Decreto Flussi: 69.700 ingressi di nuovi lavoratori stranieri nel 2022

Sacha Malgeri - Leggi e prassi

Decreto Flussi 2022: in arrivo il testo in Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio. Via libera per l'ingresso di 69.700 lavoratori stranieri stabiliti per l'anno 2021. 42 mila posti sono dedicati ai lavoratori stagionali, i restanti per i rapporti di lavoro subordinato non stagionali ed autonomi. Le quote e le prime indicazioni per presentare le domande di nulla osta.

Decreto Flussi: 69.700 ingressi di nuovi lavoratori stranieri nel 2022

Decreto Flussi 2022: 69.700 lavoratori stranieri potranno entrare regolarmente in Italia grazie al DPCM del 21 dicembre che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio.

Di questi, 42 mila posti sono riservati a chi entra per motivi di lavoro stagionale, 27.700 per i contratti subordinati non stagionali ed autonomi.

Il testo è stato registrato dalla Corte dei Conti lo scorso 27 dicembre 2021, come dichiarato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in un comunicato stampa del 10 gennaio 2022. Per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale bisognerà aspettare ancora una settimana.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 dicembre 2021
Programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato per l’anno 2022.

Decreto Flussi: le quote per gli ingressi di nuovi lavoratori stranieri nel 2022

Il Decreto Flussi è il provvedimento attraverso il quale il Governo decide la quota di lavoratori stranieri che possono entrare legalmente in Italia in un anno.

Il DPCM approvato il 21 dicembre 2021 vedrà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2022. Nel frattempo, il Ministero del Lavoro ha pubblicato un comunicato nel quale ha illustrato le quote d’ingresso e le procedure per richiedere i nulla osta, necessari per le assunzioni.

L’avviso del MLPS specifica che sono 69.700 gli ingressi consentiti per motivi di lavoro. Un aumento significativo rispetto al 2020, nel quale era stato permesso l’ingresso a poco più di 30 mila cittadini non comunitari.

La fetta più grande spetta ai rapporti stagionali: si tratta di 42 mila ingressi. Di questi, 14.000 quote sono dedicate al settore agricolo. Possono entrare in Italia i lavoratori stagionali provenienti da:

  • Albania;
  • Algeria;
  • Bangladesh;
  • Bosnia-Herzegovina;
  • Corea (Repubblica di Corea);
  • Costa d’Avorio;
  • Egitto;
  • El Salvador;
  • Etiopia;
  • Filippine;
  • Gambia;
  • Ghana;
  • Giappone;
  • Guatemala;
  • India;
  • Kosovo;
  • Mali;
  • Marocco;
  • Mauritius;
  • Moldova;
  • Montenegro;
  • Niger;
  • Nigeria;
  • Pakistan;
  • Repubblica di Macedonia del Nord;
  • Senegal;
  • Serbia;
  • Sri Lanka;
  • Sudan;
  • Tunisia;
  • Ucraina.

Rispetto allo scorso anno, la lista presenta una sola aggiunta, cioè l’ingresso dei cittadini del Guatemala.

Il nulla osta per gli impiegati nell’agricoltura va presentato dalle organizzazioni professionali dai datori di lavoro indicati dal Decreto. Questo, si legge nel comunicato stampa del Ministero, viene fatto “al fine di prevenire forme d’intermediazione illecita”. Si tratta di:

  • Coldiretti;
  • Cia;
  • Confagricoltura;
  • Copagri;
  • Alleanza delle cooperative.

Decreto flussi 2022: gli ingressi per il lavoro subordinato non stagionale e per il lavoro autonomo

La quota rimanente, di 27.7000 unità, è dedicata ai lavori subordinati non stagionali e di tipo autonomo.

Questi ingressi vengono riservati alle assunzioni di cittadini di Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria con l’Italia. I lavoratori in questione dovranno essere impiegati nei settori dell’autotrasporto, dell’edilizia, e nel comparto turistico-alberghiero.

Per il trasporto delle merci, si potrà compilare la domanda solo in favore di conducenti muniti di patenti professionali “equivalenti alle patenti di categoria CE” e che possono essere convertite in Italia, in base ad accordi di reciprocità tra Stati.

Di questi ingressi, 17.000 unità vengono riservate ai cittadini dei seguenti paesi:

  • Albania;
  • Algeria;
  • Bangladesh;
  • Bosnia-Herzegovina;
  • Corea (Repubblica di Corea);
  • Costa d’Avorio;
  • Egitto;
  • El Salvador;
  • Etiopia;
  • Filippine;
  • Gambia;
  • Ghana;
  • Giappone;
  • Guatemala;
  • India;
  • Kosovo;
  • Mali;
  • Marocco;
  • Mauritius;
  • Moldova;
  • Montenegro;
  • Niger;
  • Nigeria;
  • Pakistan;
  • Repubblica di Macedonia del Nord;
  • Senegal;
  • Serbia;
  • Sri Lanka;
  • Sudan;
  • Tunisia;
  • Ucraina.

Altri 3.000 posti vengono messi a disposizione dei dipendenti provenienti da altri Paesi con il quale “nel corso del 2022, entreranno in vigore accordi di cooperazione in materia migratoria”.

Inoltre, l’Esecutivo ha predisposto delle quote minori per delle categorie specifiche. Ad esempio, 100 ingressi sono rivolti ai lavoratori stranieri che hanno portato a termine dei corsi di formazione e d’istruzione nel loro paese d’origine. Altri 100, invece, sono a favore dei lavoratori in Venezuela di origine italiana “per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado di linea diretta di ascendenza”.

500 ingressi, invece, vengono messi a disposizione per:

  • gli imprenditori che creano almeno 3 nuovi posti di lavoro e che svolgono attività di interesse per l’economia italiana. Questi individui devono impiegare risorse proprie per un minimo di 500.000 euro;
  • liberi professionisti riconducibili a “professioni vigilate oppure non regolamentate ma rappresentative a livello nazionale e comprese negli elenchi curati dalla Pubblica amministrazione”;
  • soggetti al quale sono state affidate cariche societarie di amministrazione e di controllo previsti dal decreto interministeriale n. 850/2011;
  • artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati,
  • cittadini stranieri che costruiscono “start-up innovative”, ai sensi della legge n. 221/2012.

Le ultime 7.000 quote predisposte dal Decreto Flussi, infine, sono dedicate alle conversioni, cioè alle persone che devono convertire il permesso di soggiorno che hanno già ottenuto ad altro titolo.

CategoriaQuote
soggetti che hanno un permesso di soggiorno per lavoro stagionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale 4.400 quote
soggetti che hanno un permesso di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato 2.000 quote
soggetti che hanno un permesso di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro autonomo 370 quote
soggetti che hanno un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da un altro Stato membro dell’Unione europea da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato 200 quote
soggetti che un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da altro Stato membro dell’Unione europea da convertire in permesso di soggiorno per lavoro autonomo 30 quote

Decreto Flussi 2022, come presentare la domanda

Tra le altre indicazioni, il comunicato stampa del Ministero del Lavoro ha dato le prime istruzioni per presentare le domande di nulla osta.

Sarà una direttiva successiva a dare il quadro completo a riguardo, con tutte le procedure da effettuare.

A portare avanti la richiesta, esclusivamente in via telematica, è il datore di lavoro, che può essere sia italiano che straniero e residente in Italia.

Per farlo, bisognerà compilare la domanda sull’apposito applicativo online disponibile al pubblico dalle ore 9:00 del 12 gennaio 2022 sul portale https://nullaostalavoro.dlci.interno.it.

Il Ministero ha previsto due date distinte per la presentazione della domanda.

Avvio delle domandeCategoriaScadenza della domanda
27 gennaio 2022 lavoratori non stagionali, autonomi e conversioni 17 marzo 2022
1° febbraio 2022 lavoratori stagionali 17 marzo 2022

Per tutte le categorie citate, la scadenza è prevista per il 17 marzo 2022. Le domande verranno esaminate “sulla base del rispettivo ordine cronologico di presentazione”, ricorda il Ministero.

Per poter presentare la richiesta, il datore di lavoro deve necessariamente possedere le credenziali SPID.

I richiedenti potranno usufruire dei servizi di assistenza forniti dall’help desk dedicato. Basterà compilare il modulo di richiesta di assistenza sul sito dell’applicativo, quando verrà reso disponibile online.

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