Assegno unico: rinnovo dell’ISEE entro il 28 febbraio 2023

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Chi intende continuare a beneficiare dell'assegno unico nel corso dell'anno dovrà rinnovare l’ISEE entro il 28 febbraio. Senza una DSU aggiornata al 2023 l’INPS erogherà solamente l'importo minimo. C’è comunque tempo fino al 30 giugno per aggiornare l’ISEE e ricevere gli arretrati

Assegno unico: rinnovo dell'ISEE entro il 28 febbraio 2023

La Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) aggiornata va presentata entro il 28 febbraio 2023 per continuare a beneficiare dell’importo dell’assegno unico spettante.

La somma erogata dall’INPS, infatti, è determinata sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) del nucleo familiare.

Senza il valore ISEE aggiornato al 2023 l’assegno unico sarà erogato con importo minimo, cioè 50 euro per ogni figlio.

Ad ogni modo, è possibile inviare la DSU aggiornata fino al 30 giugno 2023 e ricevere gli importi arretrati da marzo.

Le maggiorazioni previste dalla Legge di Bilancio 2023, invece, saranno erogate automaticamente a chi ne ha diritto a partire dalla mensilità di febbraio.

L’INPS ricorda che chi già beneficia della prestazione non dovrà ripresentare la domanda per il 2023, ma soltanto la DSU aggiornata.

Assegno unico: rinnovo dell’ISEE entro il 28 febbraio 2023

Lo scorso 31 dicembre è scaduta la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) 2022 e pertanto tutti coloro che beneficiano di prestazioni collegate al modello ISEE dovranno aggiornare i valori al 2023.

Questo è il caso anche dei beneficiari dell’assegno unico e universale, la prestazione INPS per sostenere le famiglie con i figli a carico fino a 21 anni d’età (senza limiti di età per figli con disabilità).

Per continuare a ricevere l’importo spettante, i soggetti interessati devono rinnovare l’ISEE entro il 28 febbraio 2023.

La somma erogata dall’INPS, infatti, viene determinata proprio sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare in corso di validità.

Senza una DSU aggiornata (o per valori ISEE oltre 40.000 euro), l’INPS erogherà l’assegno con importo minimo, cioè 50 euro per ogni figlio.

Chi presenta la domanda per l’assegno unico a gennaio o febbraio riceverà la prestazione a partire dal mese di marzo.

C’è comunque tempo fino al 30 giugno 2023 per aggiornare l’ISEE. Per le domande presentate entro questa data, infatti, l’importo spetta con tutti gli arretrati dal mese di marzo.

Per le richieste presentate oltre il 30 giugno, invece, l’assegno sarà erogato a partire dal mese successivo e sarà determinato sulla base dell’ISEE al momento della domanda.

L’INPS tramite la circolare n. 132 dello scorso dicembre ha ricordato che, per tutti i soggetti che hanno inviato la domanda da gennaio 2022 a febbraio 2023, la prestazione sarà rinnovata automaticamente senza la necessità di ripresentare la richiesta.

Questi dovranno solamente aggiornare la DSU e revisionare la richiesta in caso di cambiamenti della situazione familiare (nuove nascite ecc.). La richiesta va presentata solamente da chi accede alla prestazione per la prima volta o non ha una richiesta in corso di validità.

Assegno unico: le maggiorazioni della Legge di Bilancio 2023 saranno erogate automaticamente da febbraio

L’INPS, inoltre, tramite il comunicato stampa del 30 dicembre, ha annunciato che gli assegni con l’importo maggiorato, così come previsto dalla Legge di Bilancio, saranno erogati a partire dalla mensilità di febbraio.

La Manovra 2023, infatti, ha stabilito degli aumenti per l’importo dell’assegno unico per le famiglie con figli di età inferiore a un anno e per i nuclei familiari molto numerosi, con tre o più figli a carico, di cui almeno sotto i 3 anni. Nello specifico, l’importo dell’assegno viene aumentato del 50 per cento per:

  • i nuclei familiari con figli di età inferiore a 1 anno, da applicare agli importi spettanti secondo le fasce ISEE di riferimento;
  • i nuclei familiari numerosi, con tre o più figli a carico e un valore ISEE sotto i 40.000 euro. In questo caso l’importo aumenta del 50 per cento per ogni figlio sotto i 3 anni.

Per i nuclei con almeno 4 figli, inoltre, viene aumentata del 50 per cento anche la maggiorazione forfettaria, che passa da 100 a 150 euro mensili, mentre per le famiglie con figli disabili saranno erogati a regime gli aumenti riconosciuti nel corso del 2022.

Gli aumenti previsti per le famiglie in possesso dei requisiti, dunque, saranno erogati automaticamente, senza necessità di presentare una specifica domanda, a partire dalla mensilità di febbraio 2023.

Non c’è ancora l’ufficialità sugli importi definitivi, che come specificato dall’Istituto saranno comunicati tramite un’apposita circolare in modo da tenere conto anche della rivalutazione legata all’aumento del costo della vita, la quale verrà determinata entro la metà di gennaio da un decreto ministeriale.

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