Caregiver e studenti: in arrivo l’esenzione per le tasse universitarie

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Il DdL Caregiver riceve il primo via libera dal Parlamento. Tra le novità in arrivo anche l’esonero dal pagamento delle tasse universitarie per gli studenti

Caregiver e studenti: in arrivo l'esenzione per le tasse universitarie

Non solo un bonus mensile da 400 euro e il riconoscimento normativo del ruolo, il DdL Caregiver prevede anche una misura di sostegno per gli studenti.

I caregiver che frequentano l’università potranno ottenere un esonero totale o parziale sul pagamento delle tasse di iscrizione.

Con l’approvazione da parte della Camera il 14 ottobre, il DdL Caregiver ha ricevuto il primo via libera. Ora il testo passa all’esame del Senato dove non dovrebbero arrivare sorprese.

Le novità, in particolare i bonus, partiranno verosimilmente dal 2027.

Caregiver e studenti: in arrivo l’esenzione per le tasse universitarie

Il disegno di legge proposto dalla Ministra Alessandra Locatelli sta per vedere la luce. Dopo il passaggio alla Camera l’approvazione del quadro delle tutele per i caregiver familiari è più vicina.

Tra le novità che trovano spazio nel testo spicca l’estensione della platea dei beneficiari del bonus caregiver, la tutela economica al via dal 2027 per chi assiste in via prevalente familiari non autosufficienti, ma non solo.

Il DdL Caregiver, infatti, rappresenta uno dei primi passi, dopo anni di attesa, per il riconoscimento della figura del “prestatore di cura”. Oltre al riconoscimento formale dell’attività ci sono anche altre novità in arrivo. Tra queste una forma di sostegno agli studenti universitari che si trovano a svolgere anche l’attività di caregiver.

Per loro il disegno di legge prevede l’esonero parziale o totale della tassa di iscrizione e dei contributi universitari.

Nello specifico, la nuova disposizione va a modificare la norma prevista all’articolo 9, comma 7, del decreto legislativo n. 68/2012. Tale norma prevede che le istituzioni e le università statali possono prevedere in autonomia, nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio e tenuto conto della condizione economica dello studente, un esonero totale o parziale dal pagamento di tasse e contributi universitari. Ad oggi questa possibilità esiste in favore di:

  • studenti con disabilità con invalidità inferiore al 66 per cento;
  • studenti che concludono gli studi entro i termini previsti dai rispettivi ordinamenti con regolarità nella acquisizione dei crediti previsti nel piano di studi;
  • studenti che svolgono una documentata attività lavorativa.

Ebbene, con l’entrata in vigore della nuova legge tale possibilità sarà riservata anche agli studenti che svolgono attività di caregiver familiare.

Per accedere all’esonero tale attività deve avere con un carico di assistenza uguale o superiore a 30 ore settimanali. Resta da capire come funzionerà nella pratica il calcolo e il controllo delle ore richieste.

Va precisato che la norma, come accade già oggi per le altre categorie, non impone alle università di attivare l’esonero. Gli istituti possono decidere, in autonomia e nei limiti delle risorse disponibili, di prevedere nei propri regolamenti un esonero parziale o totale dalla tassa di iscrizione e dai contributi universitari.

Chi sono i caregiver familiari

Il DdL, come detto, aggiorna la definizione normativa della figura del caregiver familiare, distinguendo diversi profili in base all’impegno di cura.

Nello specifico, si definisce caregiver familiare la persona maggiorenne che assiste e si prende cura:

  • del figlio o di un altro parente entro il secondo grado;
  • del coniuge;
  • dell’altra parte dell’unione civile o del convivente di fatto;
  • di un affine entro il secondo grado;
  • di un parente entro il terzo grado, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della L. n. 104 del 1992.

Alla persona assistita deve essere riconosciuta una o più delle seguenti condizioni:

  • condizione di disabilità, secondo quanto disposto dall’articolo 3, comma 3, della L. n. 104 del 1992;
  • titolarità dell’indennità di accompagnamento;
  • condizione di non autosufficienza.

Quella svolta dal caregiver è un’attività di cura non professionale che comprende, per esempio, l’assistenza per lo svolgimento di attività relative all’igiene personale e all’alimentazione della persona assistita o relative all’utilizzo dei mezzi pubblici e alla gestione dei farmaci e del denaro.

Si svolge quindi in relazione ai bisogni primari della persona assistita, nell’ambiente domestico o nel contesto in cui la stessa vive con specifica attenzione alla vita di relazione, alla mobilità e alle attività della vita quotidiana.

Il disegno di legge individua quattro profili di caregiver familiare, in base all’impegno di cura e all’assistenza prestata:

  • caregiver familiare prevalente, dove tra gli altri requisiti è previsto un carico di assistenza per almeno 91 ore settimanali;
  • caregiver familiare convivente, per un carico di assistenza tra le 30 e le 91 ore settimanali;
  • caregiver familiare non convivente, per un carico di assistenza di almeno 30 ore settimanali;
  • caregiver familiare convivente o non convivente, per un carico di assistenza tra le 10 e le 30 ore settimanali;

Il carico assistenziale del caregiver familiare prevalente e del caregiver familiare convivente deve essere attestato nel progetto di vita, nel progetto di assistenza individualizzato (PAI) o negli eventuali piani di intervento previsti a legislazione vigente.