FNC e CNDCEC: gli scenari futuri dell’IVA alla luce delle direttive UE

Guendalina Grossi - Commercialisti ed esperti contabili

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti e il CNDCEC hanno pubblicato un documento che analizza le tappe del percorso del nuovo sistema IVA 2022. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

FNC e CNDCEC: gli scenari futuri dell'IVA alla luce delle direttive UE

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti congiuntamente con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha pubblicato un documento che analizza le tappe del percorso per arrivare al nuovo sistema IVA 2022.

Il piano di azione sull’IVA, che dovrebbe condurre alla creazione di uno spazio unico europeo dell’imposta, è contenuto nella comunicazione della Commissione europea COM(2016) 148 del 7 aprile 2016.

Ma vediamo nel dettaglio quali informazioni sono state rilasciate dalla FNC e dal CNDCEC a proposito della riforma del sistema IVA 2022 e quali sono gli obiettivi che l’UE vuole raggiungere.

Riforma del sistema IVA 2022: gli obiettivi dell’UE

La FNC e il CNDCEC hanno pubblicato il documento intitolato “Gli scenari futuri dell’IVA alla luce delle direttive e delle proposte dell’UE”, nel quale si analizzano i vari step da seguire per arrivare alla riforma del sistema IVA.

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FNC e CNDCEC: gli scenari futuri dell’IVA alla luce delle direttive UE
Ecco il documento pubblicato dalla FNC e dal CNDCEC che offre un’analisi del percorso che condurrà al sistema IVA 2022 e, successivamente, a quello definitivo del tributo

Secondo l’Unione Europea, il sistema definitivo dell’IVA si dovrebbe basare sul principio dell’imposizione nel Paese di destinazione dei beni, con la conseguenza che le norme in base alle quali il fornitore riscuote l’imposta dal proprio cliente saranno estese alle operazioni transfrontaliere , superandosi l’attuale sistema in cui l’operazione è artificialmente frazionata in un’operazione attiva esente da imposta nel Paese del cedente (nel caso in cui si tratti di beni) e in un acquisto imponibile nello Stato del cessionario (sempre considerando un acquisto di beni).

La soluzione migliore sarebbe, dunque, quella di tassare le cessioni di beni tra imprese nell’UE allo stesso modo delle cessioni nazionali, ponendo rimedio in questo modo al grave difetto del sistema transitorio e, allo stesso tempo, mantenendo intatte le caratteristiche di fondo del sistema dell’IVA.

Riforma del sistema IVA 2022: le tappe legislative da seguire

Per realizzare l’obiettivo che l’UE si è preposta si dovranno seguire due tappe legislative.

La prima prevede che il nuovo principio di tassazione si applicherà, mediante l’implementazione dello strumento dello “sportello unico”, alle sole imprese che non siano certificate dalle rispettive amministrazioni fiscali (e che dovrebbero essere in minoranza), mentre le imprese “certificate dalle loro amministrazioni fiscali, continuerebbero ad essere debitrici dell’IVA per i beni acquistati da altri paesi dell’UE”, con conseguente agevole transizione al nuovo sistema.

La seconda, invece, consisterebbe nell’applicare la tassazione a tutte le cessioni transfrontaliere, in modo che tutte le cessioni di beni e servizi nel mercato unico, nazionali o transfrontaliere, vengano trattate allo stesso modo.

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