione, ma è comunque un assicurato perché iscritto in una cassa di previdenza ed ha almeno 15 anni di contributi versati (780 settimanali), viene riconosciuto ai superstiti un assegno dello stesso tipo, chiamato più propriamente pensione indiretta.

Nel caso di assegno ordinario di invalidità, è richiesto il pagamento di almeno 260 contributi settimanali, di cui almeno 156 nei 5 anni precedenti il decesso.

Chi ha diritto alla pensione di reversibilità: i requisiti

La pensione di reversibilità dopo la morte spetta dunque al coniuge anche in caso di unione civile, al marito o alla moglie separati o divorziati, purché titolari di assegno divorzile.

Spetta, se presenti, ai figli minorenni a carico del genitore defunto o di qualunque età se inabili al lavoro.

Viene riconosciuta pro quota anche ai figli di maggiore età privi di reddito che frequentano una scuola o un corso professionale, fino al limite di 21 anni o fino a 26 se iscritti a corsi universitari.

Nel caso in cui manchino il coniuge o i figli, l’assegno può essere corrisposto ai genitori a carico, che abbiano compiuto 65 anni di età e che non siano titolari già di pensione. Spetta infine ai fratelli celibi e alle sorelle nubili a carico, se inabili al lavoro e sprovvisti di pensione.

Pensione di reversibilità 2022 anche al coniuge separato senza mantenimento

La circolare INPS n. 185 del 18 novembre 2015 ha stabilito il diritto del coniuge alla reversibilità, anche in caso di separazione per colpa o addebito stabilito da sentenza passata in giudicato, ma soltanto se titolare di assegno di mantenimento.

La più recente circolare INPS del 1° febbraio 2022, n.19, ha tuttavia recepito un diverso orientamento giurisprudenziale (sentenza Cassazione 2606/2018 e 7464/2019) ed ha equiparato, a decorrere da febbraio di quest’anno, il coniuge separato con addebito ma senza alimenti al coniuge superstite.

Si ha diritto alla pensione di reversibilità, dunque, anche in mancanza di assegno di mantenimento.

Nel caso di presenza di un nuovo coniuge, anche il coniuge divorziato può ottenere una quota dell’assegno di reversibilità ma deve rivolgersi al giudice per il riconoscimento dell’importo.

Quando si perde il diritto alla pensione di reversibilità

La reversibilità non spetta in caso di coppia di fatto o coniuge che contrae nuove nozze (in questo caso, viene liquidata una somma una tantum pari a due mensilità).

Si perde il diritto all’assegno, in tutto o in parte, quando i figli compiono i 18, 21 o 26 anni e completano gli studi, oppure quando iniziano a lavorare e percepiscono un reddito annuo superiore al trattamento minimo di pensione, maggiorato del 30 per cento.

Infine, l’assegno di reversibilità non viene pagato ai genitori che non hanno ancora compiuto 65 anni oppure ai fratelli o sorelle del defunto che non siano a carico, che siano già titolari di pensione o abili al lavoro.

Pensione di reversibilità 2022: come fare domanda INPS

Il pagamento avviene nel mese successivo alla morte ma è necessario che il coniuge presenti un’apposita domanda, attraverso l’area dedicata del sito INPS o un intermediario.

Da ottobre 2021, l’INPS ha messo a disposizione sul sito www.inps.it una domanda di reversibilità precompilata.

Il coniuge superstite, in caso di morte viene avvisato con sms della possibilità di trasmettere la domanda precompilata e se necessario, può integrare la documentazione mancante:

  • il codice fiscale e il documento di identità del richiedente,
  • il certificato o l’autocertificazione di morte e matrimonio,
  • la dichiarazione reddituale,
  • l’eventuale sentenza di separazione o divorzio e il certificato di frequenza scolastica dei figli.

Pensione di reversibilità 2022: come si calcola l’importo

L’importo della pensionne di reversibilità viene fissato partendo dalla pensione già maturata dal coniuge e calcolando una percentuale che varia secondo il grado di parentela e il numero dei figli:

  • 60 per cento al coniuge;
  • 80 per cento al coniuge con un figlio o a due figli in assenza del coniuge;
  • 100 per cento al coniuge in presenza di due o più figli;
  • 15 per cento agli altri familiari.

La somma viene però diminuita, se il coniuge superstite lavora o ha comunque redditi superiori a tre volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione.

L’allegato 1 alla circolare INPS 33 del 28.02.2022 riporta la tabella aggiornata del cumulo delle pensioni ai superstiti con i redditi del beneficiario sulla base dell’indice di perequazione definitivo per il 2022 pari all’1,9 per cento.

Il taglio è graduale e corrisponde:

  • al 25 per cento, in caso di reddito compreso tra 20.489,82 e 27.319,76 euro;
  • al 40 per cento per redditi fino a 34.149,70 euro;
  • al 50 per cento per redditi superiori a cinque volte il trattamento minimo.

Le riduzioni non si applicano nel caso di reddito che non supera i 20.489,82 euro e se nel nucleo familiare sono presenti figli minori, studenti o inabili.

Pensione di reversibilità: aumento degli importi nel 2022

La Legge di Bilancio 2022 (legge 234/2021) ha introdotto nuove aliquote e detrazioni IRPEF che incidono positivamente sull’importo della pensione di reversibilità.

Alcune stime hanno verificato che, in linea generale, in presenza di scaglioni di reddito più o meno elevati, si pagano quest’anno meno tasse ed aumentano gli importi delle pensioni, anche di reversibilità.

A marzo 2022 saranno pertanto pagati:

  • l’adeguamento del calcolo mensile alla nuova tassazione, sia rispetto alle nuove aliquote IRPEF che alle nuove detrazioni per reddito;
  • il conguaglio relativo alla differenza dell’IRPEF netta mensile già trattenuta nei primi due mesi dell’anno.

Un aumento dell’assegno deriverà anche dall’applicazione alle pensioni della percentuale di variazione per la perequazione pari all’1,7 per cento e decisa dal DM 17 novembre 2021.

Come indicato nella circolare n. 33 del 28 febbraio 2022, sulle pensioni di marzo saranno pagati gli arretrati da gennaio 2022, visto che sui pagamenti dei primi due mesi dell’anno era stato applicato un indice provvisorio pari all’1,6 per cento.

La rivalutazione varierà secondo le fasce di reddito e corrisponderà al:

  • 100 per cento per le pensioni fino al 4 volte il minimo;
  • al 90 per cento per le pensioni tra 4 e 5 volte il minimo;
  • al 75 per cento per le pensioni oltre 5 volte il minimo (524,35 euro al mese per il 2022 - tabella B allegato 1 Circolare 33 del 29 febbraio 2022).

La pensione di reversibilità è infine cumulabile con la pensione di vecchiaia.

Se il reddito derivante dalla reversibilità supera però il limite di 6.085,43 euro annui, il trattamento preclude il diritto all’assegno sociale e concorre a determinare il reddito utile per il riconoscimento del reddito di cittadinanza, con il quale è compatibile.

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