Busta arancione INPS anche per gli statali

Alessio Mauro - Pensioni

Statali, busta arancione INPS in arrivo entro il 31 dicembre 2018. Con l'invio dell'Estratto contro contributivo sarà possibile verificare i contributi pagati e richiedere eventuali variazioni.

Busta arancione INPS anche per gli statali

Pioggia di buste arancioni INPS in arrivo per gli statali per la simulazione della pensione futura.

Il servizio di simulazione sarà esteso a 500.000 nuovi dipendenti pubblici entro il 31 dicembre 2018 ma sarà accompagnato da un’altra operazione altrettanto importante.

L’INPS sta effettuando l’invio dell’estratto dei contributi a circa 128.000 statali e nello specifico a tutti gli iscritti che hanno avuto almeno un periodo di iscrizione alla CPI (Cassa Pensioni Insegnanti).

Si tratta di un’operazione importante e delicata perché a partire dal 1° gennaio 2019 questi dovranno pagare personalmente il costo per vedersi valorizzato il periodo di contribuzione caduto in prescrizione qualora non vi abbia provveduto il datore di lavoro.

Attraverso la consultazione dell’Estratto Conto Contributivo INPS sarà quindi possibile per i dipendenti pubblici ex Inpdap inoltrare richieste di variazione della posizione assicurativa (RVPA), cioè far rilevare le inesattezze ed errori e chiedere l’inserimento, la modifica o la cancellazione di un periodo.

L’operazione di invio della busta arancione INPS per i dipendenti pubblici, inoltre, aprirà le porte ad un nuovo servizio rivolto agli statali: entro il 31 dicembre 2018 il servizio “La Mia Pensione Futura” sarà esteso ad un primo gruppo di 500.000 dipendenti pubblici appartenenti agli enti locali.

Statali, in arrivo la busta arancione INPS

È stato l’INPS, nel corso della conferenza stampa organizzata a Roma il 13 novembre 2018, a presentare il progetto di sistemazione dell’estratto contributivo dei dipendenti pubblici.

Sarà questo il progetto che consentirà, entro la fine dell’anno, l’apertura del servizio online “La mia pensione futura” a un primo gruppo di 500.000 dipendenti pubblici appartenenti agli enti locali e, successivamente, a tutti i restanti contribuenti.

Grazie alla busta arancione INPS, operazione avviata negli scorsi anni e che riprenderà il via entro la fine dell’anno, sarà possibile non solo simulare l’importo della propria pensione futura ma anche controllare l’Estratto Conto Contributivo.

La comunicazione sarà inviata quasi in tutti i casi a mezzo PEC, tramite mail oppure al datore di lavoro che dovrà successivamente trasmetterla all’interessato.

Soltanto gli iscritti anche per un solo anno alla CPI (Cassa Pensioni Insegnanti) riceveranno la comunicazione cartacea tramite posta: in ballo c’è il riscatto dei contributi INPS prescritti.

Estratto Conto contributi CPI prescritti: in arrivo la lettera INPS

Come sopra anticipato, l’INPS sta provvedendo all’invio dell’Estratto Conto cartaceo a circa 128.000 iscritti che abbiano avuto almeno un periodo di iscrizione alla CPI (Cassa Pensioni Insegnanti) con invito a consultare l’Estratto Conto e inoltrare eventuali Richieste di Variazione della Posizione Assicurativa (RVPA).

Il motivo del trattamento privilegiato riservato agli iscritti alla CPI si collega direttamente a quanto previsto dalla circolare INPS n. 169/2017 in merito alla disciplina della prescrizione dei contributi per le gestioni pubbliche ed i suoi effetti.

Dalla prescrizione sono esclusi gli insegnanti delle scuole primarie paritarie, gli insegnanti degli asili eretti in enti morali e delle scuole dell’infanzia comunali, iscritti alla Cassa Pensioni Insegnanti (CPI).

In tal caso e nell’ipotesi di prescrizione dei contributi, il datore di lavoro può pagare il costo della rendita vitalizia ma, nel caso in cui il datore di lavoro non vi provveda, è direttamente il lavoratore che dovrà pagare l’onere per vedersi valorizzato il periodo sulla posizione assicurativa.

Proprio per questo l’INPS riserva un particolare riguardo a queste situazioni, tenuto conto che in molti casi saranno direttamente gli iscritti a dover pagare il costo per il riscatto dei periodi di contribuzione non versati.