SIISL, sparisce il decreto sull’obbligo di pubblicazione delle vacancy

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Prima caricato sul portale del Dipartimento per il Programma di Governo e poi cancellato: il decreto sull'obbligo di pubblicazione delle offerte di lavoro sul SIISL diventa un caso. Il motivo? La querelle relativa alle assunzioni dal 1° aprile al 30 novembre 2026

SIISL, sparisce il decreto sull'obbligo di pubblicazione delle vacancy

Il decreto sull’obbligo di pubblicazione delle offerte di lavoro sul SIISL diventa un caso.

Prima pubblicato sul sito del Dipartimento per il Programma di Governo, datato 5 ottobre 2026 e con in calce la firma autografa della Ministra del Lavoro Calderone, risulta ora eliminato dal database che raccoglie i provvedimenti attuativi.

Il motivo non è chiaro e, vale la pena notare, il decreto necessario per attuare la norma contenuta al comma 5, articolo 14 del DL n. 159/2025 risulta ancora adottato, ma manca il testo messo inizialmente a disposizione.

SIISL, decreto ritirato? A far discutere l’obbligo retroattivo per i bonus assunzione dal 1° aprile al 30 novembre 2026

La messa a disposizione del decreto attuativo per disciplinare l’obbligo di preventiva pubblicazione delle offerte di lavoro sul SIISL ai fini dell’accesso ai bonus per le assunzioni ha fatto sin da subito discutere.

Il motivo è legato alla disposizione, contenuta all’articolo 3 del testo pubblicato sul portale del Governo, che prevede la pubblicazione ex post per le assunzioni intercorse nel periodo transitorio.

Per le assunzioni effettuate dal 1° aprile e fino al 30 novembre, si prevede una procedura sperimentale: ai datori di lavoro e ai loro delegati autorizzati viene consentito inserire le offerte di lavoro anche successivamente all’assunzione.

Questa procedura consentirà di generare l’ ID Vacancy , il codice di 18 cifre da inserire nei flussi Uniemens per la fruizione dello sconto contributivo riconosciuto.

Dal testo del decreto attuativo datato 5 ottobre 2026 non è però chiarissimo se si tratti di un obbligo o di una facoltà.

Un punto che ha subito scatenato discussioni (e malumori) da parte degli addetti ai lavori, tanto da aver portato alla necessità di un chiarimento da parte del Ministero stesso.

Nessun obbligo retroattivo, parola di Vincenzo Caridi

Intervistato dai Consulenti del Lavoro, il Capo dipartimento politiche del lavoro e previdenziali del Ministero del Lavoro, Vincenzo Caridi, nello smentire l’adozione del decreto - evidenziando che il provvedimento è stato sì firmato ma non ancora pubblicato in via ufficiale - ha specificato che l’obbligo di pubblicazione delle posizioni vacanti vale dal 1° dicembre 2026.

Il decreto non è retroattivo, specifica Caridi: non saranno interessate dalle novità le assunzioni fino al 30 novembre 2026 e è prevista nessuna decadenza dai benefici già concessi e in corso di fruizione.

Sulla stessa linea il comunicato pubblicato dal Ministero in data 8 ottobre, che nell’annunciare la firma del decreto e la trasmissione dello stesso agli organi di controllo per la registrazione riporta quanto segue:

“Per le assunzioni effettuate nel periodo sperimentale, dal primo aprile al 30 novembre 2026, la pubblicazione resta facoltativa e le agevolazioni non si perdono. La posizione può comunque essere pubblicata anche dopo l’assunzione, ai fini della tracciabilità e del monitoraggio: in tal caso è archiviata automaticamente dal SIISL e non è visibile ai candidati. Per le assunzioni effettuate dal primo dicembre 2026, la pubblicazione deve essere preventiva o contestuale all’assunzione e l’identificativo della posizione deve essere indicato nel flusso UNIEMENS, secondo le istruzioni dell’INPS.”

Un’interpretazione che rassicura, ma che va controcorrente rispetto a quello che traspare dal decreto attuativo prima pubblicato e poi cancellato dal database ufficiale del Governo. E il testo che ha acceso il dibattito, è bene evidenziarlo, non era una “bozza”, ma un provvedimento che risultava formalmente adottato, firmato e liberamente consultabile da tutti.

A questo punto viene spontaneo chiedersi: le polemiche hanno portato a un passo indietro da parte del Ministero del Lavoro?

La domanda resta aperta, ma non sarebbe la prima volta che un provvedimento adottato in via ufficiale viene successivamente ritirato: è già successo nel 2025 in relazione ai bonus per le assunzioni di giovani under 35 e, anche in quel caso, erano stati i malumori di consulenti e imprese ad aver portato a un “correttivo ex post”.

Si resta quindi in attesa di novità, in relazione a un obbligo pensato per potenziare il SIISL e per migliorare le procedure di monitoraggio dei bonus contributivi che si sta trasformando in una telenovela.